Abruzzo

Novità sulla riforma degli assetti istituzionali della Regione Abruzzo

Prima della pausa estiva la Regione Abruzzo ha modificato la legge 77/99, rivoluzionando gli assetti organizzativi e gestionali dell’Ente Regione, con una drastica riduzione delle Direzioni e trasformandole in dipartimenti. Altro aspetto di rilievo della norma approvata dal Consiglio Regionale il 14 agosto u.s è l’istituzione della Direzione generale che ha il compito di coordinare i dipartimenti e sostituirsi a questi in caso di inerzia degli stessi.
La CISL FP ha, da sempre, denunciato il pessimo funzionamento delle direzioni regionali per la mancanza di un coordinamento, che nel tempo ha rallentato l’azione amministrativa della Regione Abruzzo rendendola meno incisiva. Abbiamo denunciato che le Direzioni Regionali erano tante monadi che non dialogavano fra di loro, ma spesso l’una poneva ostacoli all’attività dell’altra con la conseguenza di dilazionare i tempi e offrire dei cattivi servizi ai cittadini e alle imprese.
La scrivente Federazione Regionale, congiuntamente alle altre OO.SS., ha condiviso l’ampia delegificazione messa in atto dal legislatore introdotta con l’approvazione delle modifiche alla legge 77/1999, perché ritiene che ciò può portare ad un miglioramento delle attività amministrative regionali, ma a condizione che gli atti conseguenti che la Giunta e il Consiglio andranno ad adottare siano ispirati ad un più ampio coinvolgimento delle parti sociali nell’interesse dei cittadini abruzzesi.
Riteniamo, però, che la riorganizzazione dell’Ente Regione non sia sufficiente per affrontare le nuove sfide con cui l’Abruzzo dovrà misurarsi nel breve e medio periodo dovendo sciogliere alcuni nodi istituzionali e strutturali.
Quale progetto istituzionale il Presidente della Regione intende mettere in atto tenendo conto delle indicazioni contenute nella riforma Delrio e della programmazione comunitaria dei prossimi sei anni?
La CISL FP ritiene ineludibile e indilazionabile l’apertura di un confronto a 360° con le istituzioni locali, i territori e le parti sociali per un progetto di architettura istituzionale, che superi campanilismi ormai datati e sterili strumentalizzazioni, per costruire un sistema socio- istituzionale che sia in grado di assicurare con chiarezza lo svolgimento di competenze, servizi e funzioni, e di realizzare importanti economie nel pieno rispetto della qualità della vita da assicurare ai cittadini abruzzesi.
Il progetto deve puntare ad un nuovo associazionismo istituzionale, organico e articolato su più livelli per favorire lo sviluppo e dare risposte concrete ai cittadini e alle aziende, ma più in generale alle comunità: da quelle più periferiche a quelle dei grandi e medi agglomerati urbani. In altri termini ridisegnare l’architettura istituzionale della Regione Abruzzo eliminando sovrapposizioni di competenze e soprattutto deve emergere con chiarezza chi è deputato a svolgere alcune funzioni, chi deve assumersi le responsabilità istituzionali, senza i continui rimandi a chi è sovraordinato, trincerandosi dietro la sterile polemica per perpetuare posizioni di rendita che impediscono all’Abruzzo e al suo sistema economico di decollare.

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