Italia

Le Poste chiudono 455 uffici in tutt’Italia

Meno sportelli, più portalettere telematici. Poste Italiane, ai tempi di Amazon, si riorganizza. Comincia il 20 aprile chiudendo 455 uffici, tra le rimostranze di amministratori locali e di associazioni di consumatori. Ben 80, il tributo più alto, tra Toscana e Umbria, 65 nella sola Lombardia. E poi 75 tra Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia; 62 in Piemonte, Liguria e Val d’Aosta; 59 in Emilia Romagna e Marche; 43 in Campania e Calabria; 35 tra Lazio, Abruzzo e Sardegna; 29 in Sicilia. Infine, 7 tra Puglia, Basilicata e Molise. Il disagio immediato sarà per 3.800 anziani che per ritirare la pensione saranno costretti a cercare un altro sportello, di certo più lontano da casa. «Sono meno di 10 pensioni per ufficio postale chiuso», sdrammatizza la società. La riduzione degli sportelli va vista all’interno di un piano di riorganizzazione più ampio, presentato dall’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, alla commissione Lavori pubblici del Senato. Prevede in tutto 1.064 “interventi” tra cui 609 “razionalizzazioni”. Alla fine rimarrà in piedi una struttura fatta di 13mila presidi.

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top