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L’omeopatia rischia di sparire dall’Italia

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L’Italia dall’ormai lontano 1995 ha adottato la direttiva europea che regolamentava i prodotti omeopatici e, da quell’anno, le aziende italiane – una ventina circa – hanno cercato di regolarizzare la normativa, cercando di districarsi tra i meandri burocratici del nostro paese delle “meraviglie”.

Per questo motivo lo stato ha accettato fin da allora le varie autorizzazioni di pertinenza, senza cavillare troppo riguardo alle regole, più o meno rispettate. Tutto questo fino a circa due anni fa. Cosa è successo da due anni a questa parte? Dato che entro Marzo 2015 tutte le aziende omeopatiche italiane dovranno presentare la documentazione idonea per garantirsi le definitive licenze, lo Stato ha pensato bene di iniziare lo stillicidio, costringendo le stesse alle solite corse all’arrembaggio per regolamentarsi e garantirsi l’idoneità per poter essere operative.

In cosa consiste lo stillicidio? Devo spiegare, a chi non conosce il metodo utilizzato dalle case Omeopatiche per produrre il rimedio, quanto segue: ogni prodotto omeopatico può essere realizzato in diverse diluizioni, che partono da un prodotto base detto Tintura Madre, che poi viene diluito a seconda delle necessità. Dovete sapere che per ogni prodotto, il Ribes Nero, per esempio, si possono ottenere molte diluizioni singole (5 Ch, 12 Ch, 4 Dh, 30 Ch, 200 Ch e altre ancora) e molte diluizioni composite, fino ad arrivare anche a circa venti diluizioni in tutto, per ogni singolo rimedio. Bene, fin qui tutto sembrerebbe filare! Cosa hanno fatto i legislatori italiani – Ministero della salute e AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)? Hanno pensato bene di tassare ogni prodotto di mille euro all’anno (euro più, euro meno).  Lecito, se non fosse per il fatto che essi, assetati più di sangue che di soldi, hanno chiesto mille euro per ogni diluizione prodotta.

Quindi se nel frattempo un’azienda ha  prodotto il Ribes Nero, ha pagato mille euro l’anno, sia per la Tintura Madre, sia per tutte le diluizioni che la stessa ha immesso sul mercato. Immaginate allora, da due anni a questa parte, quanti prodotti hanno dovuto subire un ridimensionamento e quanti- impiegandoli, ne so qualcosa- sono stati ritirati dal mercato perché meno utilizzati rispetto agli altri. Cosa dire allora della scadenza del 2015? L’Italia ha bisogno di rendere attuabile una procedura tecnica che si determinerà quando verranno definiti i dossier dei prodotti omeopatici.

Questo lavoro però tecnicamente è impossibile da parte delle aziende omeopatiche italiane, in quanto dovrebbero preparare un dossier su più di diecimila prodotti omeopatici con costi elevatissimi per le aziende stesse, che tutte insieme- ricordo che sono circa venti- hanno fatturato  poco più di 180 milioni di euro all’anno, equivalente a circa l’ 1(uno)% del mercato farmaceutico italiano. Tutto ciò richiede molti anni d’impegno, troppi per essere portato a termine e a norma di legge come si dovrebbe, e costi elevatissimi per le case omeopatiche. Pensate che la Francia, che passa con la mutua i prodotti omeopatici sin dal 1948, ha iniziato il lavoro più di quindici anni orsono e non lo termina ancora.

Altro aspetto aberrante: se questo lavoro andasse a buon fine in questo limitatissimo periodo di tempo (impossibile), ci sarebbe un altro insormontabile ostacolo da superare: i costi da pagare per tale processo che inciderebbero in maniera negativa sulle casse delle aziende, così costrette a chiudere i battenti, poiché per uno solo dei prodotti omeopatici il costo sarebbe superiore al fatturato di vendita che lo stesso otterrebbe in un anno di vendita.

Inoltre pare che l’AIFA pretenda più di ventimila euro per farmaco depositato, che metterebbe al tappeto tutte le aziende operanti nel settore. In Francia e Germania tali tariffe sono accessibili, perché l’incidenza è minore di sette/otto volte, rispetto alle tariffe imposte dall’Italia e il costo finale dei prodotti omeopatici incide meno sulle tasche del paziente. A questo punto le aziende italiane sono davvero in crisi e la loro preoccupazione è lecita, in quanto il rischio di chiusura è evidentemente elevato.

Tanti non sanno che da noi i prodotti omeopatici sono molto venduti e circa dodici milioni di italiani ne acquistano ogni anno cifre pari a trecento milioni di euro. Quello che mi fa più inquietare è che alcune aziende di prodotti omeopatici stanno portando la loro produzione all’estero, come è già avvenuto per altri settori che conosciamo bene, così da evitare gli esagerati costi imposti, per poterli reimportare in Italia a prezzi più vantaggiosi.

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Ma la cosa più stupida e più italiana che mai, sta nel fatto che gli stessi prodotti omeopatici, se lo Stato decidesse di farli sparire, potrebbero essere acquistati in Francia o in Germania, come accade già adesso purtroppo. Al momento i prodotti omeopatici in Italia costano una volta e mezzo di più rispetto a Francia e Germania e questa politica è stata imposta proprio per disincentivare il loro acquisto. Se dovesse accadere il patatrac, i costi degli stessi a quanto salirebbero? Attenzione, perché si sta provando a compiere l’ennesimo “delitto all’italiana”, in cui il colpevole, come al solito, è lo Stato, ma, siatene certi, esso non pagherà alcuna penalità. Allora prepariamoci a dire addio all’Omeopatia nel nostro paese! L’Italia si troverebbe senza prodotti omeopatici o naturali che dir si voglia e questo sarà un piacere immenso per qualcuno non ben definito…

Come sempre è stato e sempre sarà, i lavoratori di queste aziende e quelli degli indotti saranno licenziati e a nessuno, come troppo spesso ormai accade in Italia, importerà più di tanto. Allo stesso tempo, molti operatori del settore rischiano di perdere il posto di lavoro, ma questo ormai è divenuto un giochetto perverso che mette in evidenza quanta “malattia” mentale ci sia, ma tutti facciamo finta di nulla.

