Italia

Norman Atlantic, lo sfogo del comandante “Vorrei aver salvato tutti”

Quando la tensione crolla, quando l’adrenalina non ti sostiene, arriva il momento in cui anche per un uomo duro come Argilio Giacomazzi, il comandante del traghetto Norman Atlantic, devono vincere le emozioni. E lui, che ha il volto segnato dalla fatica ma soprattutto dal dolore, la prima cosa che ripete più a se stesso che agli altri è: «non faccio che pensare a quelli che non ce l’hanno fatta». Lo aveva detto appena abbandonata la sua nave, lo ha ripetuto una volta a Brindisi e ieri, difeso appena dalle sbarre del cancello di casa sua, lo ha sussurrato ancora. «Sono stanco», dice Giacomazzi, accettando di uscire dalla sua casa di via Salita al Piano, località Campiglia, La Spezia, solo per far cessare l’assedio che da ore impedisce ai suoi di vivere una giornata «normale». «Sono stanco e ho bisogno di riposare». Però subito dopo sente l’urgenza di dire ancora una volta «avrei voluto riportarli tutti a casa». È il suo pensiero, il suo chiodo fisso, perché Giacomazzi non si sente un eroe. «Macchè eroe. Qui non ci sono eroi» – si schermisce, anche se molti suoi colleghi la pensano diversamente.

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