Cronaca e Giudiziaria

Marsicano in Nepal: Fate presto, qui è un macello

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Katmandù – “Fate presto. Qui è un macello: la gente muore sotto le macerie e i superstiti vivono in una situazione infernale”. È questo l’appello che Emilio Bucci, 38 anni, muratore di Capistrello, ha lanciato tramite Facebook da un villaggio vicino Katmandù (Nepal), dove si trova da oltre un anno alle dipendenze di un’impresa edile che sta realizzano un acquedotto. Il messaggio è stato raccolto dal fratello Vincenzo che vive a Genova e che ha diffuso l’appello del familiare. Al momento della scossa che ha devastato il Nepal, il minatore si trovava in un tunnel sotterraneo insieme ad altri operai. Secondo il racconto fatto al fratello è riuscito a salvarsi, insieme agli altri, per la tempestività con la quale hanno raggiunto l’uscita del tunnel che subito dopo è parzialmente crollato. Una volta fuori, e resosi conto dell’accaduto, ha cominciato a scavare tra le macerie alla ricerca di superstiti mettendo in salvo numerose persone.

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Nel villaggio non sono ancora arrivati i soccorsi e i sopravvissuti hanno difficoltà anche a reperire cibo e ripari di fortuna dove trascorrere la notte. Dopo aver tranquillizzato i familiari Emilio Bucci, ha organizzato squadre di soccorso e hanno cominciato a scavare sotto le macerie per salvare le persone ferite rimaste intrappolate. Le attrezzature a disposizione scarseggiano e sono quelle che avevano a disposizione per i lavori di costruzione dell’acquedotto: assolutamente insufficienti e inadeguate per fronteggiare la drammatica emergenza del terremoto che continua ad assestare duri colpi, ancora, alla popolazione del villaggio.

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