Per chi non lo sapesse, oggi molte case farmaceutiche sono orientate a produrre rimedi naturali, perché hanno verificato che è un mercato che tira e fa tanto business. Quindi quale contraddizione più ovvia e assurda ci tocca subire per l’ennesima volta!?! Da troppo tempo ormai la “musica” della politica e dei suoi interlocutori non cambia e queste parole, in realtà mai verbalmente pronunciate, hanno purtroppo preso forma e consistenza, dando seguito a vere e proprie manifestazioni reali:

“Italiani…vi abbiamo tolto il lavoro…” “Vi abbiamo pignorato le case…”

“Vi abbiamo aiutato ad avere un potere d’acquisto quasi uguale a zero…”

“Vi abbiamo tolto la creatività, la dignità e, addirittura, la voglia di vivere…” “ Vi abbiamo tolto ogni volontà e speranza…” “Pensate siamo riusciti persino a togliervi la fede in Dio…”  “…e allora non siate spigolosi e riluttanti, non fate tante storie se vi togliamo anche l’Omeopatia!!! Un male in più, uno in meno…

E’ questo che vogliamo!?! Svegliamoci, non rimaniamo pecore belanti in attesa di un “salvatore” che non arriverà mai! Svegliamoci!!! Solo noi, presi singolarmente, e la nostra forte e tenace convinzione, potremmo essere in grado di produrre una massa critica e attiva, che si imponga e ci permetta di decidere secondo la nostra volontà. Ma facciamoci sentire! Parliamone, scriviamone e diffondiamo le notizie a chiunque! Più ne siamo e meglio è! Aneliamo ad ottenere ciò che a noi piace e che ci spetta di diritto! Scrivetemi e ditemi cosa ne pensate! Grazie!

N.B. Per firmare la petizione in favore dell’Omeopatia andate su www.omeocom.it e firmate e fate firmare quante più persone potete.

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0 Comments

  1. Ely

    10 Ottobre 2013 at 17:54

    Grazie Antonio….divulghero’, spero saremo in molti ….Ely 🙂

    • Antonietta

      10 Ottobre 2013 at 22:55

      No l’omeopatia no, io mi curo solo con quella!! Firmata petizione. Grazie.

      • Lady V.

        11 Ottobre 2013 at 11:20

        Puoi continuare a curarti con acqua e zucchero tranquilla!

        • Antonietta

          11 Ottobre 2013 at 14:59

          Io non mi curo con acqua e zucchero, ma se anche fosse, meglio acqua e zucchero, come dici tu, che VELENI!

  2. Patrizia

    11 Ottobre 2013 at 10:15

    Grazie per la segnalazione, ho usato e uso prodotti omeopatici con notevoli vantaggi. Speriamo di essere in tanti a difendere i nostri diritti e la nostra salute…
    Ovviamente ho firmato con piacere e divulgato la petizione.
    Grazie ancora, Patrizia

  3. Romolo

    11 Ottobre 2013 at 10:50

    …no omeopatia…no party…!!! Romolo.

  4. Cosmic

    11 Ottobre 2013 at 11:18

    attenzione a non confondere farmaci fitoterapici e prodotti “naturali” con l’omeopatia. come spiega nel suo articolo, i prodotti omeopatici vengono diluiti ma omette il fatto che nelle diluizioni di cui si parla – ossia il contenuto dei suddetti farmaci – non esiste alcuna molecola di principio attivo. in pratica sono solo acqua e zucchero. si scandalizza perchè l’Italia si troverebbe senza prodotti omeopatici? io mi scandalizzo perchè l’Italia ne permette il commercio e permette ad aziende di speculare sull’ignoranza e l’assenza di spirito critico delle persone.

    • maria antonietta

      23 Ottobre 2013 at 4:21

      gentile cosmic ,vorrei porle una domanda:ha mai provato a curarsi con prodotti omeopatici?le auguro di non averne mai necessità,ma dovesse accadere,li provi: potrà sperimentarne tutta la potenza e l’efficacia,altro che acqua e zucchero…”comprendere non può chi non la prova”garantito da me una credulona dei tanti(11milioni)ancora viva ,dopo un avvelenamento da mercurio ben diagnosticato(mineralogramma e bioscreening)grazie ad una adeguata cura omeopatica che ha richiesto tempo e costanza,ma si sa oggi la nostra società è quella del “mordi e fuggi”non consente riflessione e approfondimento culturale ,poveri noi…

  5. Lady V.

    11 Ottobre 2013 at 11:24

    Svegliatevi, appunto!
    Constatate che dentro ai vostri farmaci omeopatici non c’è proprio niente!

  6. Paolo S.

    11 Ottobre 2013 at 12:05

    Era ora ! Finalmente smetteranno di vendere lo zucchero a 1000€ al kg. Oppure lo venderanno ancora più caro.
    Così come chi va dal cartomante di solito sborsa migliaia di euro per nulla è giusto che sia così anche per l’omeopatia. L’importante è che chi vuole “curarsi” con l’acqua fresca , se la paghi di tasca sua e non a carico della collettività!

