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Meglio i cingolati che i muli… a processo

Il tribunale di Avezzano ha ospitato l’udienza dibattimentale del processo a carico di due imprenditori accusati di alterazione di ambienti naturali, deterioramento di zone di interesse paesaggistico attraverso la creazione di oltre 10 chilometri di piste volte a facilitare l’attività di taglio boschivo.

Secondo l’accusa, gli imputati, che hanno utilizzato mezzi cingolati nella realizzazione delle piste, avrebbero agito all’ interno di zone interessate da vincolo paesaggistico e adiacenti al Sito di interesse comunitario «Grotte di Pietrasecca» e all’omonima Riserva naturale regionale sita nei pressi di Carsoli.

Oggi è stato sentito il consulente tecnico nominato d’ufficio Ruffino Sgammotta insieme ad altri testi d’accusa, tutti agenti della Forestale, che all’epoca dei fatti avrebbero riscontrato danni ambientali dei quali sono oggi accusati gli imputati. In aula il consulente ha valutato l’impatto delle piste sull’equilibrio idrogeologico della zona.

Il Wwf è costituito parte civile nel processo, e si avvale del supporto legale dell’avvocato Herbert Simone. «Accade spesso – spiega Simone – che le ditte di taglio boschivo si aggiudichino gli appalti offrendo prezzi vantaggiosi. Ma poi la conseguenza è l’uso di mezzi non consentiti e dannosi per l’ ambiente. In particolare, nel caso odierno, dovevano essere usati muli e asini e invece sono stati usati mezzi cingolati, che alterano gravemente l’ambiente boschivo, per la creazione di un reticolo di piste e sbancamenti».

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