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Cronaca e Giudiziaria

Meteo: la Marsica si gode il sole d’Ognissanti

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Bello per tutto il week end. Il maltempo sembra, oramai, un lontano e brutto ricordo. Il fine settimana dedicato alle maschere dei vivi e ai volti dei morti non ammette pioggia. «Il tempo resisterà mite fino a giovedì».

Non c’è spazio per la pioggia, nella culla dell’Orso marsicano, ma solo per le lacrime memori di chi, oggi, non v’è più. Si chiude l’ombrello e si spalanca l’album dei ricordi, quindi, durante il week end venturo, nella zona marsicana d’Abruzzo. Il fine settimana di Ognissanti porterà grigiore, di fatti, solo dentro le case degli abitanti dei comuni della conca del Fucino. Fuori, sarà gradevole grazie al tanto amato sole autunnale. «La nuvolosità  – spiega Thomas Di Fiore, il nostro esperto Meteo, membro – che ci ha accompagnato nelle ultime ore, lascerà spazio ad una condizione del cielo migliore, grazie all’affermarsi di un campo anticiclonico sui Balcani, favorevole all’afflusso di correnti fresche da est, che porterà, in previsione, un leggero calo delle temperature (4°c ad 850hpa)».

Quindi gradevole di giorno e freddo di sera: come vuole il classico periodo che fa rima con cioccolata calda sormontata da panna montata fra foglie dipinte d’autunno. «Se da una parte, quindi, – continua Thomas – avremo temperature gradevoli di giorno, nottetempo, oltre alle classiche nebbie, la Marsica dovrà fare i conti anche con piuttosto temperature basse, che potranno dar luogo a delle gelate notturne, in ispecie nella conca fucense». Thomas, membro storico dell’Associazione meteorologica aquilana ‘AQ Caputfrigoris’, colora, quindi, una panoramica assai attraente per tutti gli abitanti della Marsica. Qualcuno già comincia ad organizzarsi per la tipica settimana bianca, anche se, dice Thomas «la vacanza in alta quota, di solito, prende il periodo che da gennaio arriva sino a febbraio, proprio per la presenza massiccia di neve». Tornando a noi, da venerdì sera in poi, il bel tempo spadroneggerà su tutta la zona nostrana.

A partire da oggi, venerdì 30 ottobre, il nostro uomo del Meteo, dipinge un quadro abbastanza terso: il cielo presenterà una certa nuvolosità, con qualche isolata precipitazione proprio  interessante l’area marsicana. Venti dai quadranti orientali tenderanno a far scendere un poco le temperature, specie le minime notturne. «Dopo venerdì, partirà un bel week end da vivere a pieni polmoni. Il giorno assomiglierà ad un re bello e mite, mentre la notte ad una dama fredda ma a tratti serena».

LE PREVISIONI PER IL WEEK END – «Per sabato, ultimo giorno del mese, il tempo  – spiega Thomas – appare buono, con temperature piacevoli di giorno e fredde di notte. Quella di Halloween sarà, comunque, un’occasione di festa con possibilità, purtroppo, di alcune leggere brinate notturne, per quel che concerne la conca del Fucino. La giornata di domenica, 1 novembre, sarà soleggiata e con cielo poco nuvoloso. Venti deboli da est; per l’area di Collarmele e di Pescina, è prevista qualche raffica moderata. Le nebbie prenderanno possesso della Marsica nottetempo e al mattino, con la possibilità di gelate notturne per l’inversione termica delle vallate».

PREVISIONI PER IL RESTO DELLA SETTIMANA – Per lunedì 2 novembre, invece, giorno della classica commemorazione dei defunti, le condizioni meteo miglioreranno ancora, «dato che il centro del campo anticiclonico posizionato sui Balcani, tenderà a coinvolgere di più l’Italia centrale.  – afferma Thomas – E’ in programma, perciò, un lieve aumento di temperature, vento praticamente assente e nebbie notturne. Giornate assai miti quelle di martedì e mercoledì, che saranno caratterizzate da cielo sereno, eccetto qualche banco di nebbia previsto per le prime ore del mattino. Le temperature saranno, quindi, in aumento, con valori che si aggireranno attorno ai 10°c ad 850 hpa. Ciò significa che i valori massimi potranno superare anche i 15°c nella città di Avezzano, nonostante le giornate brevi, topiche del periodo in essere. Buono ovunque anche per giovedì».

