Italia

Minoranza Pd verso il sì, forzisti divisi

Sulle riforme, la minoranza Pd rinuncia allo scontro. Forza Italia, Lega, Sel e Fratelli d’Italia scendono invece dall’Aventino ma annunciano voto contrario al disegno di legge costituzionale che riforma il Senato. Il Movimento 5 Stelle, invece, tira dritto e conferma che oggi, prima del voto, uscirà dall’Aula. Il governo, che rinvia a giovedì prossimo il consglio dei ministri sulla riforma della Rai e della scuola che si sarebbe dovuto tenere oggi, assicura che si andrà avanti senza farsi condizionare dai distinguo e dai no. Nel mezzo, però, ci sono le divisioni che riguardano Forza Italia ma anche il Pd. Ieri, alla riunione con Renzi nella sede del Nazareno, i dissidenti dem non si sono fatti vedere ma si sono riuniti nel pomeriggio alla Camera per discutere la possibilità di avere un comportamento unitario nel voto di oggi. La minoranza Pd voterà no? «O mi astengo o voto sì» risponde secco Cesare Damiano. L’orientamento è quello di votare sì . «Al punto in cui siamo arrivati è difficile non votare la riforma Boschi. Sarà un dissenso contenuto. Non la voteremo in cinque o sei…» aggiunge il bersaniano Davide Zoggia. Alla fine, insomma, ci si aspetta un sì da tutti tranne che da Zoggia, Civati, Fassina e pochi altri che potrebbero non partecipare al voto. Gianni Cuperlo,invece, ieri ha scritto a Renzi per chiedergli di aprire alle modifiche sulla legge elettorale: «Archiviato il Patto del Nazareno, devi trovare il coraggio di aprire a modifiche sull’Italicum».

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