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L’epidemia di serie C

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Nel corso del 2003 è stata di estrema attualità una nuova malattia denominata sindrome respiratoria acuta severa (SARS) segnalata per la prima volta in Asia, a seguire in America del Nord ed Europa. Ancora una volta, un virus ha costretto la comunità scientifica ad una mobilitazione generale anche se  i morti accertati sono stati dell’ordine di qualche centinaio.

Eppure, come spesso in questi casi, è interessante notare come i media di tutto il mondo abbiano acceso i riflettori su questa epidemia, tutto sommato ancora ben circoscritta, mentre mai nessuno si e’ occupato con la stessa intensità di quelle apparse solo un ventennio fa e di cui un gran numero di italiani paga ancora le conseguenze: è il caso dell’epatite C, un virus che causa un’infezione al fegato e che, se non curata, può trasformarsi in una cirrosi o favorire il temibilissimo epatocarcinoma. D’altra parte, è sufficiente  dialogare qualche minuto con il responsabile di un qualsiasi centro trapianti di fegato per capire quanti danni stia causando questo virus per il quale non si dispone ancora di nessun vaccino.

Sopportare una cirrosi è un calvario quotidiano.

 

Lentamente, giorno dopo giorno, le energie ti abbandonano, la lucidità è solo un ricordo e da protagonisti si diventa spettatori forzati del mondo che ci circonda. Una cirrosi in fase terminale è paragonabile a ciò che può essere l’AIDS in fase terminale:  hai un continuo bisogno di qualcuno che ti assista negli atti quotidiani della vita. Un inferno che può terminare  solo con il trapianto di fegato, per i più fortunati, o con la morte.

E’ arrivato il tempo di fare un po’ di chiarezza e fornire un supporto informativo, ma soprattutto tanta solidarietà a tutte le vittime del virus HCV (Hepatitis C Virus).

Come da copione, le massime Istituzioni sanitarie degli ultimi Governi sono rimaste indifferenti a tutte le sollecitazioni a promuovere campagne di prevenzione ed informazione a favore dei cittadini.

I politici sono soliti infatti utilizzare diverse  tecniche per immobilizzare iniziative a loro poco gradite.

 

Nel caso dell’epatite C, questione di ambito squisitamente medico, l’indifferenza rasenta da sempre livelli insopportabili. Ho ascoltato affermazioni davvero bizzarre come : “Il fatto è che prima o poi le persone si fanno una visita di accertamento e quindi se sono infette da epatite C lo scoprono” oppure “Le campagne di prevenzione sull’AIDS hanno permesso una prevenzione maggiore anche in ambito dell’epatite C” o anche “Non c’è solo l’epatite C, ma vanno considerate tutte le altre malattie epatiche”. Queste sono solo una serie infinita di divagazioni aventi il fine di evitare qualsiasi tipo di sollecitazione sul caso.

Ma perché non si vuole fare emergere il “sommerso” degli infetti da epatite C proprio ora che  abbiamo a disposizione cure che in molti casi riescono a guarirla?

L’idea che mi sono fatto è questa: esiste una paura folle di “allarmare” e di fare lievitare ulteriormente i costi socio sanitari derivati dalla malattia già molto alti.

 

L’epatite C  si contrae anche dai dentisti, dal manicure, dal pedicure, nei tatoo centers, nei centri di agopuntura, in ospedale ed in tutti quei luoghi dove si usano strumenti appuntiti o taglienti riutilizzabili e mal sterilizzati.  Non è stata forse questa la causa della morte di quel giovane ragazzo deceduto qualche tempo fa di epatite fulminante dopo essersi fatto un tatuaggio?

Provate ad andare dal vostro  barbiere di fiducia e chiedete a quale temperatura muore il virus HCV, se ha una autoclave e se sterilizza ogni volta i ferri del mestiere… Le risposte saranno molto vaghe, per non dire imbarazzanti!

