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Nuova collocazione del mercato del sabato, l’amministrazione sperimenta una rimodulazione sulle vie del centro

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Avezzano – Una collocazione in centro rimodulata, così da garantire sicurezza per i cittadini, per gli utenti e per i commercianti, che comunque non precluda la possibilità di pensare a una nuova area, ragionata e condivisa. Ma anche rispetto delle norme, con la messa in regola per tutti, dei pagamenti dell’occupazione del suolo pubblico. In quest’ottica, ieri, il sindaco Gabriele De Angelis si è confrontato con la maggioranza sulla nuova collocazione del mercato, che senza indugi, va finalmente adeguato alle indicazioni di sicurezza della direttiva Gabrielli.

Un primo passaggio è stato fatto con tutti gli assessori. Il sindaco, raccogliendo le istanze arrivate da giunta e consiglieri, che in questi giorni hanno incontrato gli operatori che danno vita al tradizionale appuntamento del sabato, ha presentato all’esecutivo due diversi progetti, redatti dagli uffici comunali, che garantiscono sicurezza e che ridisegnano il percorso.

Attualmente il mercato presenta delle criticità importanti, sottoposte più volte agli amministratori: l’eccessivo traffico che si crea nelle arterie del centro, come via Roma e via XX Settembre, la mole di produzione di rifiuti indifferenziati lasciati sul manto stradale e danneggiamenti agli arredi urbani, provocati spesso da spazi stretti e non facilmente fruibili dai mezzi. In quest’ottica, uno dei progetti sottoposti all’attenzione della giunta, è stato realizzato prevedendo lo spostamento del mercato nell’area Nord della città.

L’altra ipotesi, invece, è quella che verte su una rimodulazione del mercato nel centro, che esclude per l’esposizione dei banchi il perimetro di Piazza Torlonia, accorciando l’esposizione su alcune strade. Le vie interessate saranno: via Febonio, via Lolli, via Mattei, via Iatosti, Piazza Martiri di Capistrello (dove ci saranno tutte le postazioni dedicate al food), via Mazzini, via Rosselli, via Torlonia fino a via Croce.

«Insieme alla maggioranza abbiamo scelto la strada di non stravolgere, per il momento, gli usi degli avezzanesi, facendo rimanere il mercato in centro, adeguandolo però alle norme di sicurezza», il commento del sindaco De Angelis, «si tratta di una sperimentazione che ci darà il tempo di testare sicurezza, viabilità e gradimento di utenza. Certo è che se non dovesse funzionare, un altro piano, che prevede lo spostamento c’è già e ci si potrebbe ragionare già alla fine dell’estate. Una città si rende più attrattiva anche rendendo appuntamenti come quelli del sabato più belli, offrendo intrattenimenti che trasformino di volta in volta il mercato come una fiera.

L’amministrazione continuerà a lavorare su nuove soluzioni ma nel frattempo è necessario anche regolarizzare le posizioni. Abbiamo ereditato un mancato incasso sul pagamento del suolo pubblico, solo dal 2013 ad oggi, di oltre 154mila euro. Gli stessi ambulanti in regola, durante gli incontri in Comune, ci hanno sollecitato sui controlli a chi negli anni non si è mai preoccupato di pagare. Contro l’abusivismo, come è già stato fatto con la fiera del 25 aprile, che ha incassato il plauso da parte degli espositori, chiederemo a tutti di mettersi in regola con Durc e Tosap».

Gli ambulanti, dalla ricezione dell’invito al pagamento, avranno 30 giorni di tempo per regolarizzare le posizioni, altrimenti scatterà la sospensione del diritto al posteggio. La data del via alla nuova collocazione del mercato sarà comunicata ai cittadini tramite il sito internet istituzionale e la stampa.

