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Loris, c’è anche l’enigma della macchina

L’auto di Veronica Panarello sarebbe transitata a 50 metri dalla strada che porta a Mulino Vecchio, il luogo dove è stato trovato il cadavere del piccolo Loris Stival, alle 9.27 della mattina in cui il bambino è scomparso. È quanto emerge da un rapporto redatto da polizia e carabinieri in cui viene ricostruito tutto quel che accadde la mattina del 29 novembre, così come registrato dalle telecamere di sorveglianza. Loris Stival, secondo la ricostruzione degli investigatori, non sarebbe arrivato mai a scuola, ma sarebbe tornato a casa da solo alle 8.32 subito dopo esserne uscito. Diciassette minuti dopo, alle 8.49, rientra anche la madre, Veronica, che esce nuovamente 36 minuti dopo, alle 9.25 circa. La Polo nera dunque non avrebbe mai raggiunto la scuola “Falcone e Borsellino”. Una settimana dopo l’omicidio del bambino, ucciso a otto anni e gettato, forse ancora vivo, in un canale alla periferia di Santa Croce Camerina, nel Ragusano, nuove ombre si addensano sul racconto della mamma. «Quella mattina ho accompagnato mio figlio a scuola» continua a ripetere la donna. Ma questa volta sono le telecamere collocate nelle vicinanze dell’istituto a smentirla: tra le 8.30, ora in cui Veronica esce di casa e le 8.40, ora in cui un’altro impianto riprende l’auto nei pressi della ludoteca dove verrà lasciato il bimbo di 4 anni, non c’è traccia del passaggio della Polo nera. L’auto non c’è nei filmati registrati tra via Matteotti e piazza Unità d’Italia, dove Veronica sostiene di essere passata. Ma sono molte le incongruenze. Ci sarebbe un “buco” di 15 minuti infatti nel racconto fatto dalla giovane mamma la mattina della scomparsa. Le registrazioni dell’impianto che si trova davanti alla sua casa, infatti, mostrano la donna che esce attorno alle 9.15-9.20 diretta al castello di Donnafugata per un corso di cucina, un percorso di 15-20 minuti. Veronica Panarello, dunque, dovrebbe essere arrivata nella tenuta attorno alle 9.40, ma secondo la testimonianza di un partecipante, arriva alle 9.55, e si giustifica: «Scusate il ritardo, ho avuto dei problemi». E c’è il giallo delle fascette di plastica, “riconsegnate” alle insegnanti di Loris lunedì scorso, mentre le maestre erano in visita per le condoglianze. Le fascette, secondo i primi accertamenti eseguiti dalla polizia scientifica e dal medico legale sarebbero “compatibili” con i segni trovati sul collo del bimbo, ma per avere un riscontro definitivo occorreranno giorni.

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