La maggior parte delle persone infettate non ne presenta alcun sintomo.
In pratica, considerando che queste sono asintomatiche e che la malattia influisce sul loro fegato senza che lo sappiano, siamo noi che dobbiamo scoprirla.

Basterebbe approvare la legge, ferma in Commissione Affari Sociali dall’Ottobre 2002, che recita: “Norme per la tutela dei malati di epatite cronica, con la quale si propongono soluzioni concrete che mettono fine a situazioni insidiose come le infezioni causate da operatori sanitari e non, che non sterilizzano adeguatamente i ferri del mestiere.

Purtroppo, le proposte dei cittadini restano sempre inascoltate.

 

L’epatite C è un gravissimo problema socio sanitario. L’infezione interessa nel mondo circa 200 milioni di persone, mentre in Italia gli anticorpi anti-HCV sono presenti nel 3,2% della popolazione, corrispondente a circa 1.800.000 di infetti.  Poiché la patologia da HCV cronicizza in oltre il 70% dei casi, il 20-40% dei pazienti va incontro nel tempo a cirrosi epatica. Sicuramente queste cifre ci fanno comprendere l’entità del problema, che è ulteriormente aggravato dalla considerazione della possibile evoluzione della cirrosi in epatocarcinoma, recentemente stimato nella misura di circa il 3-4% l’anno.

L’epatite C causa, nel nostro Paese, almeno un terzo dei 30.000 decessi  da cirrosi epatica (numeri impressionanti se messi a confronto con quelli da AIDS acclarati nel 2001, ovvero qualche centinaio).

Attualmente, la maggior parte dei medici richiede degli esami per l’epatite C solo quando si manifestano i sintomi di una malattia di fegato. La  ricerca ha suggerito che vi sono delle cose che non conosciamo sul virus HCV. C’è tanta gente lì fuori che cammina, parla, si sente bene, ma ha la malattia non diagnosticata perché nessuno pensa di chiedere loro quali siano i fattori di rischio e perché a nessuno viene in mente di sottoporli a un controllo.

Purtroppo,  su una certa percentuale di queste persone infette, la malattia progredisce e causa danni, disagi, disperazione, morti.

E allora noi chiediamo:

Se il Ministero della salute e’ consapevole e soprattutto d’accordo, sul  fatto che far “emergere il sommerso” dei contagiati di Epatite C attualmente inconsapevoli è un dovere etico e morale delle Istituzioni Sanitarie Nazionali nei confronti dei cittadini che diversamente non hanno modo di difendersi se non sono avvertiti per tempo e attraverso un’adeguata informazione anche a prescindere dal fatto che esistano o meno terapie efficaci e/o risolutive.

Se il Ministero e’ consapevole e soprattutto d’accordo, che scoprire la malattia ad uno stadio precoce consente di:

  1. offrire al cittadino la possibilità di curarsi adeguatamente e in alcuni casi salvargli la vita;
  2. impedire la diffusione del virus, poiché la consapevolezza di essere portatori dello stesso aiuta il cittadino a porre in essere tutte le misure preventive del caso;
  3. ridurre i costi di ospedalizzazione, trapianto, invalidità e, quindi, con un sostanzioso risparmio di spesa.
  4. in generale, aumentare la qualità di vita del malato;

 

E ancora, per quale motivo il Ministero della Salute, che dovrebbe essere a favore della cittadinanza, non intende assumere tutte le iniziative atte a combattere l’epatite C attraverso campagne informative e di sensibilizzazione rivolte alle categorie considerate a rischio e con una massiccia formazione rivolta ai medici di base sulle modalità con le quali poter riconoscere i sintomi della malattia e su come individuare un soggetto potenzialmente a rischio?