  7. Connacht

    11 Ottobre 2013 at 12:14

    http://medbunker.blogspot.fr/2012/06/guida-illustrata-allomeopatia.html?m=1

    più tutti gli altri articoli a riguardo
    finalmente una buona notizia

  8. Rocco Pier Luigi

    11 Ottobre 2013 at 12:49

    Considerato che è molto meno costoso prepararsi un cucchiaino di zucchero in casa e nel caso colorarlo con sciroppo, mi sfugge quale sia il problema

  9. Ettore Di Tomasso

    11 Ottobre 2013 at 16:39

    Capisco che lo Stato non possa permettersi di finanziare la terapia omeopatica (e non lo chiediamo), ma non capisco perché possa osteggiarla, quando tanti altri paesi civili la riconoscono. Ho idea che in Italia ci siano troppi pregiudizi verso richieste a costo zero ed eccessive aperture a costo elevato.

  10. Romolo

    11 Ottobre 2013 at 16:53

    Vorrei fare questa testimonianza: sono più di dieci anni che mi curo con i prodotti omeopatici, ottenendo grandi risultati ed arrivando a curare anche patologie importanti! Mi sembra superfluo aggiungere altro!.
    Consiglio a coloro che, spacciandosi oltretutto con nomi di fantasia, prima di dare giudizi sommari e disfattisti sull’efficacia dell’omeopatia di provare a verificare il tutto.
    Romolo

    • alfredo

      12 Ottobre 2013 at 17:38

      Che patologie importanti avresti curato?? In vhe modo??? Dai siamo curiosissimi qui ci scappa il nobel

      • Adele

        12 Ottobre 2013 at 23:43

        Caro Alfredo il tuo bla bla bla mi da molto fastidio. Ho curato mia figlia con l’omeopatia, cosa che non ero riuscita a fare con la medicina tradizionale. Io non penso che una bimba di tre anni possa risentire dell’effetto placebo! Prova a curarti con l’omeopatia così dopo POTRAI dire se è efficace oppure no!

  11. Susanna

    11 Ottobre 2013 at 21:48

    Ho firmato la petizione e condivido – ringraziando per l’iniziativa.
    E’ difficile sintetizzare quanto esposto nell’articolo in poche parole, ma mi permetto di suggerire una sintesi … che possa convincere più persone a capire, e a firmare.
    Non so, un titolo e un sottotitolo su FB che dia un messaggio più chiaro su quanto sta succedendo …
    Un’ultima preghiera, Chi non conosce l’omeopatia o non la usa … ci lasci vivere, vi costa tanto?

