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Nuovo depuratore, la Provincia pretende chiarezza

Incontro con la stampa ieri pomeriggio nella sede di Avezzano della provincia de L’Aquila, alla presenza del presidente della provincia Antonio del Corvo e del consigliere provinciale Felicia Mazzocchi. Un incontro teso a fare chiarezza sul ruolo della Provincia nell’intricata questione che ha ad oggetto lo sfruttamento del nuovo depuratore di Avezzano a servizio del nucleo industriale e di oltre la metà della città di Avezzano.

Preposto che l’obiettivo della provincia è quello di “autorizzare il soggetto che legittimamente lo richiede” come ha specificato il consigliere Mazzocchi, dopo aver opportunamente ringraziato i presenti,  il Presidente Del Corvo ha ribadito come non si tratti di salvaguardare limitate aree ma quanto la polemica sia di interesse comune, “La conflittualità nasce sul fronte del legislativo e comporta delle ripercussioni operative” ha sottolineato Del Corvo riferendosi alle modifiche attuate dalla Regione alla legge di riordino delle attività produttive che offre di fatto la possibilità di gestione al consorzio del Nucleo industriale dribblando così le Commissioni lavori pubblici, ambiente e agricoltura naturali destinatarie della norma che ovviamente danno parere negativo a riguardo.

La proposta lanciata dalla Provincia ai vari enti, al Cam, al Comune di Avezzano, alla Regione Abruzzo ed al Commissario unico regionale da presentare alla prossima Conferenza dei Servizi indetta a riguardo, consiste nella definizione di un protocollo preciso che non induca a scontri d’opinione eccessivi, disciplinando la questione attraverso l’adozione di una soluzione “mediana” tra le varie parti. Ciò condurrebbe all’attivazione immediata del nuovo depuratore, considerando che la Provincia ha già avviato tutte le autorizzazioni.

“Unico obiettivo che ci interessa raggiungere è fare l’interesse della comunità locale e delle attività agricole ed industriali che necessitano della risorsa idrica in tutta la filiera produttiva” ha proseguito il Consigliere Mazzocchi, concludendo “ Ci interessa la tutela del territorio considerato che è in ballo la nostra vita e non le maldestre strategie messe in atto dalla Regione, sarà infatti poi responsabilità della Corte Costituzionale definire la legittimità della legge regionale in questione”.

Oggi poi, 28 Marzo 2014, si alzerà il grido d’allarme dei lavoratori del mondo agricolo locale di Cia, Coldiretti e Confagricoltura attraverso una mobilitazione generale cui tutti i cittadini ed operatori del settore sono invitati a partecipare, la manifestazione avrà luogo a partire dalle ore 9 a Piazza Torlonia, “ Partecipare tutti per salvare il Fucino”.

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