Perchè non obbligare tutti gli operatori ad una stretta osservanza delle precauzioni, implementando i metodi per il mantenimento e la sterilizzazione dello strumentario utilizzato nel corso degli interventi chirurgici/invasivi in ambito nosocomiale, incluse tutte quelle procedure estetiche o paramediche nelle quali è prevista la perforazione della pelle (agopuntura, tatuaggi, pratiche odontoiatriche); un aiuto (ed una eventuale collaborazione) con quelle associazioni/enti no profit che si sono dimostrati efficienti sotto il profilo informativo e di Counselling verso i cittadini e loro familiari colpiti dalla malattia? E per favore non ci si dica che, al solito, si tratta di uno spiacevole problema di costi.

 

                                                                                                                                                    

                                                                                                 Sandro VALLETTA

                                                                                                                                                    

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Abruzzo

SALVINI ANNUNCIA CHE ANDRÀ AL PROCESSO INSIEME AD ALESSIO FENIELLO

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Sulla sua pagina di Facebook il Ministro Matteo Salvini annuncia che andrà al processo insieme ad Alessio Feniello.

Alessio Feniello, il padre di una delle 29 vittime della tragedia dell’Hotel Rigopiano, andrà a processo. A inizio gennaio il 57enne era stato condannato a pagare una multa di 4.500,00 euro per aver violato i sigilli ed essere entrato nella zona sotto sequestro del resort di Farindola per portare un fiore al figlio. Feniello, tramite il suo avvocato, aveva depositato un’opposizione alla condanna pecuniaria e ora ha ricevuto il decreto di giudizio immediato. Il papà di Rigopiano sarà processato il prossimo 26 settembre per aver violato i sigilli della zona rossa.

Intanto il 16 luglio è stata fissata l‘udienza preliminare davanti al Gup del tribunale di Pescara per gli indagati nell’ambito dell’inchiesta su quanto accaduto a Rigopiano. “Non è possibile che queste persone dopo due anni, con tutte le accuse nei loro confronti, siano ancora lì. Già questa è una vergogna. Poi condannano me perché ho portato i fiori dov’è stato ucciso mio figlio. Ridicolo“, conclude papà Feniello.

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Abruzzo

FORMAZIONE GIUNTA REGIONALE: MARTINO, CON 4 ASSESSORI A LEGA E 2 A FORZA ITALIA SI RISPETTA VOTO ABRUZZESI

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Deputato: ad Azione Politica vice presidenza Consiglio regionale, chiedo a Marsilio di chiudere vicenda, altrimenti FI avrebbe difficoltà all’appoggio

L’Aquila, 22 febbraio – “Nell’ambito dei dati che si sono cristallizzati dopo le elezioni regionali del 10 febbraio scorso, sarebbe onesto rispettare le indicazioni che gli abruzzesi hanno consegnato alle urne, attribuendo alla Lega quattro assessori e il presidente del Consiglio regionale, due assessori a Forza Italia e la vice presidenza del Consiglio regionale ad Azione politica che con Roberto Santangelo ha dato un grande riconoscimento al valore vero del civismo in Abruzzo”.

Così il deputato abruzzese di Forza Italia Antonio Martino sulla trattativa in atto per la formazione della nuova Giunta regionale in seguito alla vittoria del centrodestra alle elezioni del 10 febbraio scorso.

Forza Italia, nel primo incontro tra partiti di ieri sera, ha lasciato il tavolo in seguito al no all’alleanza tra gli azzurri, che hanno tre consiglieri, e la lista Udc-Dc-Idea (un consigliere) ripudiata dal neo presidente, Marco Marsilio, in campagna elettorale, sancita nei giorni scorsi a Roma dal leader forzista, Silvio Berlusconi, e il segretario nazionale Udc, Lorenzo Cesa, in vista delle europee del maggio prossimo. Dal summit è emerso un equilibrio che assegna un solo assessore ai forzisti.

