Abruzzo

Olio, vino, pastorizia, ortaggi: è l’anno più difficile

«Questa sarà un’annata storica» afferma Giuseppe Torricella, coordinatore di giunta della Cia (Confederazione agricoltori) di Chieti, «questo clima impazzito aggrava una condizione economica – minore richieste, concorrenza estera, aumento dei costi – che già aveva portato a una diminuzione dei redditi. Dispiace dirlo, ma ci sono decine di aziende solo nella provincia di Chieti a rischio fallimento» . Il caldo eccessivo di questi giorni arriva quasi a conclusione dei cicli produttivi, resta da compiere solo la raccolta delle olive. Per gli agricoltori il danno è stato già fatto con l’inverno scorso che non c’è stato, così come la primavera e l’estate. Le condizioni metereologiche avverse hanno danneggiato sia direttamente le colture sia indirettamente con lo sviluppo di parassitosi che non hanno risparmiato alcuna coltura. I risultati sono stati rovinosi: seminativi, poca produzione e scarsa qualità; ortofrutta, con le piogge c’è stata poca qualità e quantità; olive, annata di scarica e non di carica, poca quantità e scarsa qualità (sono stati necessari 4/5 trattamenti per combattere la “mosca” il più delle volte con scarsi risultati). « Si è salvata un po’ la viticoltura che ha avuto un calo della produzione e una quantità non ottimale», rileva Torricella, «anche per la pastorizia si profilano danni in quanto il caldo e la siccità non favoriscono la crescita del pascolo con fieno ed erba per la nutrizione degli animali che fanno registrare aumenti di prezzi».

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