Italia

Loris strangolato, caccia all’assassino

Loris è stato rapito e ucciso. Strangolato e gettato in un fosso di campagna come una cosa inutile, probabilmente da qualcuno che conosceva, di cui forse si fidava. Qualcuno che sabato mattina – quando la mamma credeva che il bambino fosse già in classe – l’ha preso e l’ha portato via, lontano dalla scuola, verso la sua orribile fine. Loris Stival è morto a otto anni nel modo più spaventoso: il referto dell’autopsia, eseguita da Giuseppe Iuvara, parla di «asfissia da strangolamento, con quasi immediata successiva precipitazione, all’interno del canale di scolo delle acque in cui è stato rinvenuto». È lì, sul margine del canale dove è stato ritrovato tra le canne a una profondità di circa due metri che Loris, secondo il rapporto del medico legale, è stato strangolato. Non è stato possibile stabilire, però, se il bimbo quando è stato buttato nel canale fosse già morto. La procura di Ragusa smentisce l’ipotesi di abusi, ma lo fa usando una formula prudente: «Al momento risulta infondata la presenza di segni di violenza a scopo sessuale, non ci sono elementi che possano confermarla», sottolineano i pm, e «finché non c’è certezza non c’è reato». Ma i cittadini, dice il procuratore capo Carmelo Petralia, devono aiutare le indagini. Anche in forma anonima.

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