    • Antonio Masella

      13 Ottobre 2013 at 9:56

      E’ proprio perché uno non sa fare una cosa, che ne è il miglior giudice.
      Oscar Wilde
      Gentilissimi lettori ho voluto aprire questa risposta con una frase di Oscar Wilde, che presa singolarmente, sarebbe già di per sé la giusta risposta ai molti fra voi che hanno giudicato l’Omeopatia. Riguardo al mio articolo sulla stessa che, vedo con piacere, ha acceso un’interessante discussione a tutto campo, vorrei aggiungere finalmente qualcosa. Come già avevo detto rispondendo a qualcuno di voi, in Italia la cosa più semplice è criticare, per dirla come ho già detto, “all’italiana” maniera, senza conoscere la materia o l’argomento di pertinenza. Voi sapete meglio di me, che le persone che maggiormente criticano, sono, in genere, quelle che meno sanno o conoscono. Quindi, non me ne vogliate, coloro che ignorano in funzione del fatto che non possono sapere o aver avuto l’opportunità di conoscere a fondo l’argomento di cui parlano a vanvera, farebbero meglio a non tirarsela tanto. Vado al dunque. Esiste una certa organizzazione che si chiama OMS (organizzazione mondiale della sanità) udite udite, che ha riconosciuto la valenza di molte medicine tra cui l’Omeopatia e già questo dovrebbe bastare, ma ove ciò non fosse sufficiente, proseguo con lena. Coloro che giudicano, dal modo in cui lo fanno, pare dimostrino di saperne certamente qualcosa in più rispetto questi “energumeni” che si sono permessi di considerare “l’acqua fresca” qualcosa di importante per l’intera umanità. Evidentemente si saranno lasciati abbindolare e convincere da qualcuno certamente incompetente e presuntuoso, se hanno riconosciuto “l’acqua fresca” idonea per il mondo. Ma, gentilissimi lettori, in mezzo a questi “energumeni”, purtroppo per voi, ci sono persone di indubbio valore e qualità da un punto di vista scientifico, esperenziale, professionale e deontologico assolutamente non di parte, quindi, se hanno ritenuto l’Omeopatia valida, evidentemente ne hanno facoltà- certamente meno rispetto a quello che fate comprendere di avere voi- ma in questo caso avete solo dimostrato di sapere denigrare e disprezzare, null’altro. Quindi sarebbe come dire che voi vi autoincensate, cercando di credervi più importanti e preparati di persone che da anni sono lì e che hanno assunto decisioni di una certa importanza, visto che riguardano l’intera popolazione mondiale. Voi mi direte, hanno i loro tornaconti; io non credo assolutamente, ma se anche li dovessero avere non credo attraverso le aziende omeopatiche, visto il loro esiguo numero e la loro scarsa consistenza economica. Quindi cari lettori che vi firmate con pseudonimi o nomi di fantasia che dir si voglia questo è un importante punto da rilevare: o andate voi al loro posto, magari ne avete le qualità e vi sarà possibile accedervi, o rimanete tranquilli e vi sciroppate l’Omeopatia, se ne volete, altrimenti lasciate agli “illusi” la scelta di decidere per la loro vita. Il loro contenuto e la loro efficacia/inefficacia, decidete voi la definizione che più si confà al vostro nobile animo, vanno conosciuti e studiati. Detto questo passo alla scientificità del prodotto omeopatico. Ci sono studi fatti da un’azienda omeopatica mondiale che, per ovvie ragioni, non posso pubblicizzare, che hanno effettuato su alcuni farmaci e che stanno ancora portando avanti su altri, che dichiarano esattamente il contrario di quanto dite voi. E non venitemi a dire che è ovvio che questa azienda dica certe cose, perché non è un solo “dire” ma è stato un vero “fare”, con professionisti di alta onorabilità, competenza scientifica e preparazione in vari campi della scienza, scelti in ogni paese del mondo. Tutto questo elaborato ha portato a termine protocolli scientifici di riferimento che comprovano l’attendibilità dei prodotti studiati. L’azienda per dimostrare la validità scientifica di cui sopra non si è avvalsa di un’autocertificazione come per un estratto di nascita, ma di certificazione comprovata e riconosciuta valida con procedure standard che evidenziano che un medicinale omeopatico-omotossicologico produca effetti terapeutici certi, basati sull’evidenza scientifica (EBM) e la Good Clinical Practice (GCP; 1996, 1996 bis, 1997, 2002). Se tutto questo non vi basta, continuate a dare fiato alle vostre trombe ormai afone. Questi studi esistono e si possono anche reperire su internet, quindi di che cosa parlate? Di che cosa volete parlare se non sapete nemmeno una millesima parte di tutto questo? Ecco perché l’Italia va male. Troppo facile, troppo facile e poi abbiate il coraggio di assumervi le vostre responsabilità, se giudicate fatelo dall’alto di preparazione e competenza comprovata. Quindi io che studio ed approfondisco da anni ogni aspetto scientifico di tutto ciò che mi capita a tiro sarei uno sprovveduto e voi degli scienziati? Nessuno mi regala nulla e ciò che faccio lo faccio perché mi piace, perché ci credo e perché ho visto gente “GUARIRE” con l’Omeopatia e ancora ne vedrò. I pazienti guariti sono tutti cretini allora e voi menti eccelse? Inoltre credo che ho ancora molto da dover imparare e non mi metto lì a sparare a zero su un argomento se non ritengo di avere le competenze in merito per farlo. E ancora, cari lettori anonimi, pensate che stati come Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e diversi altri in Europa e nel mondo siano tanto ciechi o sbronzi fino al punto da permetterne la vendita o dispensarli addirittura con la mutua? Allora potrei pensare che lo hanno fatto finora perché non conoscevano quello che conoscete voi, che evidentemente ne sapete tanto di più rispetto alla loro inaffidabile e limitata preparazione scientifica e che dovranno immediatamente rivedere le loro posizioni in virtù dei vostri commenti e giudizi di persone incompetenti? Dubito! Sono certo che chi gestisce la sanità in questi paesi dovrà incominciare a temere la vostra preparazione e il vostro fiato sul collo, visto che potreste scalzarli da un momento all’altro. Ci vuole umiltà e preparazione a 360 gradi, non giudizio e accanimento senza condizione, senza scopo preciso e completamente privo di competenze dettagliate in merito. Buon lavoro.

      • maria antonietta

        23 Ottobre 2013 at 6:09

        caro Antonio,ho letto con grande interesse il tuo articolo.tu sai bene da quale grosso problema sono uscita grazie all’Omeopatia e come ancora sto seguendo cure per le conseguenze di ciò che mi è accaduto.non è più tollerabile che una mentalità retriva e accanita si arroghi il diritto di imporre a tutta la comunità una forma di cura uguale per tutti ,come se tutti noi fossimo stati fatti con uno stampino.ciascuno di noi ,grazie a Dio è diverso dall’altro e dunque reagisce in modo diverso alle diverse cure.ben venga perciò il diritto sacrosanto di poter scegliere il modo di curarsi più adeguato alle specifiche esigenze.non si può subire anche questo genere di imposizione che,più che tutela sembra… dittatura… ad astra per aspera…grazie,ciao!

  12. sandra

    12 Ottobre 2013 at 20:31

    Ho avuto grandi problemi che non sto qui a citare ho scoperto l’omeopatia grazie sd un’amica e ho iniziato a curarmi con quella e da li ho avuto grandi progressi e posso dire che grazie all’omeopatia ho ritrovato la voglia di vivere. Avevo perso le speranze girato medici e cliniche private spendendo un patrimonio. Sono sincera, non credevo e non ho mai creduto nell’omeopatia ma era la mia ultima spiaggia ed ho voluto provarla. Ringrazio Dio che esista e che con essa sono rinata.ho preso acqua e zucchero diverse volte per problemi digestivi ma non di certo ha risolto i miei grandi problemi. Percio cara lady v. E caro paolo non vi auguro di passare quello che ho passato io e di dover ricorrere a ciò in cui nemmeno credete ma posso garantirvi che Funziona!!!!!

