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Prima Notizia

Meningite diagnosticata in ritardo, è grave il neonato


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Diagnosticano la meningite solo undici giorni dopo il parto, undici giorni di ritardi nelle cure, una mancanza che potrebbe aver compromesso le funzioni cerebrali del neonato. L’ennesimo caso di malasanità abruzzese stavolta vede protagonisti una coppia di Avezzano ed il loro primogenito. Presentata una denuncia alle Procure di Avezzano e dell’Aquila da parte dei genitori, l’inchiesta di cui si possiede già tutta la documentazione necessaria a procedere giuridicamente vuole accertare eventuali negligenze operative sul caso del personale ospedaliero.
I coniugi, assistiti dall’avvocato Giuseppe Giannini, hanno dichiarato «La gravidanza è stata senza problemi ma i problemi sono iniziati in occasione del parto naturale. I sanitari non sono riusciti a far uscire completamente il bambino, rimasto incastrato con una spalla. Sono state così praticate alcune manovre in modo da permetterne la fuoruscita con grande sofferenza. I medici, temendo danni alla spalla, rivolgendosi a noi in maniera molto vaga e generica, hanno deciso di trasferirlo con un’ incubatrice e una ambulanza all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Col passare dei giorni nostro figlio assumeva un colorito giallognolo, ma il personale ci ha sempre rassicurato nonostante durante la degenza il bambino, in particolare nelle ore serali, faceva dei movimenti strani, vere e proprie convulsioni. I sanitari hanno ignorato le nostre lamentele. Intanto i giorni passavano ed i medici del reparto, in maniera molto vaga, non riuscivano a darci alcuna spiegazione concreta su cosa stesse accadendo, nonostante il bambino continuasse a manifestare ancora convulsioni, sempre più accentuate, oltre a uno stato febbrile. Sempre e solo dietro nostra continua insistenza, a 10 giorni dal ricovero, è stato deciso di effettuare una Tac. L’esame ha accertato la presenza di un focolare infettivo da meningoencefalite. A quel punto abbiamo preteso il trasferimento in un altro ospedale. Il 26 marzo nostro figlio è arrivato al Gemelli di Roma. Qui i medici, vista la gravità della situazione, hanno riferito che la malattia è stata diagnosticata e curata in ritardo, che il bambino, se dovesse sopravvivere, ha riportato comunque gravi e permanenti danni cerebrali. Nostro figlio, fin dalla nascita, non è mai uscito dall’ambiente ospedaliero» concludono i genitori «pertanto ha contratto la grave malattia della meningite nelle strutture di Avezzano o dell’Aquila dove è stato ricoverato. Chiediamo che venga fatta chiarezza su quanto accaduto».

1 Comment

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  1. Simona Calisse

    Simona Calisse

    13 aprile 2014 at 11:49

    Quando mai ci stasse na volta che andasse tutto bene fate schifo

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