Luco1

L’ANGOLO CURIOSO DEL METEOROLOGO – Oggi abbiamo deciso di narrare di una leggendaria nevicata, che, in un anno ora assai lontano, mise in ginocchio gran parte della Marsica nostrana. Quella nevicata lì, ribelle e nota ai più  come la grande bufera di freddo del ’56, dettò legge per vari mesi, opponendo agli spostamenti dei marsicani di una volta, vere e proprie mura di gelido ghiaccio. «Fra il dicembre del 1955 – racconta Thomas – e il gennaio del 1956, la temperatura fu piuttosto mite. In Abruzzo, infatti, non v’era neve nemmeno in alta quota, quindi nessuno avrebbe potuto immaginare l’inferno di ghiaccio che stava lì, lì per scatenarsi. Dato che, all’epoca, di fatti, non esisteva ancora la matematica al servizio del Meteo, nessuno poteva venire a sapere che sulla Russia, proprio allora, stava formandosi un tremendo anticiclone siberiano, di notevole entità. L’anticiclone, normalmente, è foriero di bel tempo, ma questo era caratterizzato da una sorta di ‘convoglio’,  nella parte meridionale, di aria gelida. Quell’inverno fu una sorta di antesignano di ciò che accadde, poi, nel febbraio non troppo lontano del 2012. Con lo scoccare del 1 febbraio del 1956, quindi, incominciò a cader giù neve in abbondanza».

Nevicate diffuse e persistenti si sono avvicendate per 20 giorni interi. «Poi – aggiunge Thomas – ci fu uno stop. Le nevicate ripresero a brandire la Marsica dal 4 marzo del ’56 sino al 20». La soluzione del mistero della mitica nevicata di allora, è da rintracciarsi proprio nella formazione del suddetto anticiclone di alta pressione, di stampo russo-siberiano, ‘termicizzato’. «Tutte le pianure sermatiche – e quindi Siberia e Russia – erano caratterizzate da temperature bassissime. – afferma Thomas – Ciò comportò la freddezza di questo anticiclone. Le correnti attorno agli anticicloni, si muovono al contrario rispetto alle depressioni: quindi, in senso orario. Nel punto meridionale dell’anticiclone, scorreva dell’aria molto fredda, che proveniva proprio dalla Siberia e dalla Mongolia. E proprio questa stessa si è avvicinata al bacino del Mediterrano, verso le zone dei Balcani, dell’Italia e della Spagna. In questo triangolo geografico, quindi, andò a formarsi una depressione, nella quale le correnti calde (da Scirocco) sormontavano le fredde, poiché più leggere. Questo fenomeno diede luogo alle forti nevicate». Nella storia del Meteo, di queste surreali nevicate, se ne contano all’incirca tre: la prima, accaduta nel 1929, la seconda nel ’56 e la terza nel più recente 2012. «L’annus horribilis è stato sicuramente il primo, il 1929, in cui per quattro giorni di fila, in maniera ininterrotta, dal 10 febbraio circa, venne giù davvero tantissima neve».

Luco10«Nel 1956, ad Avezzano, cadde un metro di neve, mentre a Pescina si narra addirittura che il treno venne bloccato da mura nevose alte sette metri. Un inverno tremendo e assolutamente inaspettato», conclude Thomas. Nel mese di marzo, nell’anno del 1956, ci fu, poi, una recrudescenza del freddo. «Ciò significa che sulla Marsica, allora vennero giù altre nevicate, di notevole portata. Il 2012, invece, fu un anno molto mite nel mese seguente di marzo». Il gelo portato dall’anticiclone russo-siberiano è chiamato dagli addetti ai lavori come ‘pellicolare’, «in quanto – spiega Thomas – porta freddo a tutte le quote». Nel più recente 2012, nevicò da Ostia fino a Pescara. Per l’inverno prossimo venturo si spera di non contare un quarto anno di neve consecutiva e abbondante. Per i poeti, le mura nevose, saranno pure simbolo di eternità e lentezza della vita, ma per chi nella neve si risveglia con l’impellenza di andare a lavoro, hanno le sembianze di veri e propri incubi da vivere, purtroppo, ad occhi aperti. (g.c.)

Cronaca e Giudiziaria

Cervo ucciso nella Valle Roveto, nei guai un gruppo di cacciatori intercettati dai carabinieri forestali

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Marsica – Hanno ucciso un cervo, ma sono stati sorpresi dai carabinieri forestali mentre si accingevano a scuoiare l’animale appena cacciato. Nei guai sono finiti un gruppo di cacciatori intercettati dai militari della stazione di Canistro. L’episodio di caccia di frodo si è consumato nel fine settimana in un comune della Valle Roveto. Il cervo rientra tra le specie protette e pertanto, in Abruzzo, non può essere cacciato così come previsto dal calendario venatorio regionale.