  13. Irene

    12 Ottobre 2013 at 21:41

    é una faccenda seria. Mi meraviglio che ancora nel 2013 e quasi alle porte di 2014 ci sono degli individui che ignorano l’omeopatia e si permettono di scrivere qui sotto l’articolo le battute inopportune.Complimenti per il suo impegno dott.Masella

  14. Carla

    13 Ottobre 2013 at 18:34

    Per fortuna pur esercitando la professione di farmacista, non mi sono mai trovata di fronte a delle persone così accanite contro l’omeopatia.Io mi confronto tutti i giorni con persone che per anni si sono curate solo con la medicina ufficiale e che, ad un certo punto, hanno ritenuto opportuno iniziare ad utilizzare farmaci omeopatici riuscendo a curare anche patologie importanti.Qui si vuole togliere la libertà alle persone di curarsi come vogliono, come se l’omeopatia vietasse a chi non ci crede di curarsi come ritiene più opportuno! Non sarà forse che, mi dispiace per voi “scienziati”, sempre più gente decide di curarsi con l’omeopatia e questo da un po’ fastidio a qualcuno?Io credo che dovreste avere l’umiltà di provare e poi potrete riparlarne!

  15. flavia

    13 Ottobre 2013 at 23:16

    Mi curo da tanti anni con l’omeopatia e dico a tutte quelle persone che hanno scritto che ci prendiamo dello zucchero, che nn siamo stupide, anzi, forse molto più intelligenti di tante altre che continuano ad intossicarsi. La cosa bella è la LIBERTA’ DI SCELTA. Almeno quella è un diritto che nn ci può essere tolto.

  16. Paolo

    15 Ottobre 2013 at 20:02

    Dal 2007 e fino al 2011 ho curato la mia ipertrofia prostatica con i farmaci tradizionali, poi nel 2011, visto gli scarsi risultati, (con ulteriore aumento della dimensione della prostata) ho deciso di cambiare la cura con prodotti omeopatici e dopo un anno ho ripetuto la ecografia ed è stato refertata la dimensione della ghiandola di 2 mm per parte……ora sono convinto, più che mai, che continuerò con l’OMEOPATIA.
    Alla faccia di chi non ci crede.
    Grazie per l’attenzione!

  17. maria antonietta

    23 Ottobre 2013 at 4:58

    la risposta che ho dato a cosmic la dedico a tutti gli scettici che con tanto calore disprezzano una branca della medicina che merita assoluto rispetto,dal momento che richiede anni ed anni di studio e che ancora non bastano a scoprire tutto l’universo “Omeopatia”.perchè mai tanto livore?!…è bene si sappia che nei paesi dell’est si son fatti passi da gigante nel settore e ci sono ospedali dove la medicina alternativa è usata abitualmente accanto alla tradizionale e non si scandalizza nessuno,anzi è il paziente che può scegliere come curarsi.basta con la solita tiritera dell’effetto placebo,delle palline di zucchero,del “dentro non c’è niente,dell’acqua fresca”;chissà piuttosto,che non siamo semplicemente in grado di rilevare con i sistemi attuali la presenza della infinitesimale parte di una determinata sostanza,e,proprio perchè infinitesimale è cosi’ efficace,forse è un qualcosache non può essere misurato con i normali strumenti.ma ciò non dovrebbe stimolare ancor più la ricerca per penetrare nei segreti più affascinanti e straordinari della natura?dobbiamo imparare ad espandere le nostre menti con pazienza ,umiltà e ,cosa fondamentale SENZA PREGIUDIZI.

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Abruzzo

FESTA DEL PAPÀ : QUANDO LA LEGGE NEGA L’ESSERE PADRE

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Ci sono padri straordinariamente felici di essere padri e di fare da padri. Perché è l’esperienza più bella della loro vita. Perché il figlio è, la loro vita. Perché crescere, educare, giocare, gioire col proprio cucciolo nutre il cuore, la mente, l’anima.

Ci sono madri (non tutte chiaramente) che negano ai padri questo diritto. Negandogli così di vivere.

Ci sono padri che passano notti e settimane insonni; che subiscono: alienazioni genitoriali, telefonate interrotte con il figlio, figli manipolati, menzogne inculcate nel figlio e parole infamanti; assistono ad: accordi violati, aggressioni al patrimonio; vivono improvvisi sospetti imprevisti del figlio. Padri che vivono il figlio come un ostaggio, vile merce di scambio, corpo contundente, strumento di vendetta; arma non convenzionale. Ci sono padri che non vivono più serenamente, che non lavorano più serenamente, che non gioiscono più, che non riescono più ad immaginare il proprio futuro. Ci sono padri che si impoveriscono, aggrediti patrimonialmente. Che finiscono a fare la coda dai padri gesuiti o dormono in auto. Che hanno sconvolgimenti esistenziali non più riparabili, destinati a restare come inchiostro d’odio su candida seta. Ci sono padri negati.

Uno dei maggiori drammi della società moderna, nella quale una coppia su due è destinata a separarsi, riguarda i padri che si “separano”, ai quali si oppongono le madri con “violenza” negando loro l’esercizio della condivisione genitoriale nella crescita del figlio. La letteratura spiega che in una “separazione” (in un matrimonio o in una convivenza more uxorio) le donne tendono spesso a usare il figlio come arma e i padri invece strumentalizzano il mantenimento.

Diventa dunque essenziale il ruolo del giudice e degli avvocati che assistono le parti.

Occorre infatti che la legge venga applicata con equilibrio, saggezza e responsabilità, dai giudici minorili e che gli avvocati che assistono i genitori in tale delicato conflitto siano innanzitutto competenti, esperti e responsabili. Ho invece conosciuto tanti cialtroni che danneggiano le parti e soprattutto l’interesse dei minori arrecando danni irreparabili. Tali incompetenti andrebbero sanzionati con la radiazione o l’espulsione.

Il Tribunale per i Minorenni (T.M.) esercita nello spirito della realizzazione del migliore interesse del minore e ha giurisdizione penale, civile e amministrativa. E’ organo specializzato della giustizia, composto da quattro giudici (due togati e due onorari). In Italia ci sono 29 tribunali minorili, con 782 magistrati, dei quali circa 600 sono onorari. La selezione dei giudici andrebbe fatta col massimo rigore possibile poiché gestiscono situazioni di straordinaria importanza.

