Ambiente

“Naturale” la causa di morte di morte dell’Orsetta di Settefrati

Per l’orsetta di Settefrati, rinvenuta in località Marzara a fine agosto di quest’anno, si escludono cause di morte dolose (avvelenamenti e arma da fuoco) e incidenti stradali. Il referto del Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense dell’I.Z.S. di Lazio e Toscana, di Grosseto, attribuisce infatti il decesso ad una “infezione batterica setticemica da Pseudomonas fluorescens (endotossiemia)”, infezione di per se banale, ma venutasi a determinare su un soggetto affetto da una preesistente patologia renale cronica ad eziologia ignota, che ha compromesso le difese immunitarie dell’orsetta, provocandone la morte. Ricordiamo che l’orsetta fu rinvenuta la sera del 28 Agosto lungo la strada comunale di Settefrati dalle Guardie del Parco e dagli Agenti del Corpo Forestale dello Stato del CTA per il Parco, a seguito di una segnalazione. Sul luogo si recarono subito il Direttore del Parco, il Veterinario Leonardo Gentile, la biologa Roberta Latini e il Responsabile del Servizio Sorveglianza, Renato Di Cola, constatando l’assenza di traumi e di chiari segni che potessero far risalire con certezza alle cause di morte.

Pur non essendoci evidenze di una classica malattia infettiva, l’animale è venuto a morte per una patologia e questo ulteriore decesso, accompagnato agli altri 5 verificatisi dal 2000 ad oggi per patologie, ripropone drammaticamente l’importanza di uno stretto monitoraggio sanitario, sia sull’orso che rischia l’estinzione, sia sul bestiame domestico e la fauna selvatica che interagiscono con la specie. “Diventa urgentissimo, pertanto, secondo il Direttore del Parco Dario Febbo, mettere a punto un adeguato piano di monitoraggio sanitario permanente ad ampio spettro nell’areale della specie che coinvolga adeguatamente tutte le amministrazioni, centrali e periferiche, dello Stato”.

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