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Nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020, se ne è parlato ad Avezzano

Ieri ad Avezzano, presso la sala convegni Arssa in piazza Torlonia, ha avuto luogo l’incontro dal titolo “Abruzzo come agricoltura: nuovo P.S.R, idee a confronto”. L’appuntamento nasce con lo scopo di favorire il dibattito e il confronto in vista del nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020. Il programma di Sviluppo Rurale è uno strumento che fornisce alle imprese agricole delle misure a sostegno degli investimenti e di azioni agroambientali con il fine di orientare lo sviluppo rurale della Regione secondo gli obiettivi politico comunitari.

È fuori discussione che il settore agricolo può rivestire per la provincia di L’Aquila e per l’Abruzzo intero, un ruolo strategico per il rilancio economico e occupazionale della Regione. A questo proposito saranno a disposizione per il PSR 2014/2020 circa 430 milioni  di fondi europei. In questo modo verranno messi in campo gli strumenti per favorire lo sviluppo dei processi di innovazione, conseguire migliori rendimenti e accrescere la competitività delle imprese abruzzesi. L’incontro rappresenta quindi l’occasione per raccogliere idee e proposte dai protagonisti del settore, in modo da poter strutturare in maniera responsabile le misure di intervento.

Nel corso della conferenza sono intervenuti il responsabile dell’Ufficio U.T.A della Regione Abruzzo, Giancarlo Ludovici, il responsabile P.S.R Coldiretti Abruzzo, Luca Di Giandomenico, il presidente C.I.A Abruzzo, Mauro Di Zio, il direttore di Confagricoltura L’Aquila Stefano Fabrizi, l’azienda ACIAM SPA per illustrare una relazione sul compost di qualità, e il Candidato Presidente alla Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso.

Di seguito alcuni dei principali obiettivi tematici del nuovo P.S.R:

–          Premio per l’insediamento dei giovani agricoltori

 

–          Miglioramento della competitività attraverso la premialità

 

–          Incentivare l’uso efficiente delle risorse nel settore agroalimentare e forestale

 

–          Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura, con particolare riguardo alla salvaguardia e al miglioramento della biodiversità.

 

–          Migliore gestione delle risorse idriche, comprese la gestione dei fertilizzanti e dei pesticidi

 

–          Prevenzione dell’erosione dei suoli e gestione migliore ed ecocompatibile degli stessi

 

–          Incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio ad un’economia a bassa emissione di carbonio, con particolare riguardo a rendere più efficace l’approvvigionamento delle energie rinnovabili, ridurre le emissioni di gas ad effetto serra.

 

–          Adoperarsi per lo sviluppo economico delle zone rurale

 

–          Sviluppo dell’occupazione, delle comunicazioni e delle piccole imprese

 

Il PSR prevede, secondo il regolamento 1305 del 2013, uno strumento denominato “Paternariato”, composto da tutti i portatori di interesse nella realizzazione del piano di sviluppo del territorio. Questo metodo prevede:

 

–          Analisi del contesto socio economico delle aziende agricole

–          Stabilire strategie di intervento per rispondere positivamente agli obiettivi presenti nel PSR

–          Individuare e valutare i fabbisogni delle imprese e, in base alle direttive comunitarie, approvare o meno il PSR.

Il Partenariato è organizzato per aree tematiche ed è chiamato ad intervenire in 3 fasi specifiche: la prima, caratterizzata dall’analisi, l’intermedia, caratterizzata dall’elaborazione della strategia, e l’utima, caratterizzata dalla valutazione della correttezza e conformità del PSR.

In seguito agli interventi dei diversi coordinatori della conferenza, è infine il candidato Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso a prendere la parola in merito al Programma di sviluppo per l’agricoltura. Secondo D’Alfonso, l’Abruzzo deve reimparare l’utilizzo delle risorse del proprio territorio in coincidenza con la programmazione comunitaria. C’è bisogno di risultati durevoli dal punto di vista del cambio generazionale e della salvaguardia dell’ambiente. Non ci sarà più verticalità della regione, sottolinea il Presidente, agiremo utilizzando il partenariato e organizzando tavoli che diano voce al confronto e alle richieste dei lavoratori. È ora che l’Abruzzo si faccia riconoscere agli occhi dell’Italia e del mondo per la sua qualità agricola e paesaggistica e per la sua capacità economica. Dobbiamo inoltre prendere al volo le occasioni che ci offre la grande distribuzione, conclude D’Alfonso, e lo faremo attraverso politiche di stimolo e di premialità.

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