La competenza in materia civile non è esclusiva (concorrente con il tribunale ordinario e e il giudice tutelare) ma di assoluto rilievo, decidendo anche in tal senso: interventi a tutela dei minori i cui genitori non adempiono in modo adeguato o affatto ai doveri verso i figli (art. 147 cod. civ.); può limitare l’esercizio della potestà genitoriale, attivando l’intervento dei servizi socio-sanitari (art. 333 cod. civ.); può allontanare il minore dalla casa familiare (artt. 330, 333 e 336 cod. civ.); può dichiarare i genitori decaduti dalla potestà sui figli (art. 330 cod. civ.); può dichiarare lo stato di adottabilità del minore; regola l’affidamento dei figli di genitori non sposati, che hanno cessato la convivenza e che sono in situazione di conflitto rispetto all’esercizio della potestà genitoriale (art. 317 bis cod. civ.).

Ricordiamoci dunque che dove c’è un padre negato, c’è sempre un bambino negato.

STORIA DELLA FESTA DEL PAPÀ

La Festa del papà è celebrata in tutto il mondo, anche se in date differenti, e la tradizione vuole che i figli festeggino i papà con regali e biglietti pieni di sentimento. La storia di questa festa è piuttosto recente e risale precisamente al 5 luglio del 1908, giorno in cui venne festeggiata per la prima volta nella città di Fairmont, in Virginia Occidentale, presso la chiesa metodista locale in commemorazione della morte di oltre 360 uomini, 250 dei quali padri di famiglia, nel disastro di Monongah, la più grave sciagura mineraria degli Stati Uniti.

Successivamente, per la precisione il 19 giugno del 1910 a Spokane nello Stato di Washington, la Signora Sonora Smart Dodd, all’oscuro della celebrazione avvenuta a Fairmont e ispirata da un sermone ascoltato in chiesa per la festa della mamma del 1909, organizzò la prima festa del papà così come la conosciamo oggi e fece in modo che la ricorrenza venisse ufficializzata. Ancora oggi infatti diversi Paesi seguono la tradizione statunitense e festeggiano i propri papà la terza domenica di giugno. Nei Paesi cattolici invece, proprio come l’Italia, questa festa viene legata al giorno di San Giuseppe e celebrata quindi il 19 marzo.

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Bcc Roma, la proposta del sindaco De Angelis: “Soci nell’Urban Center”

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«Propongo alla Bcc di entrare a far parte dell’Urban Center. In questi
giorni l’Urban Center sta partendo operativamente, il Comune di Avezzano ne
è stato soggetto ispiratore. Ora, con la vostra partecipazione, potremmo
arrivare a una forma ibrida, tra il pubblico e il privato, finalizzata alla
promozione di progetti sociali». È la proposta avanzata dal sindaco di
Avezzano, Gabriele De Angelis, che ha portato i saluti a uno
dei tradizionali incontri della Banca di credito cooperativo di Roma che ha
visto la partecipazione dei soci delle nove agenzie che si trovano nella
Marsica.

«La Bcc Roma è la più grande Banca di Credito Cooperativo in Italia», ha
aggiunto il sindaco, «e ha la forza di unire l’efficienza con la
solidarietà, contribuendo allo sviluppo dei territori in cui è presente,
mettendo al centro, le persone, i giovani, le famiglie. Anche nella Marsica
e nella provincia aquilana in generale, la Bcc può essere il nucleo intorno
a cui costruire una grande rete per far nascere imprese che diano
occupazione, troppi giovani sono senza lavoro. Con l’Urban Center di
Avezzano, che nasce come il luogo di sintesi di tutte le associazioni e dei
civismi cittadini, si può puntare sull’elaborazione di condivisi progetti
sociali, culturali e di sviluppo economico, così come si è fatto a Torino e
a Bologna. Entrando nell’Urban Center la Bcc potrà proporre e realizzare
nuove soluzioni di welfare, a partire dal campo della sanità e nuove idee
di sviluppo di impresa».

«Sul tema del credito», ha sottolineato De Angelis, «il nuovo governo
regionale ha assunto importanti impegni. Nel programma del presidente
Marsilio si prevede una profonda riforma della Fira, Finanziaria regionale
abruzzese, il cui ruolo sarà rilanciato nella funzione di assistenza alla
imprese interessate ad investire in Abruzzo, assumendo pure partecipazioni
nel loro capitale di rischio e garantendo un ritorno in termini di crescita
e valorizzazione delle eccellenze territoriali. La nuova Fira potrà
svolgere il ruolo di capogruppo di società di interesse strategico
regionale, alle quali fornisce i tipici servizi di
programmazione, di controllo, di amministrazione, servizi legali e
formazione. La Bcc Roma, per dimensione e qualità, per il suo essere
pienamente banca del territorio, potrà giocare un ruolo di primo
attore nel favorire lo sviluppo e il consolidamento delle aziende».
foto: Germana D’Orazio

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MERCATO DEL SABATO : L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CONTINUA A VEDERE UNA REALTÀ DIVERSA DA QUELLA PALESE A TUTTI.

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Avezzano. È sempre polemica per il mercato del sabato ad Avezzano. Mentre gli ambulanti, ovvero gli attori protagonisti di questo “telefilm”, continuano a presentare le proprie lamentele e difficoltà per lo spostamento nella zona nord, dall’amministrazione comunale si continua a parlare e rilasciare dichiarazioni come se tutto quello che dicono o pensano gli ambulanti nom esista. Nel caso specifico è esplosa ancora una volta la polemica dopo le esternazioni a mezzo stampa del consigliere di maggioranza Alberto La Morgese, secondo il quale “

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Abruzzo

Consegnati i lavori per il nuovo plesso scolastico in via Puglie.

