Abruzzo

Macroregione: D’Alfonso, se Abruzzo fuori non ha futuro

«La strategia macro regionale europea ci costringe a ripensare tutti gli strumenti della programmazione, perchè fuori da questo scenario, che produce convenienze, l’Abruzzo non ha futuro». Lo ha detto il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, intervenendo al convengo ‘Macro regione adriatico-ionica, il progetto diventa realta«, che si è svolto stamani all’EuropAurum di Pescara. Organizzato da associazioni d’impresa e sindacati dei lavoratori (Casartigiani, Cia, Cna, Coldiretti, Confapi, Confartigianato, Confindustria, Confesercenti, Cgil, Cisl, Uil e Ugl), il confronto ha rappresentato l’occasione, per lo stesso governatore, per annunciare l’imminente vertice in programma proprio in Abruzzo, con il gotha nazionale di Trenitalia, sui temi di maggiore interesse per il territorio: aggancio all’Alta velocità ferroviaria sulla dorsale adriatica, potenziamento della linea di collegamento con la capitale. Durante l’incontro D’Alfonso ha sottolineato »come la dimensione macro-regionale sia, soprattutto, una strategia di carattere culturale, non una nuova sovrastruttura che si sostituisce o si somma a istituzioni rappresentative esistenti: una dimensione che richiede la capacità di rimettersi in discussione, di fare un salto culturale«. Il segretario della Cisl AbruzzoMolise, Maurizio Spina, ha affermato che »l’Abruzzo deve recuperare il terreno perduto, tanto nella capacità progettuale che nelle relazioni con altri territori, senza le quali è forte il rischio che il suo territorio resti tagliato fuori dalla ripartizione dei fondi comunitari«.

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