Cronaca e Giudiziaria

Mio nonno Biagio, deportato in un campo di concentramento

Un ritratto. Questo è tutto quello che hanno i nipoti di Biagio Buschi del nonno che non hanno mai conosciuto. Biagio, classe 1880, di Luco dei Marsi, durante la seconda guerra mondiale lavorava nei campi di Fucino. Un giorno, mentre era a lavoro insieme ai figli vicino a quei casolari di Strada 39, un aereo tedesco si schianta proprio nei dintorni. A Biagio piacevano le armi (o almeno così è stato raccontato al nipote Dario Gabriele) e allora smonta la mitragliatrice dall’aereo e nasconde il pilota. Alcuni suoi compaesani però fanno la spia ai soldati tedeschi che a questo punto decidono di catturare Biagio e i suoi figli. I 5 ragazzi riescono a scappare e si rifugiano a Trasacco, mentre Biagio viene catturato e portato in Germania. Da allora nessuno sa più nulla dell’uomo, fino al 1949, quando al comune arriva una lettera dove si dice cha Biagio è morto il 5.5.1945 nel campo di concentramento di Landsberg, uno degli undici campi di Kaufering satelliti a quello di Dachau.

Dario ora vorrebbe sapere di più sulla storia del nonno. Vorrebbe sapere com’è morto e perché, visto che altri sono tornati a Luco da quei campi. Per ora, grazie all’aiuto di alcuni amici, è riuscito a sapere soltanto che il nonno è sepolto in Germania, a Monaco, nel Cimitero Militare d’Onore Italiano. Ma Dario non si arrende e giura che andrà in Baviera, per salutare suo nonno e per dare una risposta alle sue domande.

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