Italia

Loris, al setaccio i tabulati telefonici

Nessun mistero sul percorso seguito da Veronica Panarello quel sabato mattina in cui il figlio di otto anni è stato strangolato e gettato in un canale in contrada Mulino Vecchio: «Prima che venisse fuori la telecamera, quel percorso era stato già indicato da tempo detto alla polizia – dichiara Francesco Villardita, avvocato della famiglia Stival – Quella è la zona dove ci sono i cassonetti, quindi se deve buttare la spazzatura si deve passare da lì». Non lontano da dove è stato ritrovato il corpo di Loris. Villardita smentisce anche le indiscrezioni di stampa secondo le quali la mamma del bimbo avrebbe in passato tentato il suicidio «sia con che senza l’ausilio di fascette per elettricisti», analoghe a quelle che sarebbero state usate per legare e strangolare il piccolo. Nuovi elementi emergono intanto dopo l’esame dei tabulati telefonici: nei 36 minuti tra le 8.49 e le 9.25 di sabato, quelli in cui Veronica sarebbe rimasta sola con Loris in casa, la donna avrebbe parlato al telefono una sola volta, con il marito. A chiamare sarebbe stato il padre del bimbo, pochi minuti prima che Veronica uscisse. Durante il resto della mattina, prima di andare a scuola a prendere Loris, Veronica avrebbe parlato al telefono una decina di volte, con il marito e con altri familiari.

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