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Mense, aria infuocata ad Avezzano in Comune

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Ieri sera, nella sala riunioni del comune di Avezzano, si è tenuto l’incontro tra l’amministrazione comunale e i genitori degli studenti delle scuole primaria e dell’infanzia, per discutere l’aumento del prezzo dei ticket per la mensa scolastica. Data l’assenza del Sindaco Giovanni Di Pangrazio, è stato l’Assessore Gabriele De Angelis ad esordire spiegando ai numerosi presenti come nasce la decisione, fortemente contestata, di aumentare i costi dei pasti scolastici. Senza dare giudizi in merito, l’assessore ha affermato che ad oggi, il bilancio programmato dalla vecchia amministrazione, è risultato insufficiente per lo svolgimento delle varie attività di competenza comunale.

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C’è stata quindi la necessità di recuperare, dove si poteva, sui costi della spesa corrente, per esempio sulle spese telefoniche, sulle vetture, tentando in tal modo di ottimizzare gli altri contesti. Purtroppo per le famiglie, 1 milione e mezzo di euro “scoperti” sul settore mense, hanno portato il comune alla decisione di intervenire con l’aumento di costo sui pasti dei piccoli studenti. Tutta una questione di logica contabile, afferma De Angelis, per cui l’aumento del prezzo andrebbe a riguardare le famiglie che lo possono sostenere.

Di conseguenza coloro che lo scorso anno erano esentati dal pagamento per motivi di reddito, continueranno a godere dell’esenzione. Un’operazione sicuramente impopolare, ribadisce l’assessore, ma necessaria a far quadrare il budget. Ma qual è l’effettivo aumento del costo del servizio? L’incremento del prezzo è di 0,50 euro sulla fascia che va dai 12544  ai 15000 euro, di 1 euro sulla fascia che supera i 15000 euro. Il tutto calcolato in base all’ISEE, un indicatore che tiene conto di reddito, patrimonio e caratteristiche di un nucleo familiare.

L’incontro si è trasformato in un vero e proprio round quando i genitori hanno preso la parola per manifestare il loro totale dissenso. Ciò che si mette in risalto con questi aumenti così pesanti, commentano i famigliari degli studenti, è la totale mancanza di sensibilità nei confronti delle ristrettezze di ogni tipo, dovute alla crisi economica. Molte famiglie, di fronte a rincari delle tariffe che rendono proibitiva la spesa per la mensa, stanno decidendo di rinunciare al pasto a scuola per i loro figli ripiegando su cestini preparati da casa.

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In tanti hanno protestato per il fatto che, ad un mese dall’inizio delle lezioni, le famiglie si siano trovate a ragionare su rincari dei servizi scolastici troppo consistenti e repentini. La promessa da parte della giunta comunale di garantire una maggiore qualità e quantità dei pasti, non è servita ad appagare gli animi dei genitori, ma soprattutto non è riuscita a giustificare un tale aumento dei costi, tra l’altro non verificatosi nei comuni limitrofi. Per venire incontro ai cittadini, De Angelis ha proposto di abbassare il rincaro da 4,31 a 3,73 euro, e  di aumentare la soglia massima della terza fascia, non più 12544   – 15000 euro  ma 12544  – 21000 euro di ISEE. Il tutto, però, soltanto a partire da gennaio. La revisione dei parametri che è stata annunciata dall’amministrazione per il nuovo anno non è bastata a calmare gli animi, ed il tutto si è concluso con malumore da parte dei genitori, convinti fermamente di non voler acconsentire ai cambiamenti in atto e di portare avanti la battaglia contro l’abuso di potere.

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0 Comments

  1. Cristina

    5 ottobre 2013 at 21:33

    Ma si chiama “servizio mensa” o “tassa mensa”?????? Il comune non ha i soldi e dove li va a prendere???? Nelle tasche di chi ha ancora il coraggio di mettere al mondo dei figli???? Ma non si vergognano!!!!! Anzichè fare dei parchi per queste creature e sistemare le aree all aperto degli asili pensano a come trovare i soldi x mangiare bene loro!!!!

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