Cultura

Nuova tecnica salva utero: la Cina apre le porte al San Salvatore

L’utero recuperato anziché asportato, in seguito ad un crollo genitale, che dà possibilità di procreare ancora e tenere vivo il desiderio della maternità: è l’effetto dell’inedita tecnica chirurgica, già praticata con successo su 12 pazienti in Abruzzo, per la quale L’Aquila è stata invitata in Cina a tenere una lectio magistralis sull’argomento. Il 28 novembre prossimo a Shenyang, città con 8 milioni di abitanti a 600 km da Pechino, l’innovativa procedura chirurgica ginecologica, che evita la ‘rottamazione’ di uteri danneggiati, sarà illustrata da Gaspare Carta, direttore di ostetricia e ginecologia di L’Aquila. In cosa consiste il nuovo approccio?

“Nel nostro reparto di L’Aquila – spiega Carta – percorriamo una strada nuova nel trattamento chirurgico dell’utero danneggiato dal cedimento dell’apparato genitale femminile. Il  crollo del pavimento pelvico della donna è causato dallo sforzo sostenuto da muscoli e tessuti durante il parto. Il cedimento, nei casi gravi, coinvolge anche l’utero che scende fino a fuoriuscire dall’apparato genitale, ragion per cui viene in genere asportato. Rimozione che, soprattutto nelle donne giovani, ha un impatto molto pesante sia sul desiderio di maternità sia sul rapporto di coppia. Con la procedura messa a punto – aggiunge Carta – ci occupiamo del quarto stadio: l’utero, seppur fuoriuscito, viene ricollocato all’interno dell’apparato riproduttivo femminile e la paziente può così continuare a procreare. Oltre al parto, il crollo genitale si accentua con la menopausa che genera carenza di ormoni”.

Per Carta la lectio magistralis in Cina sarà il preludio ad un’importante investitura: a dicembre assumerà la carica di presidente nazionale dell’Aiug (associazione italiana urologia ginecologica). Dal 2014, a L’Aquila, sono stati effettuati 12 interventi chirurgici, tutti con riscontri positivi, su donne tra i 36 e i 55 anni. Il ‘red carpet’ concesso al San Salvatore dall’uroginecologia cinese, non è certo casuale. Il reparto aquilano ha maturato una lunga esperienza sulla ricostruzione del pavimento pelvico e, oltre a 300 interventi chirurgici, assicura ogni anno oltre 2.000 prestazioni tramite il Pelvic Center, un servizio esclusivo in regione su problematiche riguardanti malattie uro genitali delle donne.

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