Cronaca e Giudiziaria

…ma Venditti e Rossi hanno molto da ridire

«Il resoconto dell’Assemblea dei soci della Cooperativa di Garanzia Regione Abruzzo, così come comunicato dalla vecchia dirigenza, è privo di ogni fondamento. La verità è che ad oltre 300 soci, presenti di persona e per delega, è stato negato il diritto di voto, ed è stato loro impedito di partecipare ai lavori.

Sono evidenti i dubbi circa la legittimità della stessa votazione». Lo affermano il presidente della Confesercenti provinciale di L’Aquila, Domenico Venditti (nella foto), ed il direttore Carlo Rossi. «Di fronte ai cambiamenti del settore dei confidi, alla grave crisi che attanaglia il nostro territorio ed all’esigenza di rispondere con nuovi strumenti alle domande delle piccole imprese, abbiamo ritenuto doveroso proporre un cambio di passo nella Cooperativa, guidata dal lontano 1990 dallo stesso gruppo dirigente. Per dar voce a questa esigenza non è stata presentata alcuna “Lista Venditti”, ma candidature di giovani imprenditori. Tuttavia, a fronte ad una legittima e doverosa domanda di rinnovamento generazionale, l’attuale dirigenza ha fatto muro: il presidente uscente Del Corvo si è rifiutato di vidimare le deleghe ritenute ostili, classificando così centinaia di soci come “serie B”.

Forzando lo Statuto della Cooperativa, Del Corvo ha autorizzato solo se stesso alla vidimazione delle deleghe, procedura inedita nel panorama associativo, dove questo potere viene delegato a tutti i consiglieri con un solo obiettivo: favorire la partecipazione dei legittimi proprietari del confidi, ovvero i soci. Abbiamo infatti sempre lavorato affinché la Cooperativa fosse un bene comune degli artigiani e dei commercianti, non uno strumento nelle mani di pochi consiglieri d’amministrazione (alcuni, tra l’altro, già pensionati), in carica da trent’anni.

Pertanto – sottolineano ancora il presidente ed il direttore della Confesercenti, che con oltre 1.300 soci è una delle più grandi associazioni d’impresa della provincia aquilana – di fronte ad un atteggiamento che abbiamo ritenuto autoreferenziale da parte di un gruppo ristretto di dirigenti storici, abbiamo invitato la base a non partecipare alle operazioni di voto. La Confesercenti è già al lavoro per ripristinare il pieno diritto alla partecipazione dei soci, nello spirito costitutivo della Cooperativa nata 51 anni fa, per dare risposte agli artigiani e commercianti, che non possono essere ostaggi inconsapevoli di un ristretto gruppo di uomini rispettabili ma, evidentemente, affezionati oltremodo alla poltrona».

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