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Lavoro 60% posizioni aziende irregolari, 21% in ‘nero’

Oltre 6.600 posizioni lavorative irregolari, cioè circa il 60% delle quasi undicimila verificate, di cui 1.435, il 21%, in ‘nero’.

La percentuale di irregolarità, nelle aziende abruzzesi, raggiunge quota 60%, mentre sono 259 i provvedimenti di sospensione dell’attività adottati. Sono i dati contenuti nella relazione del Direttore della Direzione regionale del Lavoro, Orazio Parisi, sull’attività di vigilanza svolta dalle Direzioni territoriali abruzzesi nel 2013. Nel complesso sono state ispezionate 5.231 aziende, cui devono sommarsi 1.312 attività oggetto di seconde visite finalizzate alla verifica dell’ottemperanza delle prescrizioni impartite e 976 aziende nei cui riguardi si sono svolti accertamenti tecnici e verifiche amministrativo-contabili, per un totale complessivo di 7.519 controlli.

Le ispezioni hanno interessato aziende nei settori del terziario (38%), dell’edilizia (47%), dell’industria (12%) e dell’agricoltura (3%). Per quanto riguarda i lavoratori irregolari – complessivamente 6.673, di cui 1.435 in nero – la maggiore incidenza si riscontra nel settore terziario (59%), con i lavoratori in nero, 900, pari al 62% del totale. I settori maggiormente destinatari dei provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale sono il commercio-pubblici esercizi (48%). L’attività di vigilanza nel settore edile ha riguardato 2.468 aziende di cui 1.962 irregolari, per un totale di 1.890 violazioni riscontrate in materia di salute e sicurezza. L’imponibile evaso (non omesso) accertato ammonta a 27.751.130 euro, in gran parte per ispezioni effettuate nel settore terziario, in cui si registra di gran lunga il maggior numero di rapporti di lavoro riqualificati pari al 95% circa (1.291).

«Nell’ottica della valorizzazione dell’attività di vigilanza – si legge nella relazione -, si è proceduto anche nel 2013 alla realizzazione di iniziative finalizzate all’informazione e all’aggiornamento e dato riscontro a quesiti sulle problematiche di maggior impatto in materia lavoristica, di legislazione sociale e di sicurezza sui luoghi di lavoro». L’indagine rivela inoltre che in Abruzzo circa il 71% degli occupati è costituito da personale dipendente (con rapporto di lavoro subordinato) impiegato per il 61.41% nel settore dei servizi e per il 30% nell’industria. Dall’analisi emerge inoltre, per quanto riguarda le imprese attive, una sostanziale stasi del mercato con una flessione negativa nella percentuale del tasso di crescita 2013 pari al -0, 23% (+0,43% nel 2012).

La flessione maggiore è nel Chietino (-1,44%), seguita dall«Aquilano (-0.33%), mentre nelle province di Pescara e Teramo il numero di iscrizioni delle imprese supera in ogni caso, anche se non in modo rilevante, il numero delle cessazioni. Positivo il saldo per le società di capitali (+149 unità), negativo per le società di persone (-249) e per le imprese individuali (-546).

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