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Marsica: è allarme sullo stato ecologico delle acque


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Ieri, presso il Caffè Letterario “Vieniviaconme” di Avezzano, Augusto De Sanctis del “Forum Abruzzese dei movimenti per l’acqua”, ha tenuto una conferenza stampa per promuovere l’attività informativa sul grave stato delle acque sotterranee e superficiali dell’intera Marsica. Presenti all’incontro la biologa Bianca Mollicone, il presidente della commissione Ambiente del Comune di Avezzano Crescenzo Presutti e il consigliere di Avezzano Mario Babbo.

Lo stato di salute delle acque della Marsica desta preoccupazione alla luce dei dati dei monitoraggi A.R.T.A. (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente). Il Forum Abruzzese dei Movimenti dell’Acqua commenta in questo modo i dati dell’ARTA sullo stato dell’acqua nel territorio marsicano.

Per quanto riguarda i corsi d’acqua superficiali, si riportano i dati relativi al monitoraggio del triennio 2010-2012, quello più recente a disposizione per valutare lo stato delle acque rispetto agli obiettivi di qualità da raggiungere entro il 2015, secondo la Direttiva 60/2000 dell’Unione Europea.

Tutti i fiumi dell’Unione Europea entro il 2015 dovrebbero essere nello Stato Ecologico “BUONO”. La classificazione dei fiumi della Marsica è, purtroppo, assolutamente distante da questo obiettivo e solo due stazioni di monitoraggio, quelle dei tratti superiori del Giovenco e del Liri, in situazioni di assenza di attività umane rilevanti, centrano l’obiettivo comunitario. Tutte le altre sono nelle classi “SUFFICIENTE” (Liri corso intermedio, Giovenco corso inferiore), “SCARSO” (Imele tratto inferiore e Turano) o addirittura “PESSIMO” (Fosso La Raffia e Imele tratto superiore). Queste due ultime stazioni sono le uniche nell’intera provincia di L’Aquila a presentare questo stato disastroso delle acque.

L’ARTA pubblica sul suo sito web anche un quadro dello stato di qualità delle acque sotterranee rispetto ai limiti di legge. Ebbene, i dati per il 2011 mostrano l’esistenza di diversi punti di rilevamento con valori oltre i limiti di legge, alcuni dei quali anche con tendenza al peggioramento.

Dichiara Augusto De Sanctis del Forum abruzzese dei Movimenti dell’Acqua (tel: 3381195358, e-mail: segreteriah2oabruzzo@gmail.com),

<<La situazione dell’acqua nella Marsica è disastrosa. Ovviamente è indispensabile colmare i gravissimi ritardi nella depurazione, che per diversi centri è addirittura del tutto assente. A titolo di esempio, ricordo che la condizione di questo servizio a Pescasseroli, capitale di un parco nazionale, è tale che l’Unione Europea ha aperto una procedura d’infrazione. Ciò detto, puntare solo sulla depurazione potrebbe non bastare. Intanto deve essere rivista l’intera programmazione, rigettando le ipotesi di deroga agli obiettivi di qualità previsti nell’attuale versione del Piano di Tutela delle Acque, il cui iter di approvazione è stato fortunatamente bloccato al Consiglio Regionale. L’Assessorato ai lavori Pubblici della Regione propone addirittura di portare al 2027 la scadenza per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei fiumi. A mio avviso non si farebbe altro che perpetrare la situazione di noncuranza che ci ha portato a questa condizione pietosa nella Marsica.

In secondo luogo bisogna fermare ipotesi di nuove captazioni idriche a scopo idroelettrico, come quelle in corso di autorizzazione sul Liri, visto che la sottrazione di portata dall’alveo abbatte la capacità dei fiumi di autodepurarsi. Non si possono chiedere deroghe da un lato e dall’altro aumentare la pressione antropica su fiumi così disastrati. Bisogna sfruttare le possibilità offerte dalla nuova programmazione comunitaria in ambito agricolo, il “Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020” (per il quale sono stati stanziati 380 milioni di euro), per favorire la vegetazione ripariale lungo i canali: salici, pioppi ed ontani hanno una straordinaria capacità di fermare o limitare la diffusione di contaminanti nei corsi d’acqua. Inoltre bisogna finanziare su vasta scala l’introduzione di tecniche irrigue più moderne, anche con l’ausilio dei sistemi informatici e di comunicazione agli agricoltori. Una volta per tutte bisognerebbe comprendere meglio le condizioni delle falde e rendere pubblici, come prevede la legge, gli ultimi dati di monitoraggio.

Infine sarebbe opportuno prestare più attenzione alle modalità di svolgimento delle attività agricole stesse. A mero titolo di esempio, io stesso sono stato testimone lo scorso 31 gennaio ad Ortucchio di una situazione di accumulo di enormi quantità di letame, per decine se non centinaia di metri in un unico punto e direttamente sul terreno.

Una condizione che ben difficilmente può essere definita una corretta pratica agricola. I liquami formano pozze maleodoranti molto estese, che possono infiltrarsi e rendere malsani il terreno e i prodotti che vi sono coltivati>>.

Appare a questo punto chiaro che i problemi ambientali della Marsica sono diversi, complessi e con profonde conseguenze per la vita sociale ed economica del territorio. Il preoccupante stato attuale delle acque è aggravato da una politica anacronistica, da infinite proroghe e dalla noncuranza da parte degli enti territoriali (Regione, la Provincia e la Asl) che continuano ad avere verso il problema un approccio debole e inaccettabile. È necessario invertire la rotta e cercare di sfruttare in maniera efficiente e non indiscriminata la grande risorsa che la Marsica rappresenta.

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