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Maltempo, la Protezione Civile di Tagliacozzo traccia il bilancio del disastro

“La Marsica abbattuta da una violenta bomba d’acqua. Noi volontari della Protezione Civile del Nucleo tagliacozzano abbiamo lavorato sino alle 5 e mezza del mattino. Ora siamo diretti a Luco dei Marsi, per rimediare all’allagamento di una cantina, piena zeppa di fango. Fortunatamente, ieri, si è attivata la colonna mobile regionale della Protezione Civile di L’Aquila, giunta a darci una mano. Nonostante ciò, si è riusciti con difficoltà a far fronte all’emergenza: troppe richieste d’aiuto in una zona troppo vasta”. A tirare le somme di una folle notte passata con gli stivali immersi nell’acqua killer, il presidente del Nucleo della Protezione Civile (NOVPC) della città d’arte marsicana. Zero ore di sonno per la Marsica.
12109275_10208195495713233_3862934832186988038_n“Abbiamo operato  – continua il presidente del Nucleo di Tagliacozzo, Christian Rossi – su tutti i fronti a 360 gradi. Per ora, la zona più colpita credo sia la parte relativa a Canistro e alla Valle Roveto. A Tagliacozzo, al di là della tragedia umana, è stato il Nucleo industriale a riportare maggior danni a causa degli allagamenti, che siamo riusciti comunque a tamponare grazie alle pompe idrovore. Per le abitazioni e le attività commerciali, i più gravi disagi sono stati registrati negli scantinati”. Nessuna casa inagibile a Tagliacozzo, comunque, dove non è stato attivato nemmeno il COC, ossia il .Centro Operativo Comunale. Ieri sera: 10 volontari sul campo. Stamattina, in pronta partenza, è pronta una squadra da tre uomini.

 

 

Senza considerare che l’unica associazione di Protezione civile attiva nella Marsica dotata di pompe idrovore è quella di Tagliacozzo. Un disagio nel disagio, praticamente. (g.c.)

 

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