“A nostro avviso, il sottosegretario alla presidenza della Giunta dovrebbe andare a Fratelli d’Italia che già esprime il presidente, Marco Marsilio, che quindi ha bisogno di un supporto territoriale con la nomina di uno dei due consiglieri Liris e Testa – spiega ancora il vice coordinatore regionale azzurro -. Mi pare che questa appena delineata sia una giusta rappresentazione del quadro politico uscito dalle urne, al di fuori di questo tipo di schema, si parlerebbe solo di ambizioni personali e non di politica”, chiarisce il deputato eletto nel collegio provinciale dell’Aquila il quale si rivolge direttamente al neo presidente: “Chiedo a Marco che ha dimostrato di essere persona forte e gentile come tutti gli abruzzesi, di metterci la faccia e chiudere questa vicenda. Al di fuori di questa ripartizione e senza il placet all’alleanza con l’Udc, concordo con il mio segretario regionale, il senatore Pagano, che FI avrebbe difficoltà ad appoggiare il Governo di centrodestra appena eletto. Fi e Udc hanno quattro consiglieri e circa il 12 per cento dei consensi degli abruzzesi”, conclude il parlamentare.

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Abruzzo

LFoundry – E se stessimo guardando il dito invece della luna?

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“Poiché ormai siamo tutti allenati a riconoscere le armi di distrazione di massa, lasciamo da parte le voci di corridoio, che peraltro rappresentano l’unico argomento da poter discutere visto il silenzio inquietante del management sul futuro e sulle prospettive industriali e occupazionali della più grande realtà produttiva del nostro territorio e la seconda a livello regionale, e STIAMO AI FATTI! E’ ufficiale che: 1. lo stabilimento perde ben oltre 1.000.000 di euro al mese 2. si produce in perdita 3. da tempo non c’è la possibilità di programmare la produzione per un periodo che vada oltre i 3 mesi 4. mai prima d’ora si erano rese necessarie fermate tecniche, mentre nel solo mese di febbraio ne sono state programmate ben 2 5. la sostituzione del MES è al palo 6. i lavoratori stanno subendo sulla propria pelle gli effetti economici di un CDS miope, a partire dal taglio dalle maggiorazioni Se fino ad oggi ha prevalso la convinzione che “sarebbero arrivati i nostri”, ormai tutti i segnali fanno pensare che i ritardi nei piani di vendita, le riduzioni delle commesse, il mancato passaggio al nuovo sistema operativo, non siano semplici episodi, ma piuttosto precursori di un declino a cui sembra si stia andando incontro. E se poi venisse fuori che quel management che in perfetta solitudine si sta arrogando il diritto di determinare e condizionare il futuro di quasi 1500 persone e di un territorio intero, ha deciso si sfilarsi e quindi di prendere le distanze dalle sorti di questo stabilimento, magari ricorrendo a “efficaci” dichiarazioni di atti di responsabilità o “rassicuranti” prospettive per il futuro? …tanto poi sono cavoli di chi rimane! La FIOM continua a ritenere che quando la situazione è complessa c’è poco da sperare nei salvatori della Patria, piuttosto occorre mettere insieme tutte le forze e, con un progetto industriale serio, costruire insieme percorsi che offrano ai lavoratori le dovute garanzie. La FIOM si fa promotrice di un’azione di coinvolgimento dell’intero territorio, a partire dal Sindaco di Avezzano, al quale è stata inviata una richiesta di incontro urgente”

FIOM-CGIL Provincia di L’Aquila FIOM-CGIL Abruzzo e Molise RSU FIOM LFoundry

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RUBRICA VENERDÌ PESCE : LE RICETTE GUSTOSE DI MARSICANEWS

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Mangiare pesce al venerdì è una pratica cattolica che intende rispettare il cosiddetto “giorno di magro” che si caratterizza per il consumo di pesce al posto della carne.

L’usanza risponde ad uno dei precetti generali della Chiesa cattolica secondo il quale viene imposto di evitare l’assunzione della carne tutti i venerdì dell’anno e nei giorni di Quaresima: tempi penitenziali in ricordo alla morte di Gesù.

L’astinenza dalle carni è una forma di penitenza per commemorare la Crocifissione di Cristo. In tale senso il sacrificio alimentare onora il sacrificio del Venerdì Santo.