In Marsica si ricorda un precedente nel marzo del 2016 quando alcuni cacciatori vennero accusati dell’uccisione di un esemplare adulto di cervo, un maschio del peso di 300 chilogrammi, nei pressi del Parco Nazionale d’Abruzzo esattamente in area contigua Zona Protezione Esterna di un’area protetta per arma da fuoco. Federica Di Marzio

 

 

 

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Avezzano

Atti vandalici in città: prese di mira le auto del sindaco De Angelis, di Paciotti e Orlandi del Suap

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AvezzanoAtti vandalici ai danni delle automobili del sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, di Claudio Paciotti e Domenico Orlandi del SUAP. Lo rende noto il portavoce del sindaco, Roberto Alfatti Appetiti, che in una nota comunica: “Nei giorni scorsi le autovetture del sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis, quella del capo di gabinetto e dirigente del SUAP Claudio Paciotti e quella del capitano Domenico Orlandi, responsabile del SUAP, hanno subito ripetuti danni vandalici. Auspichiamo, e non abbiamo motivo di credere il contrario, che si tratti di isolati quanto deprecabili episodi, scollegati tra loro. Detto questo, se non si trattasse di una sfortunata coincidenza e dovesse piuttosto trattarsi di atti intimidatori, tali scellerati gesti non produrranno alcun effetto”.

Accertamenti sono in corso, fanno sapere da Palazzo di città, per cercare di arrivare ad individuare i responsabili del gesto. Nei prossimo giorni potrebbe essere sporta una denuncia contro ignoti.

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Cronaca e Giudiziaria

Lastre di amianto abbandonate tra i campi dei Piani Palentini, la denuncia di un cittadino

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Capistrello – Lastre di amianto abbandonate sono state rinvenute tra i campi dei Piani Palentini a Capistrello. La denuncia giunge da un cittadino del posto durante quella che doveva essere una passeggiata tra la natura incontaminata. Il rinvenimento è avvenuto questa mattina nei pressi dei campetti.

L’amianto o eternit, è un materiale pericoloso per la salute dell’uomo. Sgretolandosi le sue particelle possono essere inalate. E’ stato accertato che le fibre di amianto sono responsabili, nella maggior parte dei casi, dell’insorgenza di cancro tra cui il mesotelioma pleurico. Per questo la rimozione e lo smaltimento devono avvenire per mezzo di personale autorizzato e specializzato.

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Cronaca e Giudiziaria

Spaccio di droga nella Valle Roveto, arrestato un noto commerciante marsicano

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MorinoDetenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente arrestato un noto commerciante di Morino. La Stazione di Morino, nell’ambito di un servizio perlustrativo, ha tratto in arresto un 30enne del luogo. Il ragazzo, titolare di un esercizio commerciale di Morino, è stato sottoposto a controllo stradale dai militari della locale Stazione Carabinieri. Sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di 2 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina. I militari a quel punto hanno esteso la perquisizione presso l’abitazione. Durante l’attività di polizia giudiziaria sono stati rinvenuti nella sua camera da letto ulteriori 15 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, nonché 16 grammi di marjuana, un bilancino di precisione e diverso materiale da taglio e confezionamento. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro.

L’arrestato è stato tradotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria. Adesso le investigazioni proseguono per individuare la rete di contatti che l’odierno indagato aveva creato nella Valle Roveto, per ricostruire, appunto, il giro di spaccio che era in atto in quel territorio, che come altri nella Marsica è afflitto dal consumo indebito di sostanze stupefacenti.

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Scontri e danneggiamenti, la sconfitta dello sport in una giornata da dimenticare

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Avezzano – Lanci di oggetti, auto e arredi danneggiati, una giornata da dimenticare per il calcio nostrano. É il bilancio della “prima” di serie D che ha visto protagoniste l’Avezzano calcio e la blasonata Cesena. Meno blasonati le decine e decine di ultrà romagnoli – e diversi locali non sono stati da meno, all’interno dello stadio – che prima, durante e dopo hanno dato filo da torcere alle forze dell’ordine, trasformando un gioioso pomeriggio di sport in un’esperienza da dimenticare.