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Il ruolo della donna nella grande guerra, il generale Vero Fazio ospite del Rotary Club Avezzano

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AvezzanoVero Fazio, Generale di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, è stato ospite del Rotary Club di Avezzano nel corso di una conviviale che si è svolta lo scorso venerdì presso il Ristorante Olimpia di Cappelle dei Marsi. Il Generale, su invito del presidente in carica Carlo Caroli, ha allietato i presenti con un’interessante ricerca condotta su “Il ruolo delle donne nella grande guerra”. “Il tema scelto è un omaggio alle donne ha esordito il Generale in congedo rivolgendosi alla platea dei soci precisando che l’emancipazione femminile prese il via proprio dalla grande guerra. Un evento, quello del primo conflitto mondiale, che ha cambiato per sempre il destino dell’uomo”. “I soldati sono andati al fronte, ma essere mogli e madri di questi soldati non e stato semplice. Le donne ad inizio 900 hanno sofferto due volte: psicologicamente per la preoccupazione di avere i propri uomini al fronte e fisicamente per essersi improvvisate in ruoli che fino a quel momento non gli competevano”. “Se ci fossero state le donne ai vertici, forse la guerra non ci sarebbe stata ha sottolineato il Generale che per meglio esporre ai presenti il cambiamento subito e intrapreso dalla donna ha ripercorso la condizione femminile di inizio secolo, per istruzione e lavoro, analizzando poi come questa “si modificò rapidamente nel corso della guerra”. Poche erano le donne laureate ed impiegate, c’erano alcune discipline, come la teologia, che non ammettevano neanche la figura femminile agli studi. Tuttavia lo scenario mutò in maniera repentina con lo scoppio della guerra e la chiamata degli uomini alle armi. “Tra il 1915 e il 1918 le donne impiegate nelle industrie civili e belliche raddoppiarono” inoltre, ha aggiunto Fazio, grazie al lavoro “esse acquisirono indipendenza anche agli occhi della famiglia d’origine”. Iniziò così quel processo di “riqualificazione della donna nel suo ruolo sociale” che intervenne principalmente grazie alla “rottura della subalternità”. Se il lavoro aveva reso le donne indipendenti, lo spirito femminile ribelle ed ambizioso fece il resto. Esse recepirono e concepirono in maniera del tutto differente dall’universo maschile il loro status di lavoratrici, come sottolineato dal generale “non si riconoscevano nei sindacati” e per giunta “si ribellano allo sfruttamento salariale”. Ma “a fine guerra le prime a pagare furono proprio le donne che, rimpiazzate dagli uomini tornati dal fronte, vennero di nuovo relegate ai ruoli di mogli e madri”. Tuttavia in loro si era oramai innescato un processo di emancipazione non più arrestabile che nel ’46 culminò con il diritto di voto esteso per la prima volta anche al sesso femminile. Un battaglia quella della parità tra sessi, iniziata nel corso del primo conflitto mondiale, ma che continua ad andare avanti anche in epoca moderna verso nuovi temi e nuovi orizzonti per una donna alla continua ricerca del suo riscatto socialeMa non può esserci donna senza uomo che la rispetti, il Generale, infatti, nella sua lunga ed interessante esposizione non può fare a meno di toccare un tema tanto delicato quanto attuale: quello della violenza e del femminicidio disegnando così una donna moderna che, ereditata la battaglia delle donne di inizio ‘900, cerca di affermarsi nel mondo del lavoro alla conquista di ruoli apicali e prettamente maschili, ma che nello stesso tempo deve difendersi anche tra le mura domestiche. fdm

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La chimica nella pittura, nasce una collaborazione tra l’Istituto “Majorana” e la scuola “Mazzini-Fermi”