Più che l’obbligo di mangiare pesce, l’imposizione ai fedeli cattolici è di astenersi dalle carni di animali dal sangue caldo, in onore al sangue perso da Gesù. Così, il consumo di animali di sangue freddo, che siano pesci, rettili o anfibi è permesso.

Secondo il codice normativo della Chiesa cattolica è concesso sostituire l’astinenza dalle carni con altre pratiche di pietà, così come l’astinenza dalle bevande alcoliche, tabacco ed altri prodotti che producono dipendenza o inducono al vizio.

Marsicanews vi suggerirà ogni venerdì quindi una ricetta gustosa a base di pesce.

Iniziamo con RISO AL CURRY CON GAMBERI.

La ricetta del riso al curry con gamberi non è complessa, serve solo un po’ di attenzione alla cottura del cereale che avviene per assorbimento di liquido. Il riso viene cotto in forno e il risultato è un elegante piatto unico, perfetto per una cena tra amici, ma anche per una cena a due. La dolcezza dei gamberi e la delicatezza del riso sono vivacizzati da una salsa al curry speziata ed aromatica. Potrete scegliere di rendere la salsa dolce o piccante scegliendo una miscela per curry che soddisfa i vostri gusti.

Il riso al curry , in particolar modo nella varietà Basmati, è una preparazione originaria della regione indiana che, servita da sola o con verdure, sostituisce il pane in accompagnamento a piatti di carne e pesce variamente stufati.

Ingredienti per 4 persone :

320 g di riso
• 350 g di gamberi
• 1 cipolla e 1/4
• 450 ml di brodo
• 70 g di burro
• 2 cucchiai di curry
• farina
• sale
pepe

PREPARAZIONE :
Iniziate la preparazione del riso al curry con gamberi facendo sciogliere 40 grammi di burro in una teglia e insaporitevi la cipolla intera tagliata a fettine. Quando è diventata trasparente versate il riso e mescolate bene per distribuire il condimento in maniera uniforme.

Irrorate quindi con il brodo bollente, coprite e tenete in forno preriscaldato a 220° per 15-17 minuti. Nel frattempo sgusciate i gamberi, eliminate il filo nero sulla schiena e lessateli per due minuti in acqua bollente.
Dedicatevi quindi alla preparazione della salsa al curry.

Tritate la cipolla rimasta, lasciatela ammorbidire per cinque minuti in un tegame con il burro, cospargetela con un cucchiaio di farina, mescolate e unite il curry diluito in poca acqua calda. Cuocete a fuoco basso per mezz’ora, aggiungendo altra acqua via via che viene assorbita. Salate e pepate

.


Ritirate il riso dal forno, disponetelo in uno stampo ad anello imburrato e battete il fondo sul tavolo per eliminare gli eventuali vuoti d’aria.

Rovesciate la forma sul piatto da portata, in modo da ottenere una “ciambella” di riso. Disponete al centro i gamberi e ricopriteli con la salsa calda e una macinata di pepe. Servite subito il riso al curry con gamberi.

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Abruzzo

RIGOPIANO, FRATELLI D’ITALIA PROMETTONO DI PAGARE LA SANZIONE DI ALESSIO FENIELLO, POI SPARISCONO DOPO LA CAMPAGNA ELETTORALE. LA DENUNCIA DI FORZA NUOVA ABRUZZO: “NOI AL SUO FIANCO PER DIFENDERNE L’ONORE”.

