Italia

Loris strangolato con un laccio di plastica

Un laccio di plastica, una fascetta di quelle utilizzate dagli elettricisti, stretta attorno al collo: così Loris Stival sarebbe morto la mattina di sabato scorso. Dove è stato ucciso, però, è ancora un mistero. A cinque giorni dal ritrovamento del cadavere del piccolo nel fosso di Mulino Vecchio a Santa Croce Camerina, emergono nuovi dettagli dall’inchiesta che cerca di dare un volto all’assassino del bimbo di 8 anni. L’elemento nuovo, che potrebbe fornire ulteriori spunti d’indagine per fare luce su quel che è accaduto, sarebbe emerso da una rilettura dei primi esiti dell’autopsia. La causa della morte resta infatti quella dell’«asfissia da strangolamento» ma cambia il modo in cui è stata provocata: non più a mani nude, come avevano ipotizzato gli inquirenti e gli investigatori in un primo momento, ma appunto con un laccio di plastica. Ma non finisce qui: gli esami hanno anche evidenziato dei graffi sul viso e sul collo del bambino. E questi ultimi, secondo quanto si apprende, potrebbero essere stati provocati da un oggetto utilizzato per tagliare la fascetta dopo che questa era stata stretta al collo.

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