Cronaca e Giudiziaria

“Oh che bella devezziòne tè Chellonghe a Sant’Antone”

Come accade da quasi 400 anni si rinnovano a Collelongo i riti del fuoco, delle cottore e dei “cicirocchi”. La devozione, particolarmente viva in tutta la Vallelonga, per Sant’Antonio Abate ha ridato ieri vita e anima ad una festa contraddistinta da quel senso di ospitalità che gli abitanti, riuniti intorno alle “cuttore”, da sempre mostrano ai tanti tantissimi viandanti.

A dare ufficialmente il via alla festa i rintocchi delle campane cittadine, seguiti, alle 18, dall’accensione degli enormi torcioni nelle piazze principali e dalla santa processione guidata da don Carmine che, accompagnato da autorità cittadine e musicanti, ha benedetto una ad una tutte le “cuttore” sparse nel paese. Intorno alle grandi pentole di rame, accese su legno di ginepro, si è svolto per tutta la notte il pellegrinaggio di visitatori e suonatori che, tra il buon vino e i tradizionali “cicerocchi”, hanno intonato i versi della classica canzone secondo il testo originale di Pasquale Cianciusi.

All’alba di oggi infine la tradizionale sfilata delle ragazze con le conche “rescagnate” e a seguire la celebrazione della santa messa in onore del santo. La benedizione degli animali e i giochi popolari chiuderanno nel pomeriggio la tradizionale festa.

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