Politica

Leonardo Casciere in comizio: “Gli unni scesi a valle per espoliare Avezzano con Piccone forte assenteista in parlamento”

Avezzano – Leonardo Casciere apre la campagna elettorale con il comizio, tenutosi domenica 14 maggio, in una piazza Risorgimento gremita di cittadini che si sono riuniti per ascoltare le parole del candidato sindaco di Avezzano. Un comizio, pubblicizzato con lo slogan “Solo e senza padroni”, che non ha certamente disatteso le aspettative e le premesse; Casciere ha spaziato dal tema del mancato confronto a quello della cattiva amministrazione degli ultimi 5 anni, dalle riflessioni sui suoi avversari fino al suo programma per la città, per poi concludere con l’appello agli elettori. Il tutto senza peli sulla lingua, senza risparmiare stilettate dirette agli avversari politici e alle coalizioni che li sostengono, evidenziando le “malefatte” pre-elettorali dell’amministrazione, parlando ai cittadini con un linguaggio semplice e puntando l’attenzione sui problemi reali della città.

Si comincia con Leonardo Casciere che esce dalla propria sede elettorale e arriva sul palco attraversando la piazza, passando tra la gente, un guanto di sfida verso chi aveva definito l’evento in piazza “a rischio ordine pubblico” in maniera strumentale. L’apertura è dedicata al commento sul mancato confronto in piazza tra i sei candidati: “Oggi sono solo perché qualcuno ha preferito sottrarsi al giudizio dei cittadini, adducendo come scusa le difficoltà di ordine pubblico e il timore di possibili atti sconsiderati da parte di chi avrebbe assistito al confronto. Per giustificare la loro pochezza e la loro paura, hanno fatto passare gli avezzanesi come trogloditi rissosi e le forze dell’ordine, cui va la mia massima solidarietà, come incapaci di gestire una manifestazione in piazza; io invece ho creduto in voi e il risultato è quello che vediamo oggi. Se loro vogliono fuggire dalla piazza e dal giudizio della gente, allora io dico loro che non parteciperò a nessun confronto che non sia qui, in piazza Risorgimento, dinanzi a tutti voi”.

Poi riferimenti al proprio passato politico e alle scelte nelle precedenti elezioni amministrative: “Vengo dalla destra sociale e non rinnegherò mai le mie origini, vengo da un mondo in cui si faceva politica vera e l’ambito del sociale non era solo appannaggio della sinistra. E’ vero, nelle precedenti elezioni amministrative sono stato al fianco di Di Pangrazio, credendo in un progetto che doveva essere diverso da ciò che è stato, defilandomi dopo tre mesi, appena ho capito che le mie aspettative sarebbero state disattese. Mi pento, ho sbagliato e mi taglierei una mano per ciò che ho fatto”.

Attacchi decisi vengono rivolti ai suoi avversari Giovanni Di Pangrazio: “Dopo che per cinque anni non ha fatto nulla per la città, nel consiglio comunale del 5 maggio, a ridosso delle elezioni, approva finanziamenti per migliaia di euro ad associazioni di vario genere, che si vanno ad aggiungere a tutti i lavori fatti nell’ultimo mese. Vuol farci credere che i soldi che prima non c’erano sono venuti fuori all’improvviso, proprio prima delle elezioni. Per queste elezioni ha messo insieme il diavolo e l’acquasanta, PD e UDC, con Cesa, personaggio parecchio discusso della politica nazionale, che si presenta qui a fare la sibilla prevedendo la vittoria al primo turno del sindaco uscente” e Gabriele De Angelis, con la sua candidatura “supportata dagli unni scesi a valle per espoliare Avezzano.

Gerosolimo, uomo di sinistra che appoggia la destra, la Pelino, Iampieri, con la bandiera ammainata di Forza italia, e Piccone, quarto assenteista del parlamento italiano con l’87% di assenze. Tutte persone che vorrebbero farci credere di aver maturato d’improvviso interesse per il bene di Avezzano. Ma mi chiedo: se dovesse verificarsi l’accorpamento tra il Tribunale di Avezzano e quello di Sulmona e Gerosolimo e Pelino avessero 4 consiglieri nell’amministrazione, dove andrebbe a finire il Tribunale? De Angelis rischierebbe di decadere per mantenerlo ad Avezzano o accetterebbe di buon grado di lasciarlo a Sulmona?”

