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Novità per l’orso marsicano dalla Regione Abruzzo

orso-marsicano2-1L’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha confermato, con una nota ufficiale del 26 settembre scorso, che le azioni intraprese, fino ad oggi, dalla Regione Abruzzo per limitare il disturbo provocato dall’attivita’ venatoria a danno della conservazione dell’orso marsicano si calano perfettamente all’interno del calendario venatorio regionale 2013-2014.

Infatti, e’ risultata assolutamente corretta e coerente con le indicazioni del Patom (il Piano d’azione per la tutela dell’orso marsicano) la proposta della Regione di prevedere l’esclusione della caccia in braccata nelle aree individuate dalla nuova cartografia prodotta e di limitare le forme di caccia al cinghiale ammissibili al solo prelievo selettivo ed alla caccia collettiva con l’ausilio di un unico cane (girata).

A tal proposito, l’assessore con delega alla caccia, Mauro Febbo, ha voluto fare il punto della situazione nel corso di una conferenza stampa “Dopo i pesanti attacchi subiti in questi mesi dalla direzione Agricoltura, sia sulla stampa locale che a livello
nazionale, riguardo la validita’ del lavoro svolto nella gestione dell’azione B1, prevista nel Piano d’azione per la tutela dell’Orso marsicano e relativa ai conflitti dell’attivita’ venatoria – ha affermato Febbo – e persino una interrogazione parlamentare, l’Ispra ha risposto ad una nota del Wwf che criticava l’operato della Regione e metteva in discussione anche l’operato del tavolo tecnico ristretto.

Si tratta di organismo istitutito dalla nostra Direzione e approvato dal ministero dell’Ambiente e composto da un pool di ricercatori ed esperti della materia che non ha fatto altro che seguire pedissequamente le direttive del Patom. Per cui, alle associazioni ambientaliste – ha proseguito Febbo – dico solo di venire ai nostri tavoli per discutere e confrontarsi su come affrontare queste problematiche che non sono certo di poco conto se si considera che l’orso marsicano rappresenta nel mondo uno dei maggiori simboli del nostro territorio”. Il consulente dell’assessorato Savini
ha, infine, ricordato come la Regione Abruzzo, al contrario di Lazio e Molise,
sia stata finora l’unica delle tre sottoscrittrici del Patto di Protezione ad
aver intrapreso azioni concrete a tutela dell’orso marsicano.

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