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Nuova grande mostra per l’avezzanese Alberto Di Fabio

Alberto di Fabio torna in Abruzzo con una grande mostra antologica, organizzata dalla Fondazione Menegaz, curata da Laura Cherubini ed Eugenio Viola, nel borgo medievale di Castelbasso. Paesaggi della mente diventa, in questo senso, un ritorno a casa dell’artista, conosciuto internazionalmente ma nato ad Avezzano, nel 1966.

Come Giacometti che viveva e creava a Parigi ma tornava nel suo Cantone Svizzero per rivedere le sue valli e montagne che gli suggerivano le linee guida dei suoi lavori, anche Alberto Di Fabio trae ispirazione e concentrazione tornando spesso tra le sue montagne d’Abruzzo, che diventano forme mentali di elevazione e permutazione. Le vette del Velino o del Gran Sasso D’Italia sono per l’artista “antenne collegate al cosmo” che gli permettono, fin da bambino, di percepire mondi e realtà parallele, diventano ai suoi occhi “piramidi di luci divine”, espressione di una trascendenza con cui dialogare, fornendogli l’accesso a una dimensione altra, cui l’artista giunge tramite concentrazione e pura meditazione, per tradurla infine in stimoli visivi, in percezioni sensoriali rievocate nei suoi dipinti enigmatici.

Paesaggi della mente è un titolo che l’artista ha dato, nel corso degli anni, a diverse opere dedicate a tutte le montagne del mondo: dall’Himalaya alle Alpi, agli Appennini abruzzesi. I lavori di questa serie ideale rimandano paesaggi montani, ottenuti con sgocciolature di colore che assumono le sembianze di neuroni e sinapsi che rappresentano l’elevazione e la permutazione dal mondo terreno. La ricerca di Alberto Di Fabio da sempre cortocircuita suggestioni care alla storia dell’arte e le conquiste scientifiche in uno stile personale e fortemente evocativo. La sua è una pittura che si pone un obiettivo conoscitivo, un più profondo contatto con l’essenza del cosmo, trascinando l’osservatore in un viaggio a ritroso dal visibile all’invisibile, dal macrocosmo al microcosmo, dal microscopico all’invisibile.

Le opere di Alberto Di Fabio sono caratterizzate da forme astratte e quasi biologiche, che emergono da un gioco di velature cromatiche e sottili equilibri geometrici tra i singoli elementi. I suoi apparati neuronali rappresentano forme fisiche ma soprattutto mentali, trasmettono segnali elettromagnetici per connettersi con diverse realtà extra-sensoriali, sinestetiche e meditative caratterizzanti il suo personalissimo approccio al medium pittorico, che trae ispirazione dal cosmo e da tutti gli elementi fisici che compongono il mondo della natura. Le sue forme spesso geometriche vibrano sulle sue tele in colori brillanti e puri, creando contrasti e scale armoniche, variazioni tonali e accostamenti sorprendenti che coinvolgono lo spettatore in visioni cinetiche extrasensoriali. Di Fabio dipinge in acrilico sia su tela sia su carta di riso. Quest’ultime sono poi assemblate in suggestive istallazioni geometriche sospese nello spazio come concatenazioni cellulari.

I suoi lavori da sempre si relazionano alle teorie scientifiche, per una costante ricerca sulle realtà parallele che non si percepiscono a occhio nudo, come la teoria dell’antimateria. In questo contesto, nel 2010 l’artista riceve un premio dall’astrofisico Remo Ruffini all’interno del premio Fondazione Michetti. La scoperta nel 2012 all’interno del progetto ATLAS del bosone di Higgs, detto anche “la particella di Dio” che dà massa alle particelle elementari, costituisce la fonte d’ispirazione dei suoi ultimi lavori.

La mostra Paesaggi della mente raccoglie opere di Alberto Di Fabio dall’inizio degli anni Novanta a oggi, offrendo un panorama aperto sulla ricerca e l’opera dell’artista. Un insieme di lavori che diventa una sorta di canto collettivo, una danza di colori e forme per un profondo ritiro spirituale. “Un insieme di opere allestito per una lezione di fisica quantistica” (Alberto Di Fabio).

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