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La vicenda di Alessio Feniello, padre di Stefano una delle vittime di
Rigopiano, va assumendo tinte sempre più surreali.
Feniello, infatti, era stato multato per oltre 4500 euro per essersi reso
“colpevole” di aver voluto omaggiare il figlio, depositando un mazzo di
fiori sul luogo della tragedia. La condanna a tale assurda ammenda, a
seguito di presunta violazione dei sigilli apposti dalle autorità sul
posto, è arrivata con decreto penale di condanna, cui, per il tramite del
suo avvocato, Feniello si è ovviamente opposto , talché il prossimo 26
settembre dovrà affrontare il relativo processo; ciò, peraltro, aveva
scatenato la rabbia generalizzata dell’opinione pubblica, innescando un
moto di generale protesta e solidarietà da parte di moltissimi volontari.
Dopodiché, nel bel mezzo della campagna elettorale per le elezioni
regionali in Abruzzo, il comitato di Fratelli d’Italia per Marsilio
Presidente ha contattato lo stesso Feniello, esprimendo la volontà di
raccogliere denaro per suo conto, al fine di consentirgli di fare fronte
all’enorme esborso impostogli.
Oltre al danno, però, ecco che giunge la beffa: la campagna elettorale,
infatti, è terminata, Marsilio ha vinto le elezioni, e, dopo aver
utilizzato il nome di Alessio feniello per raccogliere denaro e per fare
pubblicità ai propri candidati, i referenti di Fratelli d’Italia non si
sono più fatti vivi, facendo perdere le tracce proprie e dei soldi che
avrebbero dovuto raccogliere.
Tutta questa vicenda è a dir poco allucinante, poiché nei riguardi di
Alessio Feniello c’è stato un accanimento spropositato da parte delle
autorità che a tutti i costi hanno preteso una sua condanna e conseguente
umiliazione, incuranti del dolore subito per la morte del figlio; come se
non bastasse, esponenti abruzzesi di Fratelli d’Italia hanno utilizzato la
vicenda in proprio favore, speculando sulla tragedia, senza poi
corrispondere a Feniello l’aiuto promesso.
Ovviamente ci attiveremo affinché la vittima di questo increscioso
accadimento ottenga finalmente giustizia. Intanto rivolgiamo un appello a
Fratelli d’Italia perché rispetti l’impegno preso, sancito da una promessa
solenne del segretario Giorgia Meloni. Qualora la situazione non dovesse
sbloccarsi, e Alessio Feniello non riuscisse ad ottenere il maltolto, siamo pronti a sostenerlo nell’ennesima battaglia, volta a restituire ad un padre
afflitto dalla perdita del figlio l’onore e la dignità che merita.

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Abruzzo

LA CROCE ROSSA DI OVINDOLI RINGRAZIA PER L’ACQUISTO DELLA NUOVA AMBULANZA

La croce rossa di Ovindoli ringrazia tutti quell che hanno contribuito all’acquisto della nuova ambulanza

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La Croce Rossa Italiana Unità Territoriale di Ovindoli è lieta di annunciare l’avvenuto acquisto della nuova autoambulanza che servirà al nostro territorio per rispondere alle varie emergenze.
“Abbiamo impiegato circa due anni per raggiungere tale obiettivo ed oltre le nostre forze dobbiamo sentitamente ringraziare:
La famiglia Ciminelli che da diversi anni finanzia con il ricavato del memorial “Mario Ciminelli” le nostre attività e in maniera significativa all’acquisto del mezzo.
Marco Angelosante e famiglia che hanno donato, a chiusura della loro attività, la merce rimanente all’interno del negozio dando a noi la possibilità di venderla utilizzando il ricavato per l’acquisto dell’ambulanza.
Ringraziamo inoltre le varie associazioni che hanno contribuito a tale scopo.

Inoltre ma non con minore importanza ringraziamo tutti i cittadini e non e le varie attività
commerciali che ci hanno supportato.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI “

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Abruzzo

PER IL TERRITORIO DELL’ABRUZZO INTERNO È NECESSARIO UNO SVILUPPO SIGNIFICATIVO E ARMONICO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE.

