Cronaca e Giudiziaria

Trasporti: sindacati celebrano funerale servizio pubblico

Avezzano-Uno stop totale nel trasporto pubblico e un corteo funebre per celebrarne il funerale. I lavoratori della sede Arpa della Marsica hanno fatto sentire così il loro no alla stangata sul servizio di trasporto pubblico locale marsicano previsto dal piano industriale da TUA, la nuova società di trasporto unico abruzzese. Dopo giorni di presidio a piazzale Kennedy sensibilizzando gli utenti sulle gravi ricadute in termini di costi e servizi, questa mattina i lavoratori hanno incrociato le braccia per lo sciopero di 4 ore indetto in forma unitaria dalle Rsa di Filt-Cgil (Andrea Tucceri), Fit-Cisl (Angelo De Angelis), Uil-Trasporti (Renzo Sabatini), Faisa, (Luigi Cinaglia), Ugl-Trasporti (Guido Pignanacci), Fast-Confsal (Michele Giuliani), che ha coinvolto, oltre alla totalità del personale viaggiante, anche uffici e officine. La rimostranza si è poi tradotta in un corteo funebre che dalla sede Arpa ha sfilato per le vie del centro di Avezzano accompagnando la bara del trasporto pubblico fino a Palazzo di Città e quindi all’Arssa dove era atteso il presidente D’Alfonso per la firma del protocollo d’intesa che ha ceduto il Parco ex Arssa al Comune di Avezzano.

Dopo i vani tentativi di dialogo con la politica territoriale e regionale, lavoratori e RSA hanno quindi chiesto questa mattina un incontro mirato con il presidente che ha assicurato, entro due giorni, la convocazione di una delegazione Arpa per discutere sul riassetto dei servizi di trasporto pubblico locale eserciti da TUA nel bacino marsicano. “Non può essere la Marsica a pagare il Piano Industriale. Chiediamo una più equa riorganizzazione del settore in tutta la regione Abruzzo”. Questa la richiesta avanzata oggi al presidente D’Alfonso dai lavoratori e dalle RSA Arpa che dopo aver già predisposto un piano di ottimizzazione rimasto però nel cassetto si augurano di poter essere ascoltati al tavolo delle trattative. Per la Marsica si prefigura infatti uno scenario difficile. Si parla del taglio di 30 posti di lavoro, azzeramento di 30 anni di contrattazione aziendale, eliminazione di 106 corse, cancellazione di 400.000 km a cui vanno a sommarsi 270.000 km che verranno privatizzati con pesanti ricadute sugli utenti i quali, oltre a vedersi privati del diritto alla mobilità, rischiano anche un sensibile aumento del costo dell’abbonamento. Al quadro si aggiungono poi anche l’insicurezza e il malfunzionamento dei mezzi aziendali, la mancanza del personale d’officina e la mancata attuazione della legge regionale che prevede il biglietto unico a tariffa agevolata attualmente offerto solo per l’area metropolitana di Chieti-Pescara e in via sperimentale a Lanciano-Vasto. “La totale adesione allo sciopero spiega la rabbia e il disappunto di fronte a queste prospettive” commentano ancora le RSA che attendono la convocazione in Viale Bovio per confrontarsi con soluzioni meno penalizzanti per la Marsica o per decidere di andare avanti con la protesta.

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