Editoriale

Madre Teresa di Calcutta: l’apostola dei diseredati

È trascorso diverso tempo da quando Madre Teresa ha lasciato per sempre i Suoi Poveri di Calcutta.
Nota in tutto il mondo per le Opere di straordinaria solidarietà compiute in vita, oggi, dopo la morte, fa parlare di sé ancora di più. L’apostolato in una terra di missione come l’India fu per Lei una scelta di vita, felice e consapevole.
Dire che fu una PERSONA straordinaria, nonché un esempio di vita la cui perfezione disorienta in un’epoca predominata dall’egoismo, non sarebbe mai abbastanza. Per capire la personalità di Madre Teresa, bisogna volgere uno sguardo spassionato alla Sua Vita e alla Sua Opera.
Figlia di genitori albanesi immigrati in Serbia, lasciò la Sua famiglia e la Sua Gente, appena diciottenne, senza farvi più ritorno. Dopo anni di preghiera e di intensa riflessione, con forza d’animo e determinazione aveva deciso di dedicare la Sua Vita a Dio. Divenne una suora un po’ speciale: una missionaria.
Un aneddoto significativo. Nel 1979, il premio Nobel per la pace fu assegnato proprio a Madre Teresa, che per l’occasione si recò a Oslo accompagnata da due altre suore.
Il festeggiamento prevedeva una cena di gala in Suo onore. Tuttavia tale ricevimento non ebbe luogo. Non erano concepibili, per Madre Teresa, simili festeggiamenti sfarzosi. Per questo chiese che la somma destinata al banchetto venisse data ai Poveri.
L’episodio è soltanto uno dei molti significativi che ci aiutano a capire chi era «Teresa dei Poveri».
Una Suora che lasciava un’impronta incancellabile nel cuore di chiunque la frequentasse; una religiosa che insegnò al mondo che cos’è l’Amore Fraterno Universale, vero ispiratore di Bene e di Giustizia per l’Umanità.
Prima che una suora, Madre Teresa fu una DONNA coraggiosa, sensibile, riflessiva, appassionata di musica, amante dello studio e dell’insegnamento.
Trascorse un primo periodo di noviziato alla Loreto Abbey di Rathfarnham, nei pressi di Dublino, dove giunse nel 1928. Alcuni mesi più tardi si imbarcò su una nave diretta in India. Doveva intraprendere il noviziato nella Loreto House di Calcutta, dove si sarebbe preparata per diventare insegnante. Quella prima destinazione avrebbe segnato, di fatto, il destino di tutta la Sua Vita.
A Calcutta, nel Convento di Loreto, Madre Teresa si ritrovò, per obbedienza alla regola, a insegnare in due diversi collegi: uno gratuito, per ragazze povere o orfane; l’altro a pagamento, destinato a ragazze provenienti da famiglie agiate.
E le Suore di Loreto, cui apparteneva anche Madre Teresa, svolgevano gran parte del loro apostolato nell’ambito dell’attività scolastica dei due collegi. Da lezioni di geografia e di storia, Madre Teresa arrivò alla nomina a direttrice di uno dei due collegi. Una vita statica.
Troppo distaccata dalla realtà sociale di Calcutta. Così si fece strada nel Suo animo la necessità intima di dedicarsi interamente ai Poveri: «Accadde il 10 settembre 1946, nel viaggio in treno che mi portava a Darjeeling per fare gli esercizi spirituali:”Mentre nel mio intimo pregavo silenziosamente nostro Signore, avvertii con chiarezza la “chiamata dentro la chiamata”. Il messaggio era molto chiaro: dovevo lasciare il convento di Loreto per darmi al servizio dei poveri, vivendo in mezzo a loro. Era un comando. Ebbi una percezione chiarissima sull’origine della chiamata stessa. Ciò che non vedevo con uguale chiarezza era come rispondervi. In altre parole, sapevo dove andare, ma non sapevo come arrivarvi”.
Tutto ciò doveva essere fatto fuori dalle mura del convento. Essa uscì letteralmente per strada, dove vedeva Gesù nei Volti sofferenti dei «più Poveri tra i Poveri», e nei primi tempi si arrangiò con mezzi di fortuna. Come accade che un seme piantato in un terreno fertile dia buoni frutti, così l’esempio di Madre Teresa fu ben presto seguito da altre coraggiose sorelle.
Nacque così, mattone su mattone, la Congregazione delle Missionarie della Carità, da Lei stessa fondata. Lo scopo: assistere l’infanzia abbandonata; raccogliere i moribondi per offrire loro una morte dignitosa; curare gli ammalati; sfamare i poveri.
Risultato: più di duemila Missionarie della Carità provenienti da ogni parte del mondo, impegnate a seguire la via aperta da Madre Teresa e a continuare la Sua Opera di Solidarietà in un mondo che ne ha tanto bisogno…

Prof. Sandro Valletta

1 Comment

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  1. Carogna

    20 maggio 2014 at 23:18

    Non bisogna trascurare gli aspetti oscuri della vita di questa donna, riporto come unica fonte Wikipedia per la sua reputazione. Il lettore può cercare approfondimenti se ritiene.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Madre_Teresa_di_Calcutta#Critiche_e_aspetti_controversi

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