Italia

Loris, la difesa di Veronica “Non ho ucciso mio figlio”

Nel carcere di piazza Lanza, a Catania, dov’è rinchiusa con l’accusa di avere ucciso suo figlio, Veronica Panarello risponde al gip, ripetendo in lacrime di essere innocente: «Signor giudice, mi creda. Non sono stata io» dice la mamma di Loris Stival al termine dell’interrogatorio di garanzia, durato quattro ore, condotto dal giudice Claudio Maggioni alla presenza del pm Marco Rota e dell’avvocato Francesco Villardita. «Ha risposto a tutte le domande senza alcun tipo di cedimento riconfermando la stessa versione dei fatti data in questi giorni – sottolinea il legale – Non si è assolutamente contraddetta». La giovane mamma, fermata lunedì con l’accusa di avere ucciso con crudeltà il figlio di otto anni, strangolato con una fascetta di plastica, ribadisce di avere accompagnato Loris vicino alla scuola, quel sabato mattina: «Un vigile urbano donna mi ha vista» assicura, indicando il nome dell’agente. Veronica smentisce di avere un cellulare segreto, come aveva ipotizzato la sorella Antonella, riferendo una presunta confidenza di Veronica: «Mi ha detto che nel cellulare ci sono foto e video di Loris, e di averlo nascosto bene» aveva affermato la donna, rilanciando anche l’ipotesi di un complice: «Sono convinta che sia stata mia sorella, ma non da sola, perché una madre non può fare tutto quello che è stato fatto al bimbo da sola».

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