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LFoundry: svolto importante incontro fra l’azienda e i sindacati

Ieri 3 Marzo 2014 alle ore 10 e 30 si e’ svolto l’incontro tra l’azienda e le organizzazioni sindicali RSU e territoriali

Per la RSU FIM-CISL erano presenti Aldo Bisegna, Luca Centi Pizzutilli, Massimo Gregori; per le segreteria territoriale Antonello Tangredi e per la segreteria Provinciale Giovanni Di Sero.

Il primo argomento trattato e’ stato quello del licenziamento di un nostro collega per motivi economici in regime di CDS, ma l’azienda ha chiuso immediatamente qualsiasi possibilita’ di dialogo affermando che c’e’ un iter ben preciso da seguire per questa vicenda.

Per intenderci “ ricorso da parte del lavoratore al giudice del lavoro contro il licenziamento”.

Da parte sindacale e’ stato ribadito la violazione degli accordi stipulati in sede ministeriale al momento dell’entrata in vigore dei CDS, cioe’ che in questa fase di ammortizzatori sociali le unita’ lavorative sarebbero state conservate e non sarebbero state oggetto di mobilita’ ( se non quella volontaria).

L’azienda non si e’ degnata neanche di rispondere e ha ribadito che questo non poteva essere un argomento di discussione.

Solo per ricordare cosa sono i CDS:

I contratti di solidarietà sono accordi, stipulati tra l’azienda e le rappresentanze sindacali, aventi ad oggetto la diminuzione dell’orario di lavoro al fine di: mantenere l’occupazione in caso di crisi aziendale e quindi evitare la riduzione del personale (contratti di solidarietà difensivi, art. 1 legge 863/84);

Il secondo argomento introdotto dai sindacati e’ quello di come instituire un dialogo con l’ azienda su come poter “ recuperare”  anche uno solo degli esuberi/eccedenze previsti, ma prima di fare qualsiasi ipotesi a riguardo sono stati richiesti all’azienda i dati aggiornati sugli esuberi.

L’azienda ha fornito il numero degli esuberi che risulta essere di circa 320 unita’, questo in base al piano industriale cosi come e’ previsto oggi.

Il dato di 320 esuberi e’ sceso grazie a chi ad oggi e’ andato in mobilita’ volontaria (circa 65 colleghi).

La RSU ha quindi proposto all’azienda se si poteva parlare di una diversa organizzazione del lavoro (esempio turni da 8 ore e part-time ) e l’azienda ha risposto che non vi erano pregiudiziali a riguardo, ma che il parametro su cui basare qualsiasi ipotesi fosse quello di far rimanere invariati i saldi ( cioe’ non ci fossero costi aggiuntivi, anzi il contrario).

Sul part-time l’azienda e’ stata ancora piu’ disponibile.

L’azienda ha comunque ribadito che al termine dei CDS, se non si saranno trovate soluzioni alternative alle eccedenze, si procedera’ alla mobilita’ e che comunque a questa fase dovra’ seguire necessariamente anche quella di rivisitazione del costo del lavoro per adeguarlo a quello che oggi e’ il mercato del lavoro.

L’azienda da parte sua sta’ istituendo un piano formativo che si svolgera’ in tre fasi.

La prima fase sara’ quella del Bilancio delle Competenze che coinvolgerà inizialmente il personale esperto di ogni ruolo, per delineare quelle che sono le competenze necessarie a svolgerlo al meglio e questa fase sara’ svolta da una societa’ esterna ( attivita’ finanziata da fondimpresa)

Dopo che la societa’ esterna avra’ un quadro delle competenze e conoscenze sottoporra’ ad ogni dipendente una scheda di autovalutazione per “ inquadrare ” nel migliore dei modi le competenze e conoscenze di ognuno.

La RSU ha chiesto all’azienda di poter incontrare il consulente esterno per comprendere meglio come sara’ sviluppata questa fase e quali saranno i contenuti di questa scheda di valutazione.

L’azienda ha dato la sua disponibilita’ all’incontro, ma a patto che sia un incontro ristretto con solo pochi componenti la RSU ( perche’ vuole evitare di sottoporre il consulente ad un “ tiro al bersaglio ”)

La seconda fase sara’ quella  di analizzare la situazione del territorio ( comune, provincia, regione e regioni limitrofi) per valutare le opportunita’ di lavoro che possono esserci .

Anche questa attivita’  sara’ svolta da una societa’ esterna

La terza fase sara’ quella di istituire dei corsi di formazione per tutti i dipendenti ( viene da aggiungere quelli rimasti )  che avranno fatto l’autovalutazione per sviluppare le loro competenze in un’ottica sia interna, ma anche di outplacement ( attivita’ finanziata da fondi impresa)

La RSU ha prospettato anche la volonta’ di cercare di coinvolgere le istituzioni ( regione, provincia, etc.) che al tempo della stipula del contratto di solidarieta’ si erano impegnate a cercare di istituire percorsi formativi per i lavoratori o soluzioni alternative di outplacement.

Si e’ convenuto di istituire dei gruppi di lavoro ( RSU – azienda) che si occuppino rispettivamente di organizzazione del lavoro e di formazione del personale, con incontri periodici per comprendere meglio il percorso da seguire.

RSU FIM-CISL

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