L’incontro era “segnato in rosso” sul calendario sportivo, tanto che l’amministrazione aveva disposto il divieto di vendita di alcolici per 700 metri intorno allo stadio, così come il divieto di introdurre, vendere e consumare bevande in bottiglia e contenitori di vetro all’interno dello stesso. Già prima dell’inizio della gara,  nella zona di via Napoli, erano stati segnalati tafferugli, con lanci di oggetti e tensione tra le tifoserie, prontamente contenuti dalla polizia

La situazione è degenerata all’interno dello stadio, con le tifoserie che a più riprese hanno tentato di forzare i cancelli per invadere il campo. Sull’1 a 1 l’arbitro ha sospeso la gara, ripresa dopo 5 minuti; la sospensione non ha spento le intemperanze, arginate dalla polizia in assetto antisommossa. Fuori dallo stadio la tifoseria del Cesena è stata contenuta a fatica dalla polizia, tra lanci di oggetti, cariche di alleggerimento e lacrimogeni. Poteva essere gestito meglio il transito dei tifosi ospiti in città, dall’ingresso al deflusso? Indubbiamente sì, e il pensiero di molti è andato ad altri, recenti, sforzi organizzativi. Ma è mai possibile che occorra allestire gabbie e mobilitare decine di agenti di polizia per dare luogo a un incontro di calcio? É il caso di interrogarsi sulla “normalizzazione” di certe derive, sui motivi per cui una gara venga vissuta da molti come l’occasione per dare sfogo a violenze, aggressività, frustrazioni, con l’idea di essere più o meno garantiti, nel branco, dall’anonimato, seppure solo ipotetico. Per la cronaca: la gara finisce 2 a 1 per il Cesena, che mette a segno la rete della vittoria al 94′, risultato beffardo per un’ottima Avezzano che dà del filo da torcere agli ospiti fino all’ultimo minuto; la sconfitta più amara però, resta quella dello sport, siglata dalla frettolosa ritirata dei tanti genitori, con i piccoli al seguito, che avevano accompagnato i loro bambini allo stadio per un pomeriggio di sano tifo e allegria.

 

 

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Avezzano, la ASL: “Sotto controllo il caso di tubercolosi”

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Il giovane nordafricano, proveniente dalla provincia di Isernia, dove era stato ricoverato 10 giorni fa, è trattato con i consueti protocolli.

Imedici: “Nessun pericolo. I ricoveri avvengono ogni anno, rientrano nella norma e riguardano sia italiani sia stranieri poiché sono forme di patologia stabili, presenti da anni”

Avezzano – Un giovane nordafricano è ricoverato da una decina di giorni al reparto malattie infettive dell’ospedale di Avezzano per una tubercolosi. La situazione è sotto controllo, sia sul piano igienico-sanitario sia sotto quello epidemiologico, e viene gestita secondo i consueti protocolli e con la somministrazione delle specifiche terapie.

“Va precisato”, dichiara il manager Rinaldo Tordera, “che i ricoveri per tubercolosi, di italiani e stranieri, sono un fatto che rientra nella norma, avvengono ogni anno e vengono trattati e curati dalla specifica Rete della Asl. Anche quest’anno all’ospedale di Avezzano sono stati curati con questa patologia diversi pazienti di nazionalità italiana e di altre etnie”. Il direttore di malattie infettive dell’ospedale di Avezzano, Maurizio Paoloni, ribadisce che non esiste alcun pericolo di diffusione e che si tratta di forme di tubercolosi stabili, cioè sempre presenti nel corso degli anni. Il reparto di malattie infettive dispone di stanze a pressione negativa che garantiscono l’isolamento del paziente dall’esterno.

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Avezzano, migrante nordafricano ricoverato per tubercolosi

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Avezzano – É stato ricoverato nell’ospedale di Avezzano perché affetto da tubercolosi. Si tratta di un giovane nordafricano che era ospite del Centro di Accoglienza temporaneo di Isernia.

Lo ha reso noto il direttore sanitario dell’Agenzia sanitaria regionale del Molise (Asrem), Antonio Lucchetti.

“Alcuni giorni fa un giovane nordafricano è stato ricoverato all’ospedale di Isernia. Dopo una prima diagnosi è stato trasferito ad Avezzano e dall’Uoc Malattie Infettive è arrivata la conferma”, ha spiegato Lucchetti all’Ansa, “Per questo gli altri ospiti del Cat e tutte le persone con cui è entrato in contatto sono state sottoposte al test della tubercolina. I risultati arriveranno tra qualche giorno, ma posso anticipare che siamo tranquilli poiché nessuno ha manifestato sintomi sospetti”.

Antonio Lucchetti ha anche aggiunto che “negli stessi giorni una persona della provincia di Isernia era stata ricoverata, prima nell’ospedale cittadino, poi trasferita ad Avezzano, per sospetto di Tbc. Gli esami a cui è stato sottoposto il soggetto nel nosocomio abruzzese hanno dato, in questo caso, esito negativo”.

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