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Morra: “Sui problemi ferroviari serve un tavolo aperto tra Ministero, Sistema FS e Regioni”


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Nei giorni scorsi tre Regioni, Abruzzo, Toscana e Veneto, hanno deciso di non rinnovare il contratto di servizio con Trenitalia. Decisione che ha subito allarmato i sindacati, ma che punta ad un rinnovamento dei trasporti regionali.

Vediamo allora di saperne di più dall’assessore regionale alla Mobilità, Giandonato Morra, anche alla luce degli impegni presi con i pendolari della Marsica per porre fine a ritardi e disagi e del recente summit avuto tra il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, Mauro Moretti delle Ferrovie dello Stato e Vincenzo Soprano di Trenitalia, citato ieri dallo stesso ministro durante una trasmissione Rai.

Il palcoscenico del trasporto regionale ferroviario vede vari attori sulla scena, a partire dalle istituzioni statali e regionali e al mondo delle Ferrovie dello Stato a tutto tondo. Ed è proprio sul ruolo della Regione che Morra pone subito l’accento.

«La Regione Abruzzo, anzitutto, ha sempre confermato il proprio stanziamento regionale, senza mai diminuirlo e ha onorato il contratto di servizio (pari a circa 50 milioni di euro annui) regolarmente. Altri hanno fatto i tagli, noi no.

La problematica ferroviaria – prosegue l’assessore – non è però limitata alle Regioni e a Trenitalia. Al contrario, il discorso infrastrutturale coinvolge il Governo e RFI (Rete Ferroviaria Italiana Spa, azienda partecipata al 100% da Ferrovie dello Stato), con cui noi non abbiamo nessun contratto di servizio. Se RFI non realizza i lavori strutturali si ferma tutto. E poiché l’indirizzo nazionale privilegia l’Alta Velocità, Abruzzo, Toscana e Veneto ritengono che tale scelta sia stata fatta a danno dei treni regionali.

Qual è, quindi, la strategia per trovare una risposta ai problemi dei pendolari della Avezzano-Roma o delle altre linee regionali? «Per risolvere le varie questioni, la Regione Abruzzo non può rapportarsi solo con Trenitalia: per questo abbiamo fissato l’appuntamento a metà dicembre con il ministro Lupi, all’interno del quale fossero presenti comparti tecnici e governativi insieme. E il ministro Lupi ha puntato, più di altri, a dare un indirizzo al mondo ferroviario, affinché dialoghi sul tema del pendolarismo nazionale. Ma la progettualità per un’infrastruttura insufficiente è di competenza governativa. E i 500 milioni inseriti nella legge di Stabilità, a cui fa riferimento il ministro nell’intervista in Rai, sono pro-quota nel parco gomma-ferro».

A seguito della recente disdetta del contratto di servizio, si sono sollevate subito alcune perplessità: «I sindacati di base in Abruzzo hanno espresso preoccupazione per la salvaguardia del personale, qualora un altro competitor subentri a Trenitalia. Ma nel momento in cui si disdice un contratto, si va ad approcciare alla gara con rinnovato impegno e idee innovative. Sui trasporti, inoltre, la politica talvolta dice cose superate. Noi, invece, plaudiamo all’indirizzo che ha dato il ministro. Si inizia un discorso tecnico e nel frattempo si garantisce il servizio fino alla gara. Il contratto di servizio scadrà il 31 dicembre 2014 e un ente terzo gestirà la gara. Potrebbero anche nascere accordi seri, che prevedano miglioramenti, ma ci vogliono idee e progetti. Il problema infrastrutturale, invece, non va a gara. Servono, quindi, nuove interlocuzioni tra ministero, sistema FS italiano e le Regioni: una sorta di “Conferenza dei Servizi” permanente».

 

1 Comment

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  1. elvezio

    19 gennaio 2014 at 20:02

    A proposito della linea ferroviaria AVEZZANO-CASSINO,io avrei un suggerimento! Basta guardare, ai paesi del Nord Europa, che hanno riclassificato vetuste linee ferroviarie in piste ciclabili, ottenendo lo stesso risultato che a metà Ottocento ottenne il treno.
    La storia umana con la sua formula: TESI,ANTITESI E SINTESI ha sempre mantenuto le aspettative!

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