Italia

Nelle stazioni è caos. Tabelloni inaffidabili e poche informazioni

Sullo schermo luminoso della stazione centrale di Bologna il ritardo del treno per Piacenza supera la soglia dei 100 minuti. Quella che fa montare la rabbia, che fa venire la voglia di strappare il biglietto. A Milano, invece, un regionale veloce diretto nel capoluogo emiliano raggiunge l’apice dei 220 minuti. Quello che ai viaggiatori, al massimo, fa allargare le braccia. Oltre i 150 minuti di ritardo si tende a perdere ogni speranza. Prima di arrivare a un minutaggio sicuro, però, ci vuole tempo: quando il ritardo passa dai 10 ai 15 e poi ai 20 minuti – aumentando di 5 in 5 con regolarità che sembra studiata – i pendolari più scaltri capiscono subito che quella non sarà una giornata facile. E che tra 25 minuti e la cancellazione del treno, in fondo, c’è un filo sottilissimo, che può spezzarsi in qualsiasi momento.

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