Editoriale

“Mamma e papa’ si separano… come ve lo diciamo?”

Oggi rispondo al quesito posto dalla signora Elena la quale mi chiede di affrontare il tema : “come comunicare ai figli la separazione”.
Ringrazio per la domanda e colgo l’occasione per parlare di una questione che sta a cuore a molti genitori.
Occorre fare delle distinzioni in base alla situazione specifica, non esiste una regola generale da applicare a tutti: ogni famiglia, infatti, è diversa dalle altre ed ha un proprio stile comunicativo, e allo stesso tempo ogni bambino ha un proprio temperamento di cui tenere conto.
Fatta questa necessaria premessa, ci sono dei criteri da tenere a mente:
-Siete davvero sicuri della decisione presa?: occorre essere piuttosto convinti della decisione presa e quindi evitare di dare comunicazioni ai figli quando i tempi non sono maturi o sulla base dell’emozione del momento. Seppur nel rispetto delle emozioni complesse e a volte contraddittorie che possono caratterizzare la fase della separazione, occorre maturare a livello emotivo e mentale una decisione chiara e definitiva. È importante che i due genitori si confrontino più volte sulla categoricità della decisione presa e sulla impossibilità di recuperare la situazione. Questo non vuol dire che entrambi debbano essere d’accordo sulla volontà di separarsi, ma nel caso in cui la decisione venga presa prevalentemente da uno dei due occorre comunque che ci sia stata una comunicazione chiara e definitiva su questa volontà.
-E tra il dire e il fare…?: è importante la coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa, in modo che a seguito della comunicazione vengano messi in atto gli altri passi della “realtà della separazione”. E’ importante che i genitori si confrontino prima sugli aspetti pratici, in modo che possano comunicarli ai figli e dare un impatto concreto alla notizia. Mi riferisco a quale dei due genitori continuerà a vivere con i bambini e quale invece andrà via e dove andrà a stare, i tempi previsti per l’allontanamento dalla casa familiare, i cambiamenti della relazione con entrambi i genitori e i modi della frequentazione con il genitore che non abiterà con i figli.
-Quando lo diciamo? : In linea generale possiamo dire che più l’età è bassa e più è opportuno accorciare i tempi della notizia, in modo che il bambino possa averne una percezione più chiara. Ad esempio comunicare ad un bambino di 3 anni l’allontanamento del padre dalla casa familiare tre mesi prima potrebbe essere controproducente sotto diversi aspetti. Avendo un percezione del tempo diversa da quella degli adulti o di bambini più grandi, si corre il rischio che il bambino nel corso dei mesi “dimentichi” la comunicazione e fantastichi sulla riconciliazione dei genitori dal momento che “mamma e papà vivono ancora nella stessa casa”; un altro rischio è quello di generare ansia e confusione derivanti dall’incongruenza tra ciò che dovrebbe accadere e l’incapacità di “mentalizzare” che l’evento accadrà a distanza di tre mesi.
-Qual è la situazione migliore? E’ importante che i due genitori siano insieme nel momento in cui comunicano la decisione presa ai figli. Questo li aiuta a cogliere, già nel momento della notizia, il messaggio più importante che occorre trasmettere loro e cioè il fatto di continuare a prendersi cura di loro e di continuare ad essere una coppia genitoriale. Simbolicamente comunicare insieme la decisione ha un impatto notevole ed aiuta i figli a sentirsi maggiormente al sicuro e ad elaborare in modo più efficace il cambiamento. Se possibile è preferibile evitare l’espressione di emozioni esagerate sia in positivo (una gioia esagerata che apparirebbe incongruente rispetto all’impatto della notizia) sia in negativo (urla, pianti, etc.). Si consiglia di essere piuttosto spontanei e naturali, ma allo stesso tempo di gestire in separata sede eventuali reazioni più forti legate alla separazione. Saranno i genitori a scegliere un momento che sia per loro e anche per i figli più idoneo. Si consigliano momenti tranquilli per tutti e in cui si ha tempo a sufficienza per condividere anche il post comunicazione, ed evitare che uno dei due genitori debba andar via subito dopo la comunicazione, non dando il tempo di valutare anche eventuali reazioni posticipate del bambino. Occorre mettere in conto possibili reazioni, che possono andare dal pianto o capriccio ingestibile, fino all’indifferenza. Metterle in conto può aiutare i genitori stessi a non lasciarsi spiazzare di fronte a queste reazioni ed a pensare possibili strategie di risposta.
-Cosa dobbiamo dire? E’ importante che i genitori si accordino sulla versione da dare ai figli ed esprimere il concetto con parole per il bambino comprensibili. Dare un’unica versione e non due versioni contrastanti, fa sentire ai figli che i genitori hanno in mano la situazione. Questo non vuol dire mentire nel caso in cui uno dei due voglia la separazione e l’altro no e fingere di volerla entrambi, cosa che comunque il bambino avvertirebbe, ma significa offrire un’unica versione dei fatti per quanto con delle contraddizioni interne. E’ importante dire la verità al bambino, in modo che possa fidarsi dei genitori e allo stesso tempo del proprio sentire, che lo porta a percepire cosa sta accadendo già prima della comunicazione. Si parla di verità narrabile, cioè la verità che il bambino può comprendere in base alla sua età. E’ preferibile parlare al plurale e usare frasi come “mamma e papà hanno pensato di organizzarsi in questo modo”.
-“Saremo sempre mamma e papà”. Un altro aspetto molto importante è sottolineare nei modi che si ritengono più congrui (non solo a parole ma -soprattutto con bambini molto piccoli- anche attraverso il contatto e l’uso del corpo) che questa decisione non cambierà l’amore che i genitori hanno nei loro confronti. Occorre tranquillizzarli su questi punti e dare anche una base pratica a quello che si dice, fornendo degli esempi su come proseguirà la loro relazione con entrambi i genitori. Nel caso del genitore che lascia la casa familiare è importante dire dove andrà a vivere e far capire che in questo nuovo spazio c’è un posto per loro, se non fisico -nei casi in cui sia impossibile-, almeno simbolico. Si consiglia quindi di far vedere subito ai figli la nuova collocazione del genitore per tranquillizzarli e renderli partecipi anche di piccole cose, come la scelta di un mobile o quali giochi portare in questa nuova casa e quali lasciare nella casa familiare.
-“Come cambierà la nostra vita?”: è importante sottolineare l’aspetto del cambiamento: inutile mentire con frasi del tipo “non preoccuparti, non cambierà nulla”. I bambini sono immersi nella vita familiare e ben presto vedrebbero con i propri occhi uno dei due genitori uscire di casa con la valigia e la loro vita cambiare profondamente. E’ molto più efficace dire come cambierà la loro vita (chi lo accompagnerà a scuola, in palestra, dove dormirà e con chi, etc.)
Diverse sono le tecniche utilizzabili dai genitori per affrontare questo delicato passaggio, come favole apposite per spiegare la separazione a bambini molto piccoli, o il ricorso alla tecnica del disegno sulla famiglia da fare insieme e dividere a metà, da appendere nelle case di entrambi i genitori, o altre tecniche pensate o inventate dai genitori stessi per tranquillizzare e allo stesso tempo rendere i figli partecipi rispetto a qualcosa che li riguarda in prima persona.
Spero di aver risposto alla sua domanda e resto a disposizione per eventuali altri chiarimenti.

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