Italia

M5S, nuova diaspora. Se ne vanno altri 10

Il nome c’è già, “Alternativa Libera” e per formare la nuova composizione politica alla Camera, mancano soltanto quattro nomi. Finisce così il “martedì nero” del Movimento 5 Stelle che ieri ha visto l’ennesima fuga di deputati. La più cospicua da quando, due anni fa, sono entrati in Parlamento agitando come simbolo della trasparenza un apriscatole. In nove, ieri hanno lasciato il gruppo dei pentastellati alla Camera facendo salire il numero dei fuoriusciti a 16, mentre al Senato gli ex di Grillo sono ormai 18. E subito dopo l’addio è seguita la consueta scia di insulti lasciati sui loro profili Facebook e Twitter. Così ieri, mentre il premier iniziava le consultazioni con i partiti per comporre la road-map che porterà all’elezione del presidente della Repubblica, dieci deputati dicevano addio al movimento di Grillo e venivano invitati dal presidente del Pd Orfini a sedersi al tavolo delle consultazioni. E loro questa volta, “liberi” dai guru dei M5S, hanno detto “sì” nonostante all’ingresso della sede Dem del Nazareno sono stati accolti dagli insulti dei militanti grillini. «Aspiravamo alla bellezza e non ad un clima cupo dove le idee diverse sono reato di lesa maestà». Dure le parole dell’onorevole emiliana, Mara Mucci durante la conferenza stampa in cui sono state ufficializzate le dimissioni. «Ad un certo punto non abbiamo più capito questa mancanza di trasparenza e di partecipazione, forse perché essere una forza distruttiva è più facile».

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