Cronaca e Giudiziaria

Misura cautelare per Gianluca Alfonsi, disposto l’obbligo di firma

Marsica. Eseguita una misura cautelare nei confronti del consigliere provinciale di Forza Italia e militare della Guardia di Finanza Gianluca Alfonsi. Per Alfonsi è stato disposto l’obbligo di firma. Il Consigliere era stato precedentemente indagato a piede libero a seguito di elementi emersi nel corso delle indagini per l’inchiesta “Tutti per uno”, relativa a un presunto giro di certificati falsi, che ha visto al centro l’imprenditore Arnaldo Aratari e il medico Angelo Gallese, e per la quale erano stati consegnati diciotto avvisi di garanzia, con l’esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare, di cui tre in carcere.

In prigione erano finiti Arnaldo Aratari, Angelo Gallese e Orlando Morelli. Proprio i rapporti con Aratari, patron del centro medico Medisalus, avevano “inguaiato” Gianluca Alfonsi, finito sotto la lente dei colleghi della GdF nel corso delle indagini: per lui l’accusa è di violazione del segreto d’ufficio, in quanto, secondo l’accusa, avrebbe rivelato ad Arnaldo Aratari delle indagini in corso su di lui. Alfonsi è sottoposto all’obbligo di firma per tre volte la settimana; non accolta la richiesta del pm della sospensione dal servizio e dalle funzioni pubbliche. Il suo legale, l’avvocato Cesidio Di Salvatore, ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame e ha precisato la posizione del suo assistito, rigettando tutte le accuse e specificando che gli episodi e le intercettazioni che attesterebbero la colpevolezza di Alfonsi, acquisiti dai finanzieri tramite “cimici” e telecamere nascoste, in merito a quanto contestato, sarebbero stati in realtà decontestualizzati e interpretati in maniera erronea dagli inquirenti.

Alcuni riferimenti emersi riguardo a dette intercettazioni riconducono a un’altra questione scottante che riguarda Aratari, quella relativa agli scarichi della sua struttura accreditata Medisalus, tuttora al centro delle attenzioni degli investigatori, e dalla quale non si escludono sviluppi importanti già nelle prossime settimane. La clinica è stata recentemente oggetto di un blitz degli uomini della Guardia di Finanza, coordinati dal comandante Alessio Grillo, insieme a tecnici e funzionari della Asl e dell’Arta, alla presenza di rappresentanti istituzionali e del Cam. Le rilevanze tecniche hanno evidenziato come la struttura scaricasse i reflui nei terreni attraverso un pozzetto che, in caso di portata aumentata per fenomeni atmosferici intensi, convoglia gli scarichi nella condotta di una cooperativa agricola autorizzata allo scarico di acque bianche. Le implicazioni di quanto emerso, dalla definizione dell’entità e ricadute del possibile inquinamento agli interrogativi in ordine alle pratiche per l’agibilità e tutti gli altri atti conseguenti, come la determinazione delle diverse responsabilità al riguardo, sono ora al vaglio degli inquirenti. Di fatto, la vicenda che in origine ha coinvolto Arnaldo Aratari, cioè l’indagine per la percezione indebita di benefici economici dall’INPS che ha visto protagonista anche il suocero, Guglielmo Mascitelli, indagato anch’egli nell’inchiesta “Tutti per uno”, si è rivelata una sorta di “vaso di Pandora” da cui si sono generati gli sviluppi che hanno svelato vicende inquietanti e su cui, nel massimo riserbo, proseguono le attività degli inquirenti.

1 Comment

1 Comment

  1. viki

    7 agosto 2018 at 0:38

    Cosa commentare …con quelle facce….continuano imperterriti a delinquere…fiduciosi negli affossamenti vari!!E…..se rubi una mela galera!!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top