Politica

M5S: “Piuttosto che appoggiare le nostre idee, i partiti ce le rubano”

Anche quando i partiti sono d’accordo con il M5S, piuttosto che appoggiare una nostra idea preferiscono “farla propria” e metterci loro il cappello. Questo è quello che è successo lo scorso 14 agosto in Consiglio regionale: una risoluzione a firma Gianluca Ranieri (M5S) ed Emilio Iampieri (Forza Italia) è stata prima bocciata e poi riproposta in forma simile (ma meno netta e precisa) dal consigliere Lorenzo Berardinetti (Regione Facile).

La prima risoluzione, nata da un’iniziativa del consigliere Ranieri, è stata bocciata con 18 voti contrari (fra cui quelli dei marsicani Di Pangrazio, Di Nicola e Berardinetti!): il suo scopo era quello di chiedere la revoca della deliberazione della Giunta regionale n.468 (8 luglio 2014), la quale escludeva il territorio della Marsica dai fondi europei 107.3.c.

Subito dopo è stata approvata una risoluzione integrativa a firma Berardinetti, del tutto simile a quella proposta dal M5S, se non per il fatto di essere più fumosa, parlando in modo generico di un impegno per il sostegno economico della Marsica.

Ma non è finita qui: passata la risoluzione-fotocopia, il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio (contrario alla prima risoluzione del M5S) si è vantato per il lancio di un “Progetto Marsica”, annunciando un “tavolo tecnico” con il Presidente della Regione Luciano D’Alfonso (cioè con chi ha tolto i fondi alla Marsica…), nonché “risorse certe e tempi altrettanto certi”.

Sulla stessa linea il consigliere Berardinetti, che si è fatto bello sventolando il “risultato importante per la Marsica” ottenuto (dice lui) grazie a una risoluzione approvata di cui è stato il “primo firmatario”.

A dimostrazione della differenza che passa fra i partiti e il M5S, il consigliere Ranieri ha tuttavia appoggiato e firmato la seconda risoluzione: loro seguono le ideologie e le logiche di potere dei partiti, noi seguiamo le buone proposte vantaggiose per i cittadini.

Da chiunque vengano. E anche quando ce le rubano.

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