Cronaca e Giudiziaria

Maya la lupacchiotta d’Abruzzo forse nel calendario dell’Enpa

Un calendario a quattro zampe per riscoprire e riallacciare i sensi umani con quelli animali. L’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) è alla ricerca di nuovi soggetti fotografici per la sua prossima pubblicazione. E la Regione Abruzzo, dal canto suo, in quanto madre e matrigna di una flora e una fauna mozzafiato, risponde con un musetto tanto dolce quanto arcigno e orgoglioso allo stesso tempo.

12049311_10206385903639491_1869764147393558863_nAntonio Citarelli (nell’immagine qui a fianco), fotografo naturalista originario di L’Aquila, in un pomeriggio di fine autunno, fra il calare di un sole sincero e l’innalzarsi di una luna nuova, ha scattato una foto rivelazione. Ritrae Maya, un lupo cecoslovacco di 1 anno appena, in un atteggiamento fiero e altezzoso. L’animale è un quasi lupo, volgarmente parlando, di proprietà di un’amica di Antonio, che vive a Sulmona.

 

“L’Enpa ha bandito questo concorso virtuale. La foto dell’animale che riceverà più ‘mi piace’ avrà l’onore di figurare fra i 12 scatti del calendario dedicato interamente alla nostra meravigliosa natura. L’Abruzzo è una terra di tesori e di segreti assieme: si prenda Maya, non a caso, un quasi lupo per nascita. Dovrebbe terrorizzare, ma, a tratti, assume le sembianze dell’amica prediletta, quando si decide di andare a fare qualche passeggiata in montagna”. Affettuosa, protettiva, la lupetta, ha tutte le caratteristiche della sua antica e mitologica ava euroasiatica.

Il concorso fotografico promosso e divulgato dall’Enpa è partito il giorno 26 ottobre e concluderà nel mese di novembre, più precisamente il giorno 15. Una bella occasione per promuovere non solo l’arte della fotografia, ma anche la ricchezza nostrana relativa ai quattro zampe. La soffice carezza della sensibilizzazione è alla base di una mobilitazione virtuale di questo tipo.

Maya, con l’occhio vigile simile a quello di un affabile custode di un antico luogo di culto inviolato, appartiene ad una razza abbastanza recente per genesi. Il lupo cecoslovacco, di fatti, è una tipologia di cane nata da un esperimento condotto nel 1955 nella terra cecoslovacca di allora, venuta fuori, quindi, da un incrocio fra la razza del pastore tedesco e le caratteristiche fisiche e caratteriali dei lupi euroasiatici. “E’ chiamato lupo cecoslovacco  – afferma Antonio – perchè discende dalla simbiosi fra la razza di cane e i lupi del posto. Maya ha l’aspetto e la resistenza di un lupo, ma la mente e la fedeltà tipiche di un pastore tedesco”. La selvatichezza che si legge fra le sfumature verdognole del suo sguardo, rivela la sua leggendaria provenienza.

Cosa significa professare il mestiere del fotografo naturalista? “Credo significhi, senza troppi giri di parole, amare la vita in toto poiché questo sentimento così forte fa amare senza mezzi termini anche ciò che ci circonda. In questo è compresa, ovviamente, la fauna, ad esempio. E’ la natura stessa che ci fa sentire la sua bellezza, bisogna solo saperla guardare e valorizzare, anche grazie ad uno scatto fotografico rubato”. (g.c.)

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