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Sono stati consegnati i lavori di realizzazione del nuovo complesso scolastico in via Puglie. Ad annunciarlo è l’assessore all’Edilizia scolastica, Chiara Colucci. “La nuova scuola”, spiega l’assessore, “ospiterà una scuola primaria di 10 classi, 250 alunni e una scuola media di 15 classi, 375 alunni, per un totale di 625 studenti”.

“L’edificio, che si estende su una superficie complessiva di circa 5.700 metri quadrati comprende spazi per aule didattiche, aule speciali e integrative, mensa, biblioteca, palestra e auditorium, oltre agli uffici amministrativi e alla presidenza”.

L’esecuzione è curata dall’associazione temporanea d’impresa aggiudicataria, composta dalle ditte Cobar Costruzioni Barozzi Spa di Altanura (Bari) e Upgrading Services Spa. La durata dei lavori è prevista in 360 giorni. “Con la consegna dei lavori alla scuola di via Puglie”, precisa il dirigente Sergio Pepe, “tutti i dieci interventi di edilizia scolastica programmati successivamente all’evento sismico del 6 aprile 2009, per un importo complessivo di 21.887.340 euro (di cui 18.291.341 euro sono fondi della ricostruzione, 1.879.370 euro sono fondi Miur e 1.716.629 euro sono fondi comunali), sono in fase di realizzazione. Quattro sono già conclusi”.

Sono già stati ultimati la demolizione e ricostruzione dell’ala sud della scuola secondaria di primo grado “Vivenza” per un importo di 1.400.000 euro con fondi della ricostruzione, l’adeguamento sismico dell’ala nord della scuola secondaria di primo grado “Vivenza” per un importo di 1.500.000 euro di cui 1.250.000 con fondi del Miur; l’adeguamento sismico della scuola materna della frazione di Paterno per un importo di 300.000 euro con fondi della ricostruzione, la demolizione e ricostruzione della scuola primaria di via Cairoli “A. Persia” per un importo di 2.850.000 con fondi della ricostruzione mentre è in fase di conclusione l’intervento di costruzione del nuovo edificio della scuola primaria “M. Pomilio”, per un importo di 2.100.000 euro di cui 1.680.000 con fondi della ricostruzione. Sono invece in avanzato stato di realizzazione la demolizione e ricostruzione della scuola materna di via De Gasperi per un importo di 700.000 euro di cui 370.000 con fondi della ricostruzione, la costruzione del nuovo edificio della scuola materna in via America per un importo di 1.220.000 euro di cui 1.629.370 con fondi del Miur.

“Sono orgoglioso che il programma di edilizia scolastica proceda speditamente verso l’obiettivo di assicurare massima sicurezza agli alunni che saranno finalmente in condizione di studiare in ambienti moderni e confortevoli “, il commento del sindaco Gabriele De Angelis, “a conferma del buon lavoro portato avanti da tutto il settore tecnico”.

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Abruzzo

LANCIANO: BIMBA DI 8 ANNI SI SVEGLIA DAL COMA : “NON SMETTETE MAI DI LOTTARE” (VIDEO)

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Diventa virale il video della piccola lancianese che lotta contro una malattia rara La gioia del papà: dopo aver sentito la musica della mamma è tornata alla vita.

https://youmedia.fanpage.it/video/aa/XH6cR-Sw9KuxdIJThttps://youmedia.fanpage.it/video/aa/XH6cR-Sw9KuxdIJT
Ha aperto gli occhi e ha sorriso vedendo i genitori Serena e Filippo. Elisabetta ce l’ha fatta. Un’altra volta, l’ennesima volta ha riabbracciato la vita, a cui si aggrappa con tutte le sue forze da 8 anni.
Ha solo 8 anni infatti la bimba lancianese che lotta contro una malattia rara che anziché abbatterla l’ha resa una guerriera.
Con lei ci sono i genitori, le sorelle, i compagni di classe, la parrocchia di Sant’Antonio e una città intera. A raccontare il suo risveglio dal coma dopo un mese, che sa di miracolo, sono i genitori e un video che su Fanpage è stato visto migliaia di volte. Un video che è un messaggio di speranza e un inno alla vita. Un risveglio avvenuto dopo che la mamma Serena, ballerina, aveva danzato nell’ospedale di Ancona dove è ricoverata la bimba, con l’ex ballerino di Amici Ivan Cottini, affetto da sla. «Un caso, una coincidenza», commenta il papà Filippo, scenografo, «mia moglie Serena e Ivan stavano lavorando ad un videoclip di beneficenza con il comitato genitori dei bambini cardiopatici Torrette di Ancona. Ma Serena lo aveva avvisato che si fermava perché Elisabetta era in coma. Ivan allora le ha voluto fare una sorpresa. Si è presentato in ospedale per ridarle un sorriso grazie alla danza e hanno ballato emozionando tutti. Appena rientrata in stanza la sorpresa più grande: il cuore di Elisabetta aveva ricominciato a battere regolarmente e dopo un po’ lei è uscita dal coma lasciando increduli persino i medici».
Era in coma dal 1° febbraio, dopo un interminabile intervento al cuore. L’ennesimo, perché la piccola, affetta dalla sindrome di George che colpisce un bambino su quattromila, e una cardiopatia rara congenita aveva già subito altri 7 interventi. «I primi sei nel primo anno e mezzo di vita», riprende il papà, «che abbiamo vissuto qui all’ospedale di Ancora. Il 31 gennaio è stata sottoposta al nuovo intervento a cuore aperto: 36 ore interminabili ore di operazione con problemi infiniti e la sua piccola vita appesa ad un filo. Noi lì come sempre a sperare, pregare. Poi la sorpresa a Serena, la danza e il risveglio di Elisabetta e un recupero che i medici stentano a spiegare, anche se è ancora in terapia intensiva e i problemi non sono tutti risolti».
Elisabetta però lotta, non vuole saperne di stare allungata, si vuole sedere – cosa estremamente difficile da fare dopo quello che ha passato – guarda i disegni dei compagni di classe. È debilitata, scioccata, ma nonostante tutto, sorride alla vita.
«Lei è speciale», riprende il papà, «prima di entrare in sala operatoria ha indossato una maglietta con su scritto “buon lavoro a tutti”, ai medici che l’hanno operata. Viviamo giorno per giorno. Ci addormentiamo nella speranza che ci sia un domani, con le sue difficoltà, ma che ci sia. Ti confronti con altri genitori che sono qui, nel reparto di cardiochirurgia pediatrica diretto da Marco Pozzi, ti aggrappi alla speranza, alla fede, alla scienza e alla ricerca che va sostenuta. Grazie alla ricerca anche Elisabetta magari potrà ritardare gli interventi che dovrà fare e vivere meglio. Ai genitori che hanno figli malati vogliamo dire di non arrendersi, di continuare a sperare. La malattia di un figlio ti toglie il respiro, ti cambia il sorriso e ti spegne gli occhi ma il tuo cuore batte anche per quello del tuo guerriero, se serve. E quando tutto sembra essere perduto, la vita ti stupisce».

