Cronaca e Giudiziaria

Legnini, riaprire tribunali? Chiedere a governo

«Il Csm sulle riforme della giustizia ha già dato pareri e indirizzi, ma quando si ipotizzano eventuali riaperture di piccoli tribunali bisogna chiedere al governo, e non al Csm». È quanto ha detto prima di intervenire a un convegno sulla giustizia civile, a Chieti, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini. A chi gli chiedeva del destino dei tribunali abruzzesi caduti sotto la mannaia della riforma che ne prevede la chiusura, ma ancora salvi fino al 2018 per la proroga concessa agli uffici giudiziari della regione colpita dal terremoto del 2009, Legnini ha spiegato: «Cercherò di sdoppiare il mio ruolo di cittadino abruzzese e di componente del Csm, coniugando entrambe le esigenze». La linea di condotta che prevede Legnini anche in funzione della riforma della giustizia civile, prevedeva la chiusura dei piccoli uffici giudiziari «che traeva ragione dalla considerazione che un tribunale di medie dimensioni fosse meglio organizzato, potesse ottimizzare costi ed efficienza – ha proseguito Legnini – poi però c’è un monitoraggio che si rende necessario e che esistono piccoli tribunali efficienti e magari grandi uffici che non funzionano. Noi stiamo viaggiando per i tribunali italiani per ascoltare e farci un’opinione. Non chiederemo di tornare indietro su decisioni già prese e uffici già chiusi ma di cercare l’assetto migliore. Sono reduce – ha concluso – da una visita al tribunale di Vicenza, di medie dimensioni, semiparalizzato, e ora andrò a Prato dove c’è una situazione sociale molto complessa, segno che la realtà è molto variegata».

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