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PER IL TERRITORIO DELL’ABRUZZO INTERNO È NECESSARIO UNO SVILUPPO
SIGNIFICATIVO E ARMONICO DELLE
La Confesercenti del Centro Abruzzo intende riaprire subito il confronto
con il nuovo Governatore dell’Abruzzo e i Consiglieri regionali eletti nel
Collegio della Provincia del’Aquila.
Lo scopo è quello di dare un seguito concreto al Documento programmatico
che l’Associazione di categoria ha già avuto modo di presentare nel corso
dell’ultima campagna elettorale. Si tratta di un documento strategico per
sostenere, con un’azione di sistema, le istanze delle imprese in un momento
cruciale per la competitività del territorio, basato su punti strutturati
per offrire alla politica una prospettiva strategica territoriale, con
progetti tesi a favorire lo sviluppo, il sostegno alle imprese (in
particolare alle PMI) nel mondo 4.0, favorire la crescita e l’occupazione,
in particolare quella giovanile.
Sono obiettivi imprescindibili senza i quali non sarà possibile contrastare
disuguaglianza e povertà, favorire lo sviluppo di un’economia circolare,
ridurre i divari e garantire una crescita inclusiva e dinamica.
Per la Confesercenti del Centro Abruzzo, tutto questo assume una valenza di
alto livello strategico, se condivisa con chi si appresta a gestire la
Regione, perché il servizio politico deve essere la forma più alta di
servizio pubblico svolto nella ricerca del bene comune, al servizio di ogni
imprenditore, di ogni addetto e, soprattutto dei tanti giovani e adulti
disoccupati che stentano ad entrare o a rientrare nel difficile mercato del
lavoro. Per questo è stato organizzato un incontro con il Presidente della
Regione Abruzzo, Marco Marsilio e i Consiglieri regionali eletti nel
Collegio dell’Aquila: Americo Di Benedetto, Emanuele Imprudente, Giorgio
Fedele, Guido Liris, Marianna Scoccia, Roberto Santangelo e Simone
Angelosante.
L’incontro si terrà giovedì 14 marzo 2019, a partire dalle ore 19.00, nella
suggestiva cornice del “Mercato Pratola Centrale”, a Pratola Peligna (AQ)
in Via SS 5 Dir

La Confesercenti del Centro Abruzzo intende riaprire subito il confronto
con il nuovo Governatore dell’Abruzzo e i Consiglieri regionali eletti nel
Collegio della Provincia del’Aquila.
Lo scopo è quello di dare un seguito concreto al Documento programmatico
che l’Associazione di categoria ha già avuto modo di presentare nel corso
dell’ultima campagna elettorale. Si tratta di un documento strategico per
sostenere, con un’azione di sistema, le istanze delle imprese in un momento
cruciale per la competitività del territorio, basato su punti strutturati
per offrire alla politica una prospettiva strategica territoriale, con
progetti tesi a favorire lo sviluppo, il sostegno alle imprese (in
particolare alle PMI) nel mondo 4.0, favorire la crescita e l’occupazione,
in particolare quella giovanile.
Sono obiettivi imprescindibili senza i quali non sarà possibile contrastare
disuguaglianza e povertà, favorire lo sviluppo di un’economia circolare,
ridurre i divari e garantire una crescita inclusiva e dinamica.
Per la Confesercenti del Centro Abruzzo, tutto questo assume una valenza di
alto livello strategico, se condivisa con chi si appresta a gestire la
Regione, perché il servizio politico deve essere la forma più alta di
servizio pubblico svolto nella ricerca del bene comune, al servizio di ogni
imprenditore, di ogni addetto e, soprattutto dei tanti giovani e adulti
disoccupati che stentano ad entrare o a rientrare nel difficile mercato del
lavoro. Per questo è stato organizzato un incontro con il Presidente della
Regione Abruzzo, Marco Marsilio e i Consiglieri regionali eletti nel
Collegio dell’Aquila: Americo Di Benedetto, Emanuele Imprudente, Giorgio
Fedele, Guido Liris, Marianna Scoccia, Roberto Santangelo e Simone
Angelosante.
L’incontro si terrà giovedì 14 marzo 2019, a partire dalle ore 19.00, nella
suggestiva cornice del “Mercato Pratola Centrale”, a Pratola Peligna (AQ)
in Via SS 5 Dir

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