Italia

Loris, la ricostruzione non convince

Ore e ore di filmati, ma Loris non c’è. Le riprese delle telecamere di sorveglianza che registrano i movimenti dell’auto della mamma, Veronica, 25 anni, senza mostrare mai, neppure in un frame, la figura del piccolo. Un paio di slip blu da bambino che si materializzano all’improvviso davanti alla scuola intitolata a Falcone e Borsellino, che potrebbero appartenere al bambino ucciso sabato scorso, ritrovato vestito, ma con i pantaloni slacciati e senza mutandine. E una macchina bianca avvistata sul luogo del delitto. Il bambino invisibile. È il giorno in cui nuovi elementi e fatti incongruenti si aggiungono al tragico rompicapo della morte del piccolo alunno di Santa Croce di Camerina, e il più imprevisto è il risultato dell’analisi delle registrazioni finora visionate dagli inquirenti, solo una parte di quelle prelevate negli impianti, una trentina, disseminati per Santa Croce di Camerina. Nei filmati si vede la vettura con le sagome della mamma e del bimbo di quattro anni. Ma di Loris – che la giovane donna ha raccontato di aver lasciato alle 8.30 di sabato a poche decine di metri dalla scuola e ritrovato alle 16.55 morto, strangolato, in un canale di campagna a Scoglitti – nessuna immagine. È sera quando, per chiarire i dubbi sulla ricostruzione, Veronica Stival viene convocata in questura. Almeno tre persone, del resto, due donne e una bambina, hanno raccontato di aver visto Loris quella mattina vicino alla scuola.

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