Italia

Mattarella ai magistrati “Non abbiate paura”

Il rispetto della dignità della persona, innanzitutto. L’essenziale certezza del diritto, ovvero l’attuazione del «fondamentale diritto costituzionale alla giustizia». Un «particolare impegno» nella lotta alla corruzione «perché non sarà mai abbastanza sottolineata l’alterazione grave che deriva alla vita pubblica, alle imprese e ai bisogni della comunità dal dirottamento fraudolento di risorse verso il mondo parallelo della corruzione». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella indica la direzione ai magistrati nominati con decreto il 20 febbraio scorso, 346 giovani in tirocinio che riceve al Quirinale come capo dello Stato, ma anche nella veste di presidente del Consiglio superiore della magistratura. E a loro, due settimane dopo l’approvazione della legge sulla responsabilità civile, chiede di non aver paura: «Seguire il modello di magistrato ispirato all’attuazione dei valori etici ordinamentali vi aiuterà ad affrontare con serenità i compiti che vi aspettano e a non lasciarvi condizionare dal timore di subire le conseguenze di eventuali azioni di responsabilità» li rassicura. È un invito che fa seguito a dichiarazioni del ministro della Giustizia Andrea Orlando, che è presente all’incontro e che Mattarella cita espressamente: della nuova legge «andranno attentamente valutati gli effetti concreti» dice il presidente, sottolineando che «le recenti modifiche della legge Vassalli hanno mantenuto il principio della responsabilità indiretta del magistrato e collegato la più stringente disciplina della rivalsa statuale a condotte soggettivamente qualificate» come «dolo o negligenza inscusabile».

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