Fonte articolo: ilcentro.it

Fonte video : fanpage.it

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IL DISTROFICO FELICE GRAZIE A DIO

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Evento: domenica 17 marzo alle 17

Marco Solimeo sarà ad Avezzano
e presenterà il suo libro Il distrofico felice grazie a Dio
<https://www.facebook.com/MarcoSolimeo81/?__tn__=K-R-R&eid=ARCN8dFNcrZazT9fkxo_ps0KXGxo0e5sp0XtcaHy8mP5J60fhNjJyUvI8uHavl4jA1BUH_DDIN8FQO0i&fref=mentions&__xts__%5B0%5D=68.ARDeAeEJ6LfM7zViAuXHM7gN99UlBDFOi10gv2Ovq7AyeNq8sETfddtRZ4AW6oU269U5Yv8LfwwFQerFSU9UTkSSA2ZbvkGYknbk6I4Ur4XJrwo7CR7wr7qjYff5d76AH27WlAQsqzwpfJJ6Tm2fglF_CVIKmKt07ucpTSnwDS6Nob-qWy1wpc0x8yyTgJ3I_ZxAw1qMfTIg6jmwd47o3cJwFk1q2ZyAqz0Yx0tqJ5OnY4kSTZwAgwuCONDo53hysFzUDnJdqyrckWFlnve-Q1K0Q_py3dEdp-9hFryPI6D5FWZvKskePofte_SgGX8PC5A>
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Insieme al vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, un pomeriggio di confronto sui temi legati alla vita, al dolore, alla malattia
,alla forza e all’amore, che alla fine è quello che vince su tutto.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Diocesi di Avezzano

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Abruzzo

Concorso di Poesia “Romolo Liberale” 2019

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Il concorso – articolato in tre sezioni e aperto a tutti – ha lo scopo di rendere omaggio alla
memoria di un poeta e scrittore di profonda sensibilità e di grande impegno, nelle cui
opere le difficoltà e le ingiustizie, che caratterizzano la condizione esistenziale e sociale
dell’uomo del nostro tempo, assumono particolari accenti lirici, solcati sempre dalla
speranza e dalla prospettiva del riscatto.

REGOLAMENTO
Il concorso è articolato in tre sezioni:
 Adulti
 Studenti delle scuole secondarie di secondo grado
 Studenti delle scuole secondarie di primo grado

La partecipazione è gratuita e si potrà concorrere con un massimo di tre poesie inedite a tema libero.
Le opere dovranno pervenire entro il 12 aprile 2019, al seguente indirizzo:
Segreteria del premio di poesia Romolo Liberale, Via America 60, 67051 Avezzano (AQ)
Gli elaborati saranno inviati in busta chiusa e NON dovranno essere firmati. In busta separata, inclusa quella contenente l’elaborato, dovrà essere inserita la scheda di partecipazione, firmata, contenete i dati del concorrente.
Gli elaborati e la scheda di partecipazione potranno essere inviati tramite e-mail al seguente indirizzo : e-mail: romololiberale@presenzaculturale.it
Per ciascuna delle tre sezioni in cui si articola il concorso, valutate da una selezionata giuria, saranno premiate tre poesie con opere artistiche elaborate dal Liceo Artistico “Vincenzo Bellisario” di Avezzano. In occasione della quinta edizione del premio la famiglia Liberale contribuisce con i seguenti premi:

1° classificato sezione adulti: 500 euro;
2° classificato sezione adulti: 300 euro;
3° classificato sezione adulti: 200 euro;

Primi tre classificati sezione scuole secondarie di secondo grado: 100 euro (in buono libri).
Primi tre classificati delle scuole secondarie di primo grado: 50 euro (in buono libri).

La cerimonia di premiazione si terrà nell’aula magna del liceo classico “Alessandro Torlonia” di Avezzano in data 25 maggio 2019

per info : romololiberale@presenzaculturale.it www.presenzaculturale.it

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