Ambiente

Legambiente scatta fotografia rinnovabili Abruzzo

Duecentottantacinque comuni con impianti solari fotovoltaici, 151 con impianti solari termici, 23 con impianti eolici, 35 con impianti idroelettrici, 22 con impianti a biomasse e tre con impianti geotermici a bassa entalpia o pompe di calore: a scattare la fotografia dell’Abruzzo è Legambiente, con il rapporto ‘Comuni rinnovabili 2014’.

Tra pubblici e privati, la potenza complessiva generata dagli impianti solari fotovoltaici è pari a 659,4 Mw, in grado di coprire il fabbisogno energetico elettrico di circa 330mila famiglie. Prendendo in considerazione solo gli impianti su coperture e tetti, il comune che presenta la maggior diffusione è Castel di Ieri (L’Aquila) con 1,9 Mw ogni mille abitanti, tra i primi 50 a livello nazionale. Quasi seimila, nel complesso, i metri quadri di pannelli solari termici in Abruzzo. Sono i piccoli e i piccolissimi comuni a presentare la maggior diffusione di pannelli in relazione al numero di abitanti, come nel caso di Pietracamela (Teramo) con 134,2 mq ogni mille abitanti. Tredici i comuni che invece presentano impianti solari termici sulle strutture pubbliche.

Teramo quello con la maggior diffusione. L’eolico, invece, consente di generare una potenza complessiva di 238,8 Mw; di questi 1,4 Mw sono impianti mini eolici, con potenza inferiore ai 200 kw. La potenza generata dall’idroelettrico, inoltre, è pari a di 533 Mw. Il Comune di Bussi sul Tirino (Pescara) è quello che presenta la maggior potenza installata. I tre comuni che presentano impianti geotercmici sono Città Sant’Angelo (Pescara), L’Aquila e Capestrano (L’Aquila), rispettivamente con 35, 20 e 16 kWt. Tra le buone pratiche segnalate da Legambiente vi sono la Solis Spa, a Casoli (Chieti), con il primo polo logistico del freddo interamente alimentato con energie rinnovabili, e il Comune di Tocco da Casauria, finito anche sulla prima pagina del New York Times nel 2010, con le sue pale eoliche che consentono di soddisfare l’intero fabbisogno energetico elettrico delle famiglie residenti e non solo.

«I risultati raggiunti – afferma il direttore di Legambiente Abruzzo, Giuseppe Di Marco – erano inimmaginabili dieci anni fa. Ora però non bisogna fermarsi, perchè la crisi economica e i problemi energetici italiani possono trovare risposta proprio nel modello di generazione distribuita, efficiente e da fonti rinnovabili. L’Abruzzo, ha tutto l’interesse a percorrere questa direzione». «Al futuro governo regionale – continua Di Marco – chiediamo di proseguire sulla strada delle rinnovabili, dell’efficienza e dell’innovazione per dire ‘nò al petrolio e per aprire la strada all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Oggi è infatti possibile ridurre significativamente la spesa energetica di famiglie e imprese, attraverso impianti da fonti rinnovabili e efficienti che utilizzano in modo innovativo le reti elettriche e di teleriscaldamento. Bisogna inoltre garantire regole e trasparenza per dare certezza alle procedure».

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