Italia

Mobilitazione del Pubblico Impiego “#Pubblico6tu”

Oggi a Roma si svolgerà una grande manifestazione nazionale del Pubblico Impiego, dal titolo“Sblocchiamo il futuro!” “#Pubblico6tu”. La mobilitazione si inserisce nel calendario dei vari incontri ed eventi, inaugurati a livello nazionale e locale con l’appuntamento del 18 ottobre “Jobs day della CISL”, per coinvolgere tutti i cittadini sui problemi reali del nostro Paese, dell’Abruzzo e del Molise. Le categorie dei lavoratori dei servizi pubblici Università, Ricerca, Afam, Privato Sociale) si mobilitano unitariamente per chiedere con forza una riforma autentica delle Pubbliche amministrazioni e il rinnovo dei contratti del pubblico impiego ormai fermi da 6 anni. Migliaia di lavoratrici e di lavoratori del Pubblico Impiego, ma anche i cittadini, abruzzesi e molisani, saranno in Piazza del Popolo a Roma per sfidare il Governo sui problemi che attanagliano il Paese, ma che non trovano soluzioni attraverso i proclami e le promesse, puntualmente smentiti dai fatti, del Presidente del Consiglio. Il corteo partirà da Piazza della Repubblica alle 12.30 per raggiungere Piazza del Popolo, dove sono previsti gli interventi dei delegati e dei lavoratori. Le conclusioni della manifestazione sono affidate ai Segretari Generali di CGIL-CISL-UIL, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. La mobilitazione non vuole essere solo una sterile protesta, ma deve assumere i connotati di una sfida da lanciare al Governo per una vera riforma delle amministrazioni pubbliche e per un sacrosanto rinnovo dei contratti di lavoro tanto per i lavoratori pubblici, quanto per quelli del privato che offre servizi pubblici.
L’obiettivo della manifestazione è quello di presentare una vera piattaforma comune per chiedere al Governo di riaprire la contrattazione: sbloccare salari e carriere; di investire sulle competenze: dare stabilità e certezza al lavoro, a partire dal personale precario; di adottare una vera riorganizzazione dei servizi, degli enti e dei corpi dello stato; di prevedere costi e servizi standard a tutela dell’universalità; di valorizzare l’istruzione e la formazione come leve di crescita – università, ricerca e conoscenza driver dello sviluppo; di garantire un sistema della sicurezza avanzato: riorganizzazione, equiparazione delle retribuzioni, valorizzazione della specificità dei Corpi dello Stato.

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