Poi il programma. Leonardo Casciere esordisce puntualizzando:“Quello che vi ho presentato e vi presenterò non è un programma sfarzoso, fatto di luoghi comuni e di cose irrealizzabili, ma un programma fatto di cose reali e realizzabili nell’arco del mandato amministrativo di 5 anni” ed entra nel merito di alcuni punti focali: il lavoro ai giovani (“avremo una struttura all’interno dell’amministrazione che si occuperà di valorizzare le idee dei giovani e farle finanziare dalla comunità europea, il comune sarà solo un tramite e i soldi andranno tutti ai giovani imprenditori”), spending review e trasparenza nell’assegnazione degli appalti comunali (“via tutti i benefits nell’amministrazione, via l’ufficio legale, via gli incarichi a pioggia; tutti gli appalti comunali saranno assegnati a rotazione a ditte e persone di Avezzano, perché tutti ad Avezzano devono avere la possibilità di lavorare.

Le ditte dovranno avere manodopera avezzanese, per metà giovani e per metà padri e madri di famiglia disoccupati, secondo le graduatorie dell’ufficio di collocamento e senza privilegi. Non è pensabile che in un comune di poco più di 40000 abitanti lo staff del sindaco sia composto da 18 persone, di cui 10 dirigenti che percepiscono mediamente 70/80 mila euro l’anno, sono spese e numeri che vanno drasticamente ridotti”), il sociale (“supporto alle associazioni di volontariato per aiutare tutti coloro che ne hanno bisogno, anziani, diversamente abili, ragazze madri; garantire un lavoro a chi ha oggettive difficoltà ad arrivare a fine mese.

Democrazia partecipata, con le associazioni e i comitati di quartiere che con le loro idee potranno essere protagoniste dei piani dell’amministrazione. Il Comune tornerà ad essere di proprietà dei cittadini, che avranno sempre accesso alle stanze del sindaco”), il Tribunale di Avezzano (“già nel 2013 feci la proposta di salvare il Tribunale mediante un accorpamento con il Tribunale di Sulmona. Oggi il Tribunale è salvo per ad una proroga arrivata solo grazie al “decreto terremoto”, nonostante tutti se ne siano presi i meriti, perfino quei politici che all’epoca sono stati complici quando ne fu decisa la chiusura. Io farò le barricate per far si che il tribunale non si sposti da Avezzano”).

Poi una parentesi sull’ospedale, traendo spunto da una lettera arrivata da una cittadina in merito a tutti i reparti dismessi o in via di dismissione: “Il decreto Lorenzin, che riconduce l’esistenza dei reparti al bacino di utenza, è una vergogna, ma esiste e bisogna farsene una ragione e agire di conseguenza. Beh, il bacino di utenza del territorio marsicano è maggiore di quello di L’Aquila, quindi deve finire questa storia dell’espoliazione a favore del capoluogo. Per legge tutti i reparti devono restare ad Avezzano, e faremo in modo che la legge venga applicata”).

Una riflessione sulle ultime vicende giudiziarie: “Non faccio speculazioni su quanto successo negli ultimi giorni, non può essere un pubblico ministero a decidere chi può candidarsi, devono essere i cittadini, perché tutti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio. Però mi pongo una questione: l’attuale sindaco è sotto processo, spero venga assolto, ma se venisse condannato e voi lo rieleggeste, torneremmo al voto tra sei mesi”.

Casciere fa un appello ai cittadini chiamati al voto: “Mi rivolgo a coloro che negli ultimi anni non sono andati a votare, tornate alle urne, non delegate agli altri il vostro destino, questo è il momento di cambiare le cose. Agli elettori di centro-sinistra dico che le barriere ideologiche sono da tempo crollate e, con il voto disgiunto, hanno la possibilità di scegliere i loro consiglieri, ma di dare una svolta alla città scegliendo un sindaco diverso che potrà amministrare al meglio.

Agli elettori di centro-destra invece voglio dire: chi è che vi rappresenta in queste elezioni? Non certo il candidato di Via Mazzini che riunisce anche lui il diavolo e l’acquasanta, annoverando uomini di centro-sinistra tra le proprie fila. Non esistono più i partiti di destra, esistono gli uomini di destra che credono in quei valori, e spero che quegli uomini comprendano che siamo noi a poterli rappresentare davvero e nessun altro. Mi hanno accusato di essere populista; populista, secondo il vocabolario, significa essere dalla parte del popolo; ebbene si, allora sono un populista!”

Casciere si accomiata dalla folla di piazza Risorgimento, che ha partecipato con interesse e più volte ha interrotto con applausi convinti il comizio, con un affermazione forte e sentita: “A tutti voi cittadini dico di far valere la vostra dignità, liberate le vostre coscienze dai legacci di questa politica che ha affossato la città e dai piccoli ricatti che vi hanno fatto, abbiate il coraggio di scegliere questa svolta civica, è questo il momento giusto per farlo. Datemi la vostra fiducia, scacciamo i mercanti dal tempio, siamo senza padroni e governeremo solo in nome vostro e dei vostri interessi.”

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