Cronaca e Giudiziaria

Luco dei Marsi sott’acqua: l’unione fa la forza

Una vecchia cantina liberata completamente da fango e detriti nel giro di due ore solamente. Protagonisti della vicenda? Un nutrito gruppo di ragazzi del luogo. Quando un paese, in ciò che fa, ci mette l’anima, il cuore, l’altruismo e l’entusiasmo, volano imprese eroiche. Ciò è accaduto, nella notte appena trascorsa, a Luco dei Marsi, uno dei paesi maggiormente colpiti dall’ondata di maltempo abbattutasi l’altro ieri sulla zona marsicana.  La disperazione, quindi, è stata spazzata via dall’atto ferreo di ‘rimboccarsi le maniche’ di fronte alla sventura presente.

“Il carattere abruzzese emerge soprattutto nelle avversità – ci spiega Martina, una dei ragazzi che, di notte, ha deciso di non lavarsi le mani di fronte alla sciagura abbattutasi sul proprio paese di appartenenza – La cantina ‘liberata’ dal fango è di proprietà di un’anziana signora luchese; il vicolo dove è collocata è quello di Via Marruvio, che si affaccia proprio su Via Roma”. La ragazza interpellata, Martina Venditti, fa parte del gruppo degli Scout del paese ed appartiene alla fascia generazionale dei “più grandi”, il cosiddetto Clan. “Molta gente  – continua – si sta mobilitando in queste ore, mettendo mano a ruspe e trattori per raccogliere i massi più ingombranti. La città lavora per sé stessa, insomma”. Il selfie di gruppo in apertura è un tutto dire: la forza giovane della Marsica aiuta quella con maggiore esperienza: la pala nella mano destra, la grinta nella sinistra e tutti a ricucire la ferita della piccola città allagata.

Oggi è un altro giorno. Ma di che tenore è la situazione attuale? “Alcune case  – spiega – devono essere ancora liberate dal fango. Le più interdette risultano essere le vecchie cantine site nella parte vecchia di Luco dei Marsi. Questo disastro, dacché io mi ricordi, non era mai accaduto prima d’ora, quindi, una volta avvenuto, ha trovato il paese letteralmente spiazzato. Ma ci stiamo avviando verso la guarigione”.

Le due associazioni di volontariato facenti capo a Protezione Civile e Misericordia, hanno preso le redini della disgrazia, domandola. “Sono loro  – aggiunge – che hanno diretto i lavori e continuano ora a smistare gli aiuti. Noi ragazzi abbiamo chiesto al Capo della Protezione Civile di Luco dei Marsi in che modo avremmo potuto aiutare, e lui ci ha indirizzati”.

Luco dei Marsi, afferma alla Redazione la giovane, “è un paese forte, pronto a rialzarsi anche subito, che avrebbe, però, solo bisogno che tutte le persone che siedono ora sul divano a guardare la TV e a commentare la tragedia occorsa, uscissero in strada a spalare il fango assieme agli altri. La ricetta di pronta guarigione, a Luco, fa rima con solidarietà”. (g.c.)

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