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Avezzano – Gli studenti della classe 3C della scuola media “Mazzini-Fermi” di Avezzano, preparando dipinti con diversi tipi di supporti e colori, hanno sperimentato che non tutti i colori aderiscono allo stesso modo sui vari supporti. E’ nata quindi una collaborazione con gli studenti della classe 3H dell’indirizzo “Chimica e materiali” dell’I.I.S. “E.Majorana” di Avezzano che, mettendo a disposizione abilità e competenze acquisite nel loro percorso di studi, hanno aiutato i compagni più giovani a comprendere come le proprietà chimiche dei materiali influenzano tutti i fenomeni macroscopici e quindi anche il legame colore/supporto e il tipo di tecnica pittorica da utilizzare. Il legame tra chimica e arte è infatti molto più profondo di quanto si possa immaginare, basta pensare ad esempio, a come il progresso della chimica dalla seconda metà del Settecento abbia favorito l’espressione creativa degli artisti che hanno iniziato ad avere a disposizione un’aumentata varietà di pigmenti nella loro tavolozza e le opere d’arte si sono arricchite di colori e sfumature. Durante gli incontri, i ragazzi della specializzazione di Chimica del Majorana, coordinati dalle professoresse Francesca Montanari e Paola Pascale, hanno prima spiegato teoricamente i concetti fondamentali legati al tema “Chimica e arte” e poi hanno guidato gli studenti della scuola media nell’attività di laboratorio. In tal modo sono state potenziate le competenze acquisite con i programmi curriculari e i chimici hanno avuto la possibilità di misurarsi con attività di divulgazione scientifica sperimentando il ruolo di insegnante. Per gli studenti della scuola media, coordinati dai professori Roberto CappuccittiMargherita Salsiccia e Marinella Bertone, è stata un’occasione di approfondimento di concetti già conosciuti, di apprendimento mediante l’esperienza pratica svolta nel laboratorio di chimica del Majorana, dove hanno lavorato attivamente, di imparare a formulare ipotesi e a progettare azioni per verificarle, di stimolo delle capacità di osservazione e di collegamento tra ambiti disciplinari normalmente considerati separati. Gli obiettivi sono stati quelli di creare un ponte di conoscenza e cooperazione tra le scuole del territorio, effettuare un percorso di continuità tra le scuole di diverso grado e stabilire relazioni, sviluppare atteggiamenti di collaborazione e rispetto, interagire con coetanei e adulti in maniera positiva. Il risultato delle attività verrà presentato durante la Settimana della Scienza e della Tecnologia dagli studenti di entrambe le scuole.

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Piedibus, per una classe della scuola Don Bosco il progetto è realtà

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Avezzano – Sono arrivati in Comune a piedi, partendo dalla loro scuola. Hanno camminato per la città, esattamente come fanno ogni mattina prima del suono della campanella.

Sono i bellissimi bambini della V A della primaria Don Bosco arrivati nel palazzo di Piazza della Repubblica, accompagnati insegnanti Cinzia Maceroni, Cristina Rodorigo e Enrica De Tiberis, per presentare il progetto “Piedibus”.

I giovani studenti hanno spiegato con una certosina presentazione in power point, agli attenti assessori Pierluigi Di Stefano, Crescenzo Presutti e Chiara Colucci, come hanno studiato e realizzato il progetto, per capire dove fissare il capolinea, quante tappe sarebbero state necessarie per tutti e quanto tempo avrebbero impiegato ogni giorno per raggiungere la scuola.

Hanno poi spiegato alle famiglie presenti quali sono i benefici dell’andare tutti insieme a piedi a scuola. I bambini hanno illustrato il punto di partenza, che è la scuola Don Bosco dove rientreranno al termine dei lavori di ristrutturazione, per partire alla volta della struttura Noesis, provvisoriamente sede attuale delle lezioni.

Gli studenti si sono definiti più autonomi, allegri di poter chiacchierare prima di entrare in classe e soprattutto felici di conoscere meglio la città.

I bambini hanno ricevuto il plauso dell’assessore Pierluigi Di Stefano, per loro “fonte di ispirazione” quando lanciò mesi fa l’idea dell’iniziativa: «State dando prova di essere più saggi degli adulti. Attenti alla vostra salute e all’ambiente».

«Spero che il progetto non sia solo una sporadica sperimentazione», ha aggiunto l’assessore Presutti, «ma continui nel tempo, guardando ad esempi più grandi ma sempre raggiungibili, che combattono pigrizia e cattive abitudini». «Siamo orgogliosi di accogliere oggi in Comune questi bambini», ha concluso l’assessore Colucci, «manca ancora qualche mese alla riconsegna della loro scuola che grazie ai lavori di adeguamento sismico tornerà più sicura e più bella».

