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Lavoro

LFoundry, confermati gli esuberi


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La Micron è un’azienda multinazionale americana con sedi in tutto il mondo, inserita dalla Reuters tra le 100 aziende mondiali per innovazione, ha conseguito un fatturato di 12 miliardi di dollari e un utile di 3 miliardi e 750 milioni. Eppure… ha dichiarato un esubero di dipendenti pari al 40% del proprio organico in tutta Italia! A tal proposito sono state attivate le procedure di mobilità annunciate da Micron nei suoi stabilimenti italiani, tra cui quello di Avezzano, sede di un sito dedicato alla ricerca e allo sviluppo.

Ma facciamo un passo indietro. Già due anni fa la multinazionale americana aveva deciso che lo stabilimento abruzzese non era più strategico: 1623 posti di lavoro a rischio. Un anno dopo Avezzano è il centro di un’operazione di respiro europeo condotta con i tedeschi di LFoundry, quartier generale a Landshut in Bassa Baviera. Micron Technology e LFoundry hanno stipulato un accordo vincolante per l’acquisizione del sito Micron di Avezzano da parte di LFoundry, azienda specializzata in semiconduttori con sedi in Germania e Francia. Secondo l’accordo, Micron ha assegnato a LFoundry il contratto di fornitura di 4 anni, ora in essere con Aptina, per produzione di sensori per immagine.

Ieri pomeriggio alle ore 16, presso la sala consiliare del Comune di Avezzano, la delegazione sindacale LFoundry Marsica (rappresentata in sala da Fernando Di Gianfilippo, Rocco Rossi, Monica Di Cola, Rosario Izzo, Andrea Campione, Quirino Di Bacco, Roberto Di Francesco, Massimo Gregori, Eugenio Franchi), ha incontrato il candidato Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e i Consiglieri Regionali Giuseppe Di Pangrazio e Giovanni D’Amico per discutere sugli interventi che dovranno andare nella direzione di evitare la gestione degli esuberi derivanti dalle ore in eccesso lavorate, generate dal nuovo assetto produttivo dello stabilimento dell’ex Micron di Avezzano.

Noi già da diversi mesi stiamo disponendo di contratti di solidarietà, afferma il membro della RSU LFoundry Rocco Rossi. In questo momento, su 1600 dipendenti, 1400 sono col contratto di solidarietà. Tra un anno e mezzo circa (l’orizzonte che l’azienda ha posto è settembre 2015), verranno fuori gli esuberi. La RSU ha manifestato l’intenzione di discutere prioritariamente una nuova organizzazione del lavoro, puntando sul recupero interno delle ore lavorative tramite lo strumento del part- time. L’azienda ha individuato, invece, come unico strumento per risolvere il problema delle ore lavorative in eccesso quello di incentivare le persone ad andare via.

lo scopo della RSU è quello di stabilire un sistema che consenta di capire quante ore in eccesso (e quindi potenziali esuberi) vengono assorbite ogni volta che viene messo in piedi uno dei provvedimenti concordati tra le parti. Altra questione da affrontare è la riqualificazione del personale e tutto ciò che ruota intorno alla possibilità di ricollocazione esterna.

Al momento lo stabilimento impiega 1600 dipendenti e la stima dell’assetto “ideale”, alla fine di agosto 2015, si attesta sui 1200: 400 quindi è il numero da portare a zero. Non sappiamo se riusciremo a farlo, aggiunge il rappresentante delle parti sociali, ma abbiamo intenzione di lavorare seriamente e non perdere occasioni, per questo motivo altro impegno di tutte le parti coinvolte riguarda il coinvolgimento delle istituzioni (Provincia, Regioni, Comuni) affinché si garantisca il mantenimento del sito di Avezzano.

La cassa integrazione, la rotazione, gli ammortizzatori sociali non sono delle soluzioni, perché non si può fermare la ricerca. Oggi non cerchiamo sussistenza, ma continuità. Dovrebbe essere prioritario da parte dello Stato, della Regione e dei Comuni interessati, costruire un ecosistema favorevole allo sviluppo dello stabilimento marsicano, che rappresenta una realtà produttiva di primaria importanza per l’Abruzzo e per l’Italia, sia  in termini di export che di PIL.

Il Candidato Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso si è detto vicino alla causa della delegazione sindacale e volenteroso di mettere in luce la difficile situazione dei lavoratori sui tavoli decisionali della Regione. La crisi della LFoundry potrebbe sfociare in una vera e propria emergenza sociale, per questo c’è bisogno di una risposta forte da parte delle Istituzioni, con la triplice finalità di chiarire la prospettiva industriale, di mettere a punto un piano di rilancio del sito di Avezzano e di valorizzare la professionalità dei lavoratori all’interno dell’azienda.

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