Cultura

“LoOps On The Hill”, la band marsicana che rende omaggio ai The Beatles

Avezzano – Nell’immaginario collettivo i The Beatles rappresentano la band che, nell’Inghilterra degli anni 60, ha dato il via ad una vera e propria rivoluzione nella musica pop – rock, diventando, ben presto, un fenomeno sociale e culturale che, a distanza di quasi sessanta anni, genera ancora entusiasmo e curiosità. E’ proprio partendo da queste considerazioni che Ruben Coco e Luigi Sfirri, talentuosi musicisti avezzanesi, hanno gettato le basi per un progetto musicale dal contenuto ambizioso e, perché no, sicuramente singolare. “I LoOps On The Hill” nascono con l’obiettivo di suonare i successi della band di Liverppol” – dichiara Ruben Coco – “ l’idea originaria, in seguito, ci è un po’ sfuggita di mano perché, tramite l’utilizzo di loops, effetti e altre diavolerie, abbiamo stravolto ciò che da tanto tempo era rimasto immutato.

Oltre ad esibirvi frequentemente nella Marsica, avete portato la musica dei “LoOps On The Hill” anche in Inghilterra, terra natia dei The Beatles. Vuoi parlarmi di questa esperienza? Quale motivazione vi ha spinti ad affrontare questa sfida?

“La motivazione principale che ci ha spinti ad esibirci di fronte al pubblico inglese è rappresentata dal volerci mettere in discussione di fronte a “nuove orecchie”, più curiose e aperte a nuove realtà. A breve usciranno due nostri video, di cui uno registrato ad Oxford. Stiamo organizzando dei live in UK per confrontarci con un pubblico “più tosto” che possa stimolarci maggiormente. Non dico che qui non ci si senta stimolati, anzi, abbiamo molto seguito,ma vorremmo metterci alla prova ovunque ci sia la voglia di ascoltarci”.
Perchè proprio i The Beatles? In che modo vi hanno influenzato ad intraprendere la carriera da musicisti?

“E’ innegabile che quando si pensa ad una cover – tribute band dei The Beatles, l’immaginario collettivo vada a quattro musicisti vestiti in smoking che, con gli strumenti simili ai veri “quattro scarafaggi”, emulino la band riproducendo in maniera maniacale i suoi più grandi successi. Ecco, noi ci siamo voluti distinguere da questo tipo di musicisti e gruppi che, pur facendo spesso un ottimo lavoro, che noi apprezziamo sinceramente, non aggiungono nulla di nuovo a quanto già fatto in passato”.
Avete mai pensato a dare a questi grandi successi una veste più tricolore? Ad esempio, cantando i  testi in italiano?

“In realtà no, non ci abbiamo mai pensato. Non perché non sia interessante, ma perché, in questo preciso periodo storico, stiamo lavorando ad un progetto ben definito e aggiungere carne al fuoco potrebbe rappresentare un freno all’evoluzione dello stesso. Ma, chiaramente, non mi sento di escluderla come idea. Chissà, magari in futuro…”

 

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