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I bambini bielorussi nella Marsica, 120 giorni con le famiglie affidatarie

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Avezzano – Incontro multiculturale al Comune di Avezzano: il sindaco Gabriele De Angelis ha ricevuto la visita del console bielorusso in Italia, Dmitry Zakharchuk e i bimbi e ragazzi bielorussi che si trovano a passare del tempo insieme a famiglie affidatarie marsicane grazie all’associazione “Il sogno dei bambini” rappresentata dalla presidente Margherita Saracino. Presente anche il consigliere Donato Aratari, che ha riportato la testimonianza diretta di quello che sia adottare e far esperienza di affido tramite quest’unica associazione riconosciuta in Abruzzo dal governo bielorusso. La onlus “Il sogno dei bambini” si occupa di curare progetti di accoglienza in favore di minori che possono trascorrere qui 120 giorni l’anno. Il console ha voluto ringraziare personalmente le famiglie affidatarie presenti in sala consiliare per l’accoglienza e l’aiuto concreto che esse offrono ai bambini. “Lo scambio di culture arricchisce il tessuto sociale”, ha spiegato il sindaco De Angelis, rivolgendosi direttamente ai piccoli “spero e mi auguro che qui vi sentiate a casa”.

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Il prosciugamento del Lago del Fucino questa sera su Freedom Oltre il confine

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Marsica – La Marsica sarà protagonista questa sera della puntata di “Freedom Oltre il confine”, il programma di Roberto Giacobbo in onda in prima serata su Rete 4. L’episodio, dal titolo “Il lago scomparso”, è dedicato al prosciugamento del Lago del Fucino, la più grande opera idraulica della storia. La troupe di “Freedom Oltre il Confine” ha girato le riprese il 28 e il 29 settembre scorsi toccando i luoghi simbolo del prosciugamento del Lago del Fucino. Il viaggio parte dal castello Piccolomini di Ortucchio. Ad aprire le porte della fortezza medievale alle telecamere di Freedom ci ha pensato la proloco del posto che ha la custodia del castello oggi aperto per visite guidate, attività culturali, ma anche concerti e matrimoni. Da Ortucchio la troupe ha attraversato tutta la piana del Fucino fino a Borgo Incile dove ha sede il “Madonnone”, l’infrastruttura che unisce il canale collettore esterno all’emissario sotterraneo. Da qui Giacobbo e i suoi hanno raggiunto i vicini Cunicoli di Claudio, un sistema di sei cunicoli e trentadue pozzi che l’imperatore Claudio fece costruire tra il 41 e il 52 d.C. per prosciugare gran parte del lago. Ultima tappa del viaggio è stata l’Emissario Claudio-Torlonia di Capistrello, il canale sotterraneo scavato nel ventre del Monte Salviano nel quale le acque del lago defluirono fino al fiume Liri. Qui a far gli onori di casa ci hanno pensato gli “Amici dell’Emissario”. Roberto Giacobbo era venuto a conoscenza della storia legata al prosciugamento del Lago del Fucino in occasione della 13° edizione del Premio Internazionale Carlo D’Angiò che lo vide tra i premiati come divulgatore scientifico.

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A Pescasseroli il parroco suona 100 rintocchi per ogni nuovo nato

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Pescasseroli – “Da tempo a Pescasseroli non si sente niente altro che il rintocco delle campane che annunciano la scomparsa di un fedele. Per questo, prendendo spunto da una tradizione che è ormai consolidata in diverse parrocchie della nostra diocesi, ho deciso di suonare le campane ogni volta che nasce un bambino: suonerò le campane facendo 100 rintocchi, uno per ogni anno di vita, con l’augurio che il bambino possa arrivare alla soglia dei 100 anni”. Così don Andrea De Foglio, parroco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Pescasseroli, tenta di far crescere il tasso di natalità in un comune dove, da ormai troppo tempo, la “cicogna” arriva al massimo due o tre volte l’anno. E ora nel Paese che conta più nascite di orsi che di bebè, si è aperta la sfida delle partorienti per aggiudicarsi il singolare premio.

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